Potrebbe essere domani il giorno della verita' per la lista provinciale del Pdl di Roma. Il giorno in cui, con la possibile consegna della documentazione ai sensi del cosiddetto decreto salva-liste, potrebbe chiudersi il cerchio aperto sabato scorso con la bagarre al Tribunale di Roma culminata con il mancato deposito delle carte all'Ufficio centrale circoscrizionale. O almeno potrebbe chiudersi per il momento, perche' in serata la giunta regionale del Lazio ha varato all'unanimita' una delibera con cui si invita il presidente della giunta regionale del Lazio Esterino Montino a ricorrere alla Corte costituzionale per conflitto di competenze e in prima istanza per chiedere la sospensione del decreto legge.
La materia elettorale toccata con il dl, questa la tesi, non spetta allo Stato ma alla Regione. Una mossa che secondo il consigliere Pdl Donato Robilotta e' pero' priva di valore giuridico, perche' a suo dire la giunta, sciolta da mesi, dovrebbe occuparsi solo di ordinaria amministrazione.
Per la Regione Lazio, invece, sussistono i requisiti di "indifferibilita' e di urgenza" che legittima il provvedimento. "Questa delibera non e' una scelta politica ma istituzionale che riafferma il principio del rispetto delle prerogative della Regione", replicando anche alle critiche della candidata del centrodestra Renata Polverini secondo la quale si vuole "provare a vincere espellendo una forza politica, la piu' importante della citta' di Roma". "In una Regione che ha la sanità allo sfascio, commissariata e con il più alto debito d'Italia, è un po' strano che mostri questa efficienza di domenica sera. Potevano lavorare di più e meglio prima".
Lunedì, comunque, anche e soprattutto alla luce del decreto legge adottato l'altra sera dal governo, il Tar del Lazio dovra' esprimersi sul ricorso del Pdl e sul tavolo trovera' anche la delibera della Regione Lazio con il ricorso alla Corte Costituzionale. Il partito pero' e' ottimista: i giudici, sostengono, dovrebbero riconoscere il sopravvenuto diritto espresso dal dl, lasciando la strada aperta alla presentazione della lista in Tribunale.
Ma se c'e' chi e' dell'opinione che il decreto da solo, a prescindere dal Tar, basterebbe per permettere la presentazione, c'e' anche chi, come il leader de La Destra Francesco Storace, si e' detto preoccupato che "a danno non si aggiunga altro danno", timoroso che sia il Tar stesso ad accettare di ricorrere alla Corte, generando "un caos enorme: il decreto interpretativo va alla Consulta e il procedimento viene sospeso".
Oggi, in ogni caso, il Pdl depositerà un'istanza per richiedere ai carabinieri la restituzione del plico con la documentazione, che i militari del Tribunale hanno in consegna dal 'mezzogiorno di fuoco di piazzale Clodio' di sabato scorso. Il plico sara' poi aperto e la lista letta pubblicamente per allontanare ogni dubbio sui nomi in essa contenuti, al centro di insistenti voci nell'ultima settimana. Contestualmente (e il Pdl anche qui e' ottimista) si potranno consegnare le carte negli orari previsti dal decreto stesso. L'Ufficio centrale circoscrizionale poi si prendera' le canoniche 24 ore per esaminarle prima di dare l'ok definitivo. Salvo sorprese, naturalmente, che potrebbero spuntare dal groviglio giuridico generato dagli avvenimenti degli ultimi giorni.
Intanto la tensione politica è forte, e nel centrosinistra è incarnata dalla candidata Emma Bonino, oggi nel Frusinate per la campagna elettorale, ha parlato di "angoscia vera che mi attanaglia: sto veramente pensando se valga la pena di giocare con i bari", ha detto a proposito dell'ipotesi di ritirarsi.
08 marzo 2010