Il popolo viola protesta davanti a Montecitorio (Ansa)
Il popolo viola protesta davanti a Montecitorio (Ansa) 

Politica

"Decreto salvaliste": Napolitano: "Insostenibile l'esclusione del Pdl", Di Pietro chiede l'impeachment

Il decreto approvato dal governo e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale per riammettere le liste del Pdl escluse dalle regionali e la firma da parte del presidente della Repubblica Napolitano hanno provocato una reazione da parte di tutta l'opposizione. Durissimo il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro: "C'é la necessità di capire bene il ruolo di Napolitano in questa sporca faccenda onde valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment". Napoltiano ribatte: "Era l'unica soluzione politica possibile per rimediare al caos liste visti i tempi stretti". Fini: "Attacco inaccettabile" e anche Bersani invita a "lasciare fuori il presidente Napolitano". Per la candidata del Pd nel Lazio, Emma Bonino, il decreto è "incostituzionale". Secondo il ministro dell'Interno Roberto Maroni, il provvedimento "non porta alcuna modifica di norme di legge" ma da' "una interpretazione corretta" alle norme.Il Tar lombardo ha riammesso alle elezioni la lista "Per la Lombardia" di Roberto Formigoni, mentre lunedì in camera di Consiglio si riunirà quello del Lazio. Di nuovo in piazza il popolo viola, la manifestazione nazionale del centrosinistra si volgerà il 13 marzo. Da lunedì il Pd annuncia l'ostruzionismo nei lavori parlamentari. La giunta regionale del Lazio presenterà il decreto salvaliste sul tavolo della Corte Costituzionale per denunciare un conflitto di competenze tra Stato e regione.
22.30 La replica di Formigoni a Penati - "Caro Penati, sono i tuoi sostenitori che oggi hanno fatto una sconveniente gazzarra. Gli elettori di centrodestra, nei giorni scorsi, hanno dimostrato una compostezza che i tuoi sono ben lungi dall'imparare". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, commentando le affermazioni di Penati fatte oggi in riferimento a una manifestazione avvenuta a Milano. "Coraggio - ha aggiunto Formigoni - dì ai tuoi di imitare i miei e faranno qualche passo avanti sulla strada della civiltà democratica".
22.10 Penati (Pd): "Anche elettori del centrodestra contrari al dl" - C'erano anche elettori del centrodestra alla manifestazione contro il decreto salvaliste del Pdl. Ad affermarlo è Filippo Penati, candidato del centrosinistra alla presidenza della regione Lombardia. "Circa diecimila persone - ha detto Penati - hanno partecipato oggi pomeriggio alla manifestazione del centrosinistra di via Dante a Milano. Una protesta indignata contro il decreto legge voluto dal governo per sistemare i pasticci combinati da Formigoni e da quanti hanno presentato le sue liste". "Sono sicuro che tra i tantissimi che erano in piazza - ha aggiunto Penati - non c'erano soltanto i cittadini del centrosinistra, del Pd dell'Idv o di Sinistra ecologia e libertà. C'erano anche molti del centrodestra che credono ancora che le regole vadano rispettate da tutti, dai semplici cittadini come dai partiti".
 
21.50 Il "decreto salvaliste" sul tavolo della Corte Costituzionale - Presto il decreto salvaliste del governo arriverà sul tavolo della Corte Costituzionale. A portarcelo sarà la giunta regionale del Lazio, pronta a sollevare davanti alla Consulta un ricorso per conflitto di competenze tra Stato e regione. Il motivo l'ha spiegato il vicepresidente della giunta Esterino Montino nel corso di una manifestazione anti-dl organizzata al Pantheon dal centrosinistra: il testo lede le attribuzioni della regione. Il 'dl interpretativo' approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri, che rimette di fatto in gioco le liste Pdl escluse dalle Regionali, sarebbe infatti "anche innovativo". "In base alla sentenza della Consulta del 2004 - ha spiegato Montino - la Regione è l'unica istituzione competente per le elezioni regionali. E infatti dopo quella sentenza la regione varò una propria legge". I giuristi del Lazio sono già all'opera per verificare gli estremi del ricorso, e la giunta, convocata per domani sera in seduta straordinaria, darà mandato ai legali per adire alla Corte. E non basta: la regione si è costituita anche presso il Tar, dove verrà annunciata la decisione di aver sollevato il conflitto di competenza. I giudici amministrativi, infatti, dovranno affrontare lunedì il ricorso presentato dal Pdl per l'esclusione (confermata dal Tribunale e dalla Corte d'Appello) della lista provinciale di Roma, alla luce del nuovo decreto. E anche in questo caso sarà chiamata in causa la Corte, il cui intervento é stato richiesto dal Movimento Difesa dei cittadini.
21.20 Zingaretti (Pd): "Al Pdl piacciono le poltrone" -  "Il problema è il posto a sedere dei candidati di centrodestra, che per salvarlo inventano un guazzabuglio istituzionale". Lo ha detto il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti riferendosi al dl salva-liste, intervenendo a margine della sua partecipazione alla manifestazione che si è svolta al Pantheon in sostegno alla candidata del centrosinistra alla presidenza della Regione Lazio Emma Bonino. A chi gli ha chiesto se ci fossero stati problemi di democrazia nel caso in cui il Pdl non avesse potuto correre per le regionali del Lazio, Zingaretti ha risposto: "Gli elettori avrebbero potuto votare anche altre liste", ma "se si afferma il principio che il più forte con un colpo di mano può cambiare le regole, allora ci andiamo di mezzo tutti"
21.10 La Russa: "Deluso da Casini" - "Mi ha deluso Casini, anche lui, che faceva il buonista e il democratico, è finito tra quelli che pensano a vincere con le scorciatoie". Lo dice Ignazio La Russa, questa sera a Torino per un'iniziativa elettorale del circolo Libertà in azione. "Caro Casini - afferma La Russa - non è cosi che si aumentano i voti, ma con la politica e le proposte. Fino a ieri diceva che era giusto che tutti avessero diritto a votare i loro candidati, e poi invece si scopre che voleva vincere facile e si unisce a chi grida allo scandalo, al golpe".
21.00 Bossi punzecchia il Pdl: "Nemmeno capaci di presentare liste" - Umberto Bossi punzecchia, senza nominarlo, il Pdl sulla vicenda delle liste. "Siamo partiti dal nulla, non avevamo niente ma ce l'abbiamo fatta - ha detto il leader della Lega parlando ai suoi sostenitori ad un comizio al teatro Verdi di Genova - gli altri non sono nemmeno capaci di presentare le liste...".
20.45 Polverini (Pdl): "Bonino con i bari? Non ci giocasse" - "Non ci giocasse". Così la candidata del centrodestra a presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, ha risposto, a margine della presentazione di un candidato del Pdl a consigliere regionale, a chi le chiedeva un commento alle affermazioni di Emma Bonino per la quale, se dipendesse da lei "non giocherebbe con i bari".
20.30 Poli Bortone (Udc): "Pdl senza coda, ha solo il capo" - "A vedere come il Pdl sta gestendo questa fase pre-elettorale verrebbe da dire che è un partito senza capo né coda: in realtà non è così, perché il capo c'é ed è Berlusconi, mentre è tutto il resto che manca". Lo dichiara Adriana Poli Bortone, candidata alla presidenza della Regione Puglia per Udc, Mpa e Io Sud. "Di indecente in questa vicenda - aggiunge in una nota - c'é l'assurdità del ricorso a un decreto per risolvere dall'alto dissidi interni al Popolo della libertà e una dose enorme di approssimazione che investe i vertici nazionali e regionali dei partiti". "La vergogna di questo decreto - conclude Poli Bortone - fa il paio con l'assurdità della modifica alla legge elettorale per le regionali in Puglia, nella parte in cui ha consentito che un consigliere regionale potesse supplire alle firme dei cittadini per la presentazione delle liste. Una modifica voluta da un emendamento Palese-Vendola, ennesima riprova del consociativismo che unisce trasversalmente Pd e Pdl in questa regione".
20.20 Giupponi: "Va oltre il limite dell'interpretazione della legge" -"Questo decreto sembra andare oltre il limite dell'interpretazione della legge e si attesta, piuttosto, ad innovare il significato delle norme facendo una 'operazione' non consentita". Questo il parere del professor Tommaso Giupponi dell'Università di Bologna sul decreto legge 'salva-liste' varato ieri sera dal Consiglio dei ministri. "Se il parlamento non dovesse convertire questo decreto si creerebbe un problema per la validità del risultato delle elezioni. Era meglio - conclude il professore - se il parlamento faceva una 'leggina' in pochi giorni e posticipava le elezioni a giugno, magari mettendoci dentro anche le elezioni per il sindaco di Bologna".
20.10 Di Pietro (Idv): "Napolitano arbitro non imparziale" -E' davvero inconcepibile e democraticamente pericolosa la giustificazione data dal Presidente della Repubblica ai due cittadini sul sito del Quirinale". Lo afferma Antonio Di Pietro che accusa il Capo dello Stato di non essere stato "arbitro imparziale". "Napolitano si è giustificato - afferma il leader di Idv - sostenendo che il decreto era necessario per permettere al Pdl di partecipare alle elezioni nel Lazio e in Lombardia. Perché questa regola non è valsa per tutte le altre forze politiche non ammesse anche in altre Regioni per mancanza di requisiti? E perché, da cinquanta anni a questa parte, nessuno dei precedenti Presidenti della Repubblica ha mai avallato una simile soluzione pur essendosi presentati centinaia e centinaia di casi analoghi? Perché permettere tutto questo scempio del diritto, dopo che molti esponenti del Pdl, pochi giorni fa sul caso di Bologna, hanno sostenuto che un decreto era inappropriato e incostituzionale?". "Tra l'altro ciò si è verificato - prosegue - in una situazione in cui non c'era bisogno di alcun provvedimento, come si è visto nei casi delle liste Formigoni e Polverini, dove l'intervento giudiziario ha consentito la riammissione delle liste. Il decreto è stato uno sfregio alla legalità e alla democrazia apportato da un governo parafascista". "La verità è una ed una sola - prosegue Di Pietro - c'é stata la volontà di favorire solo uno dei giocatori, e questo comportamento non è da arbitro imparziale, come richiederebbe il ruolo ricoperto da Napolitano. E chi si rifiuta di ammetterlo é un pavido o un ipocrita, giacché nessuno può impedire che un Presidente della Repubblica venga criticato quando compie atti incomprensibili e inaccettabili".
19.55 Bossi (Lega): "Di Pietro non ha niente da fare" -"Di Pietro non ha niente da fare, sta sempre a sognare quelle robe li": lo ha detto Umberto Bossi commentando la richiesta di Di Pietro di impeachment. "Abbiamo seguito il consiglio di Napolitano di non cambiare i termini sulla data delle elezioni. E ora c'é un decreto che lascia praticamente intatta la legge ma dà un'interpretazione senza tanta confusione": lo ha detto il leader della Lega Nord Umberto Bossi stasera a Genova dove ha preso parte a un'iniziative lettorale parlando del decreto legge interpretativo per sciogliere il nodo delle liste per le regionali.
19.50 Per i costuzionalisti il dl è "a rischio di incostituzionalità" - Un decreto legge "fortemente a rischio di incostituzionalità", quello cosiddetto "salva liste", almeno secondo diversi costituzionalisti, per i quali non si tratterebbe di un intervento "interpretativo", ma un vero e proprio cambio delle norme a procedura avviata, violando il principio di uguaglianza e introducendo una retroattività vietata. E che potrebbe portare addirittura ad un successivo annullamento delle elezioni.
19.40 Rutelli (Api): "La prepotenza dei potenti distrugge le istituzioni" - Il decreto 'salvaliste' è un atto di "prepotenza" che rischia di "distruggere le istituzioni", ma non è giusto addossare responsabilità al Quirinale. Lo dice il presidente dell'Api Francesco Rutelli, in un intervento su Facebook. "L'impotenza dei potenti al governo discredita le istituzioni. La prepotenza può distruggerle", scrive Rutelli.
"Mai in Italia un governo ha avuto tanto potere (e non solo tanti seggi di maggioranza in Parlamento)", scrive il Presidente di Alleanza per l`Italia in una nota intitolata 'Se i potenti sono impotenti e prepotenti'. "Ogni italiano di buon senso ha capito che la mancata presentazione di liste valide nel Lazio e in Lombardia non è stata conseguenza di disguidi - e tanto meno di altrui ingiustizie - ma di lotte interne a questo governo, che hanno portato a modifiche delle liste e a ritardi insanabili". "Ogni persona di buon senso - prosegue Rutelli - non poteva rallegrarsi della sparizione di attori fondamentali della competizione elettorale. Ma pretendeva che i responsabili degli atti insanabili dicessero la verità, ammettendo gli errori. E non può, oggi, accettare il precedente per cui, domani, chiunque potrà dire: 'Non ho pagato una multa? Ma mio cugino può testimoniare che ero all'interno dell'ufficio postale, e la fila mi ha impedito di arrivare allo sportello prima che chiudesse!'.
19.30 La Russa: "Nessuna chiamata a sostegno" - "Credo che il presidente della Repubblica abbia pienamente ragione, credo che le forze politiche non debbano chiedergli, come se fosse una specie di juke box, comportamenti estranei alle sue funzioni". Così il ministro alla Difesa, Ignazio La Russa, ha risposto a chi gli ha chiesto un commento sulle dichiarazioni del capo dello Stato sul dl salvaliste. "Noi non lo abbiamo fatto - ha detto La Russa -noi abbiamo doverosamente cercato di interpretare quali fossero gli orientamenti della presidenza della Repubblica e gli abbiamo mandato un testo che il capo dello Stato ha valutato costituzionale, come ha dichiarato".
19.25 Beppe Grillo: "Napolitano doveva dormire e non firmare" - "Ieri notte il presidente della Repubblica avrebbe dovuto dormire piuttosto che firmare". A dirlo è Beppe Grillo durante l'incontro con i casertani in piazza Dante. "Non me la voglio prendere con lui - precisa - ma é chiaro che si tratta di un espediente". Sul decreto interpretativo il leader del movimento Cinquestelle ha detto che "sembra una camorra. E' la nuova legge: puoi andare lì e gli dai un significato, quello che ti serve". Molti i temi toccati dal comico blogger durante l'incontro. In primis l'emergenza rifiuti: "Sulla condanna dell'Unione Europea non mi preoccupo - spiega - siamo abituati ad essere sanzionati". Poi, a margine dell'incontro, una piccola riflessione sull'esito delle prossime elezioni: "E' probabile che si verifichi grande disattenzione - osserva - purtroppo nel nostro paese non fanno più testo le elezioni". Un elemento forte dell'opposizione, secondo il comico, "é Di Pietro, che è criptonite".
19.20 Bossi (Lega): "Napolitano è un ottimo Presidente" - "Napolitano ogni giorno che passa, vicenda dopo vicenda si dimostra un ottimo presidente della Repubblica": lo ha detto il leader della Lega, Umberto Bossi, commentando l'ipotesi di impeachment ventilata dal leader di Idv Antonio Di Pietro dopo la firma del capo dello Stato al dl 'salvaliste'. "Di Pietro non ha niente da fare. Sta sempre a sognare quella roba lì. Il capo dello Stato è stato molto equilibrato", ha aggiunto il leader del Carroccio.
19.15 Scajola (Pdl): "Si pensa di vincere con le scorciatoie" - "Chi non ha la capacità di vincere durante le elezioni pensa di vincere utilizzando le scorciatoie". Lo ha detto oggi a La Spezia il ministro per lo sviluppo economico Claudio Scajola. "Questa è una campagna elettorale che sta andando alla fine - ha aggiunto parlando a margine di una manifestazione elettorale - ma non è ancora iniziata, e in alcune regioni secondo qualcuno non avrebbe nemmeno dovuto cominciare per qualche pasticcio o timbro in meno. Ma le elezioni si fanno per mettere a confronto i programmi degli uni e degli altri. Non è normale fare una partita di calcio in cui gli spettatori vanno e pagano il biglietto e c'é una sola squadra che gioca in campo". "C'é stata, è vero - ha proseguito Scajola - qualche confusione da una parte di quelli che dovevano presentare la lista, ma c'é stata anche un'interpretazione non conforme, equivoca, da parte di coloro che dovevano accettare le liste. Il provvedimento che abbiamo preso non incide sulle norme, non modifica alcuna legge, dà interpretazioni affinché sia corretto il metodo di accettazione delle liste. Abbiamo solo precisato le interpretazioni: prova ne è che il Capo dello Stato, eletto non dalla nostra maggioranza, non ha avuto esitazione alcuna a dare il sigillo di costituzionalità al decreto legge".
19.00 Formigoni (Pdl): "Ho avuto ragione" - "Abbiamo dimostrato di avere perfettamente ragione". Cosi' il governatore Formigoni ha commentato la decisione del Tar della Lombardia. Il tribunale ha accolto la richiesta di sospensiva della decisione della Corte d'appello. 'Il Tar - ha detto Formigoni - ha riconosciuto che la nostra lista e' sempre stata in corsa e che non era fondata l'esclusione'. Secondo il governatore la decisione prescinde dal decreto di ieri. 'Ce l'abbiamo fatta da soli "senza aiutino", ha concluso.
18.50 Di Pietro (Idv): "Dobbiamo liberarci di Benito Berlusconi" -  Antonio Di Pietro ha replicato da Modena, dove ha presentato i candidati alla Regionali, alle critiche di Maurizio Gasparri a proposito della sua "chiamata alle armi". "Secondo me - ha detto l'ex pm - è irresponsabile chi commette il golpe, non chi cerca di resistere". Il leader dell'Idv ha infiammato il migliaio di persone venute ad ascoltarlo attaccando frontalmente Berlusconi. "Così come è successo con Mussolini adesso dobbiamo liberarci di Benito Berlusconi. E' un corruttore matricolato, che controlla l'informazione. E' successo anche dopo la firma del decreto: come al solito tutti gli organi di informazione se la sono presa con me solo perché ho detto 'mannaggia, ma perche' l'arbitro non fa l'arbitro?'". Di Pietro ha proseguito: "E' vero che noi italiani siamo un po' così, ma ricordiamoci che c'é un momento in cui chi non reagisce diventa complice. La mia, lo ripeto, è una chiamata alle armi democratiche: anche i nostri padri si sono messi insieme, i comunisti con i democristiani e i liberali con i socialisti, per scacciare il regime".
18.40 Napolitano: "Era l'unica soluzione politica" - Il decreto legge salva-liste era l'unica soluzione politica possibile per rimediare al caos liste visti i tempi stretti. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in una lettera a due cittadini pubblicata sul sito del Quirinale, motiva così la decisione di dare il via libera al decreto del governo che, rileva, "non ha presentato evidenti vizi di incostituzionalità".
18.26 D'Alema (Pd): "Valutare costituzionalità, lesa la democrazia" - l decreto 'salvaliste' ha "inferto una ferita al sistema democratico", l'opposizione darà battaglia, sia sul piano politico che su quello giuridico, poiché c'è da valutare la "costituzionalità" delle norme approvate ieri sera dal Governo. Lo ha detto Massimo D'Alema a margine della manifestazione tenuta questo pomeriggio dal centrosinistra a Roma: "La reazione dell'opinione pubblica - dice D'Alema - dimostra quanto sia grave la ferita inferta al sistema democratico. Dobbiamo reagire: sul piano giuridico, perché naturalmente bisognerà misurare l'efficacia di questo decreto, valutarne la costituzionalità... dovremo contrastarlo in Parlamento, perché è un atto totalmente inusuale e singolare anche dal punto di vista giuridico". Poi, ha aggiunto, la battaglia andrà fatta anche sul "piano politico: intendiamo mobilitare in tutto il Paese le nostre forze per rispondere all'arroganza del Governo, vogliamo rivolgerci agli elettori. Abbiamo in programma molte manifestazioni, a cominciare da quella di sabato 13 marzo". Ha concluso D'Alema: "Credo che il Governo abbia sottovalutato l'impatto di questa scelta, e anche quanto questo possa rivelarsi un boomerang per il centrodestra".
18.20 Napolitano: "Rispetto per le funzioni e i poteri del Capo dello Stato" -  "Un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consigliare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie, e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri": si chiude così la risposta del Capo dello Stato, apparsa sul sito del Quirinale, alle due lettere a lui indirizzate, una di protesta e l'altra di sostegno al decreto "salva liste".
18.15 Di Pietro (Idv) insiste: "E' un golpe, Napolitano spieghi" - "Ieri sera non è stato fatto un decreto ma un colpo di Stato, un'offesa alla democrazia e alla legalità, è stata stracciata la Costituzione durante una competizione elettorale". Lo ha detto il leader Idv, Antonio Di Pietro, parlando ai microfoni di Sky Tg24. La maggioranza, ha aggiunto, "ha cambiato le regole del gioco perché temeva di perdere con quelle regole". "Prima di procedere ad azioni formali nei confronti di Napolitano vorremmo capire cosa lo ha spinto a non salvaguardare la Costituzione rispetto a chi cambia le regole del gioco in corsa", ha sottolineato Di Pietro.
18.00 Bonino (Radicali): "Non so se si debba giocare con i bari" - "Se avessi ascoltato solo me stessa avrei già detto che con i bari non si gioca, ma credo che in questa circostanza sia necessario un confronto con tutte le altre forze che compongono la coalizione". Lo ha detto la candidata del centrosinistra per le prossime elezioni alla Regione Lazio, Emma Bonino. "Dobbiamo porre e porci il problema - ha proseguito - se si debba continuare a giocare con i bari. Sono convinta che le regole di uno stato di diritto e la democrazia siano patrimonio di tutti e vadano difesi".
17.50 Calderoli (Lega): "Tutto è bene quel che finisce bene" - "Tutto è bene quel che finisce bene. Finito il periodo dei pasticci passiamo finalmente ai contenuti della campagna elettorale": lo ha detto il ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli, commentando la riammissione della lista di Formigoni in Lombardia.
17.40 Bersani (Pd): "Lasciamo fuori il Napolitano" - "Lasciamo fuori il presidente Napolitano da queste cose". Lo ha detto il segretario del PD Pier Luigi Bersani rispondendo a Genova a una domanda su eventuali responsabilità del capo dello Stato sul decreto salva-liste. "Lasciamo fuori il presidente - ha detto Bersani - non è il suo mestiere entrare nel merito dei decreti. Il governo ha la responsabilità di questo decreto, è a quello che bisogna rivolgersi".
17.31 Il Tar ha riammesso la lista 'Per la Lombardia' di Formigoni - Il Tar della Lombardia ha accolto la richiesta di sospensiva del provvedimento della Corte d'Appello di Milano e ha riammesso di fatto alle elezioni la lista 'Per la Lombardia' di Roberto Formigoni.
17.25 Bocchino (Pdl): "E' un atto a favore della democrazia" - "Il decreto approvato dal governo e firmato dal capo dello Stato è un atto a favore della democrazia partecipativa e chi lo contesta non ha a cuore il diritto all'elettorato degli italiani". Lo afferma in una nota il vicepresidente dei deputati del Pdl Italo Bocchino.
17.22 Donadi (Idv): "Berlusconi spieghi le minacce a Napolitano" - Il presidente dei deputati dell'Idv, Massimo Donadi, chiede a Silvio Berlusconi di "spiegare le minacce di scatenare la piazza. Un fatto gravissimo di cui danno notizia alcuni quotidiani, tra cui Il Messaggero". "Se fosse vero - afferma Donadi in una nota - ci troveremmo di fronte ad una nuova marcia su Roma, con Napolitano nelle vesti di Vittorio Emanuele III. E' dovere delle istituzioni spiegare quanto accaduto, se necessario anche attraverso la procedura di impeachment del Presidente. La democrazia è un valore assoluto che non può essere sacrificato sull'altare di miseri interessi elettorali".
17.20 Sinistra e libertà in piazza con il Pd - Sinistra e libertà aderisce alla manifestazione di sabato prossimo per protestare contro il decreto legge di interpretazione delle norme elettorali per consentire la riammissione delle liste di Roberto Formigoni in Lombardia e del Pdl nel Lazio. Lo ha annunciato Niki Vendola nel corso di una telefonata oggi al segretario del Pd Pierluigi Bersani. Vendola ha anche sostenuto con Bersani la necessità che la manifestazione sia, oltre che per i diritti di democrazia, anche per il diritto nei luoghi di lavoro, contro la legge che permette di aggirare l'articolo 18 dello statuto dei lavoratori.
17.15 Bersani (Pd): "Mobilitazione fino alla Corte Costituzionale" - "A partire da oggi faremo una mobilitazione anche nelle sedi giurisdizionali, i Tar sono ancora aperti, faremo una mobilitazione mi auguro fino alla Corte Costituzionale". Così il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani ha commentato oggi a Genova il decreto salva-liste.
17.00 Gentiloni (Pd): "Rischio regime, i democratici si mobilitino" - Il decreto salvaliste del governo "racconta un paese a rischio di regime, in cui gli equilibri costituzionali che abbiamo conosciuto sono minacciati": lo dichiara il responsabile comunicazioni del Partito Democratico, Paolo Gentiloni, secondo il quale "di fronte a questo rischio serve la mobilitazione di tutti i democratici, ma certo - ammonisce - non indebolire, o addirittura delegittimare il presidente della Repubblica, che sarebbe da irresponsabili".
16.50 Cicchitto (Pdl): "Pd e Radicali stanno impazzendo" - "Prendiamo atto che il Pd e i Radicali stanno impazzendo perché non gli è riuscito il colpo grosso di vincere le elezioni nell'unico modo per loro possibile: quello di evitare che gli avversari possano presentare le loro liste". Lo dichiara in una nota Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl. Secondo l'ex esponente di Forza Italia, Pd e Radicali "rimangono affetti da una sorta di riviviscenza dei meccanismi tipici delle democrazie popolari. E come la mettono i sapienti dirigenti del Pd con il loro alleato Di Pietro e la sua richiesta di impeachement del Presidente Napolitano? E' proprio vero che la storia quando si ripete si traduce sempre sotto forma di farsa".
16.45 Martedì 9 assemblea nazionale dei Radicali - I Radicali hanno convocato per martedì un'assemblea nazionale per decidere che fare dopo il decreto 'salva-liste'. Possibile ritiro dal voto. 'Questa mattina - spiega un comunicato - in una riunione fra gli esponenti e i dirigenti dei vari soggetti radicali con Bonino e Pannella, e' stato affrontato il dilemma delle scelte da assumere: se sia possibile tuttora continuare a giocare con i bari, in una situazione in cui lo Stato non riesce a rispondere ad esigenze che non siano di Regime'.
16.33 Capezzone (Pdl): "Il Pd e la Bonino rompano con Di Pietro" - "E' molto grave quanto sta accadendo in queste ore. Dinanzi a un provvedimento che ha il merito di restituire agli italiani la possibilità di esercitare il proprio diritto di voto, si è scatenata una canea inaccettabile da parte dell'opposizione". Lo sostiene in una nota il portavoce del Pdl Daniele Capezzone. "Insulti al Capo dello Stato, richieste di impeachment, minacce di ritiro, convocazione di piazze e piazzate. Se Bersani e Bonino vogliono fare una cosa seria - consiglia Capezzone - rompano con Di Pietro, a partire da questa campagna elettorale. Il resto sono diversivi e speculazioni elettorali".
16.22 Diliberto (Pdci): "Sono addolorato per la firma di Napolitano" - La firma del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in calce al decreto legge interpretativo del governo per il caos liste in Lombardia e Lazio ha "addolorato profondamente" il leader del Pdci Oliviero Diliberto che giudica l'avvallo del Quirinale a "questa indecenza" come un segnale del fatto che Napolitano "evidentemente non è più garante della Costituzione". Di Napolitano non chiede l'impeachment come ha fatto il segretario dell'Idv Antonio Di Pietro, ma comunque Diliberto, a margine della sua partecipazione a un'iniziativa a Milano, parla di "delusione molto grande" da parte del presidente che "si é prestato a un'operazione inaccettabile" che porta a uno "stravolgimento delle regole da parte del più forte".
16.20 Veltroni (Pd) contro Di Pietro - "Di fronte all'enorme gravità di questo decreto di esclusiva responsabilità della destra, la cosa più sbagliata che si possa fare è attaccare il capo dello Stato". Lo afferma il deputato del Pd Walter Veltroni in una nota.
16.05 Il "decreto salvaliste" è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale - Il decreto approvato ieri dal Cdm per rimediare all'esclusione di alcune liste del centrodestra dalla elezioni regionali è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Entrano quindi in vigore le norme contenute nel provvedimento sull'"Interpretazione autentica di disposizioni del procedimento elettorale e relativa disciplina di attuazione".
15.58 Frattini (Pdl): "Impeachment? Di Pietro si vergogni" - L'impeachment per il presidente della Repubblica? "E' una cosa che fa vergogna a chi l'ha pronunciata". Così il ministro degli Esteri Franco Frattini a Cordoba commenta le dichiarazioni del leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, su Giorgio Napolitano.
15.50 Il Pd annuncia il blocco dei lavori parlamentari - A cominciare da lunedì alla Camera, il Pd metterà in atto un forte ostruzionismo iscrivendo a parlare decine di deputati già sul primo punto all'ordine del giorno, il decreto che istituisce l'agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Al Senato la 'protesta' inizierà martedì, quando all'ordine del giorno, alle 11, è fissato l'esame del provvedimento sul legittimo impedimento per premier e ministri a comparire alle udienze.
15.30 La Loggia (Pdl): "L'attacco a Napolitano è inaccettabile" - "L'attacco dell'Idv al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è assolutamente inaccettabile e fuori luogo. La campagna elettorale non può in alcun modo portare a esasperazioni di questo tipo". E' quanto dichiara l'on. Enrico La Loggia, vice presidente del gruppo del Pdl alla Camera dei Deputati, a proposito degli attacchi del leader dell'Idv Antonio Di Pietro nei confronti del Presidente della Repubblica.
15.15 Veltroni (Pd): "Concezione proprietaria delle istituzioni" - "Il decreto voluto ieri dal Governo é un atto gravissimo che mina le regole del confronto elettorale, essenza stessa della democrazia. E' il punto più grave di una concezione proprietaria delle istituzioni": è il giudizio dell'ex segretario del Pd Walter Veltroni. "Berlusconi - spiega Veltroni - risolve tutti i suoi problemi utilizzando le leggi per propria utilità come neanche un monarca del tardo medio evo, mettendo a rischio la credibilità di tutte le istituzioni. La destra - che ha passato 10 degli ultimi 15 anni al governo di questo Paese - ammetta di non essere stata capace di presentare delle liste valide - conclude Veltroni - e che sta usando un trucco per coprire la propria incapacità "
15.10 Calderoli (Lega): "Una scelta di buon senso" - Per Roberto Calderoli, "il decreto legge sulle liste approvato dal Cdm rappresenta un scelta assolutamente di buon senso". "Non aveva nessun senso andare al voto - ha precisato il ministro - senza dare la possibilità a 12-13 milioni di elettori, quanti sono quelli della Lombardia e della città di Roma, di poter votare per quello che è attualmente il partito di maggioranza. Tra schede bianche o nulle sarebbe venuto fuori un caos, alla fine si sarebbe sicuramente tornati a votare in Lombardia e a Roma, con spreco di denaro pubblico". "Mi auguro - è stato l'auspicio di Calderoni - che da oggi si finisca di parlare del dubbio di poter andare a votare o meno, di ricorsi al Tar e di altre cose simili. E' importante invece che si parli di programmi e che possa avere inizio un dibattito politico vero e leale sui temi che interessano la gente". "In questi giorni - ha concluso - abbiamo respirato un clima insostenibile, adesso è giusto confrontarsi sui progetti futuri".
15.00 Alle 17.00 la decisione del Tar Lombardia - La decisione del Tar della Lombardia sulla ammissibilità o meno della lista "Per la Lombardia" di Formigoni arriverà intorno alle 17 di questo pomeriggio. Dopo l'udienza a porte chiuse iniziata alle 9.30, il collegio si è ritirato in camera di consiglio per decidere se concedere o meno la sospensiva sulla sentenza della Corte d'appello di Milano che ha di fatto escluso Formigoni dalla competizione elettorale del 28 e 29 marzo. Se il Tribunale amministrativo della Lombardia dovesse accogliere la richiesta di sospensiva avanzata dai legali di Formigoni la lista dell'attuale presidente lombardo sarebbe riammessa fino al giudizio di merito dei giudici amministrativi che probabilmente arriverà all'inizio della prossima settimana.
Tuttavia, non è escluso che già oggi i giudici insieme all'ordinanza emettano un giudizio di merito sul ricorso.
14.55 Il Pd a Schifani e Fini: "Cambierà la nostra linea" - I capigruppo del Pd al Senato e alla Camera, Anna Finocchiaro e Dario Franceschini, annunciano che l'approvazione del decreto salva-liste avrà "immediate conseguenze sul nostro atteggiamento parlamentare". In una lettera inviata ai presidenti delle Camere, Gianfranco Fini e Renato Schifani, scrivono: "Signori Presidenti, è nostra opinione che il decreto legge ieri approvato dal Governo in materia elettorale rappresenti un gravissimo precedente nella storia repubblicana. E' evidente che questo atto avrà immediate conseguenze sul nostro atteggiamento parlamentare. Abbiamo ritenuto doveroso informarVi preventivamente".
14.44 De Magistris (Idv): "Napolitano avalla leggi illegittime" - "Per raccontare l'operato di Berlusconi in queste ultime ore si potrebbe prendere spunto dal titolo di un celebre film: 'Mussolini ultimo atto'. Il dl salva-liste PdL è un atto eversivo e tirannico che potrà trasformarsi in un precedente nefasto per la tenuta democratica del Paese". Lo afferma in una nota l'eurodeputato dell'Idv Luigi De Magistris. "Siamo al punto di rottura dell'equilibrio della Repubblica - aggiunge - al massacro del diritto e della Costituzione, di fronte a cui il Capo dello Stato china la testa e si dimostra accondiscendente. Se è poi vero quanto riportato oggi dai quotidiani, che ricostruiscono un ruolo da protagonista del Quirinale nella stesura del dl, siamo di fronte ad un comportamento gravissimo". "Purtroppo ormai da tempo - conclude - il presidente della Repubblica avalla leggi illegittime che hanno preceduto quest'ultimo atto dittatoriale e golpista, rispetto a cui è urgente una grande manifestazione di piazza in difesa della Costituzione e della democrazia".
14.35 Di Pietro (Idv): "Serve una chiamata alle armi democratica" - "Serve una chiamata alle armi democratica, con manifestazioni di popolo, affinché, prima che sia troppo tardi questo golpe venga sventato". Così Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, a CNRmedia commenta il caso del Dl salva-liste varato ieri dal governo e firmato dal presidente della Repubblica. "Si richiami il presidente Napolitano a quelle che sono le sue funzioni - aggiunge Di Pietro - a chi altro dovremmo rivolgerci per avere la garanzia che la Costituzione venga difesa?". Quindi, conclude il leader Idv, bisognerà scendere in piazza insieme a tutta l'opposizione "per un'insurrezione democratica di piazza, un'invasione pacifica della Capitale che faccia capire a questo governo che il popolo italiano reagisce e non cadrà ancora nel tranello in cui cadde agli albori del fascismo".
14.17 Rosy Bindi (Pd): "E' l'ultima violazione delle regole democratiche" -  "Il governo ha intera la responsabilità di aver consumato un ultima violazione delle regole democratiche. Dopo le leggi ad personam per tutelare interessi privati del premier, ecco che si fanno le leggi su misura per le liste regionali del Pdl per sanare i pasticci provocati dai loro dirigenti locali". Lo dichiara Rosy Bindi, presidente dell'Assemblea nazionale del Pd "Si vogliono coprire le divisioni, i malumori, le inadeguatezze del centrodestra - prosegue Bindi - e si trucca la partita elettorale per vincere, costi quel che costi. Non accettiamo questa arroganza del potere che calpesta i principi della democrazia e mette a rischio i fondamenti della convivenza civile". "Mobiliteremo tutti i democratici del Paese - prosegue la presidente del Pd - e anche tra gli elettori del centrodestra sono tanti quelli che oggi sono le prime vittime di una classe dirigente di irresponsabili e di azzeccagarbugli". "Il voto di marzo sarà anche l'occasione - conclude - per far vedere che si sta allargando il divario tra il centrodestra e il sentire profondo degli italiani".
14.00 Schifani: "Le camere valuteranno, ma i precedenti ci sono" - "Non spetta a me valutare la bontà o meno di un decreto. Spetta al Parlamento che sarà chiamato liberamente a pronunziarsi". Risponde così il presidente del Senato, Renato Schifani, incontrando i giornalisti al termine di una breve visita al rinato teatro Petruzzelli di Bari. "Ritengo - aggiunge Schifani - vi fossero dei precedenti autorevoli della giurisprudenza amministrativa su questi punti, per cui il governo ha ritenuto, con l'approvazione del capo dello Stato, di intervenire per confermare l'orientamento della magistratura amministrativa".
13.35 Calderoli (Lega): "Rispetto per il presidente della Repubblica" - Il ministro per la semplificazione normativa, Roberto Calderoli, difende il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dagli attacchi seguiti alla sua firma al decreto salva-liste. "Chi oggi attacca il presidente Napolitano - afferma il leghista - straparla, dimostrando di non aver neppure letto la Costituzione". "Con la sua firma - sottolinea Calderoli - il presidente Napolitano ha difeso la Costituzione garantendo a tutti il diritto-dovere del voto di cui articolo 48 della Costituzione, confermando così, ancora una volta, un altissimo senso dello Stato e della democrazia".
13.30 Manifestazione nazionale del centrosinistra il 13 marzo - Il Pd e il centrosinistra scendono in piazza. Già oggi pomeriggio si terranno delle manifestazioni a Roma e a Milano e sabato prossimo nella capitale si terrà una iniziativa nazionale. I democratici, in una nota, spiegano: "Il decreto è un vero e proprio condono, un provvedimento che serve solo a occultare gli errori e le divisioni, a sanare il vero e proprio pasticcio combinato da una destra che pensa di vincere calpestando le regole. Contro il decreto il Pd e l`intero centrosinistra moltiplicheranno le iniziative elettorali per questo fine settimana". "Le forze del centrosinistra - continua il comunicato - danno appuntamento oggi a Roma, alle 16,30 al Pantheon, a Milano, alle 17 in via Dante, e in altre città italiane e promuovono una manifestazione nazionale a Roma, che si svolgerà sabato prossimo nel pomeriggio. Contro la destra dei sotterfugi e degli imbrogli la parola d`ordine sarà: per vincere, sì alle regole, no ai trucchi".
13.15 Belisario (Idv): "Berlusconi come Mussolini e Napolitano come il re" - "Berlusconi come Mussolini, ma anche Napolitano come Vittorio Emanuele". Il paragone è del presidente dei senatori dell'Italia dei Valori, Felice Belisario. "Il capo del governo decide e il presidente della Repubblica - è la critica di Belisario - firma qualsiasi cosa gli venga sottoposta, proprio come faceva il re con il duce. Altro che garante della Costituzione, altro che baluardo di democrazia! L'unico modo di salvarla, la democrazia, a questo punto, è una grande mobilitazione di massa nelle piazze subito e alle urne tra qualche settimana. Bisogna assolutamente mandare a casa questo governo - conclude Belisario - che si considera proprietario del paese".
13.00 Brunetta (Pdl): "Le proteste vengono da chi voleva vincere" - Per il ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, "le proteste contro il decreto interpretativo sono da parte di chi voleva vincere facile". Sul provvedimento 'salvaliste' e parlando dell'opposizione da Venezia, Brunetta ha proseguito: "Costoro non solo non vinceranno facile, ma troveranno un Pdl ancora più agguerrito, perchè consapevole dello scippo che gli volevano fare". Secondo Brunetta, con il decreto, "è stata riportata giustizia nel paese". "Avevamo visto un accanimento da parte dei magistrati - ha aggiunto il ministro - preposti al controllo delle liste tanto in Lazio quanto in Lombardia, degno di miglior causa. Probabilmente ci sono state anche alcune inefficienze, che però chi fa queste cose sa che sono all'ordine del giorno, c'è stata qualche impuntatura a qualche interpretazione eccessivamente restrittiva della legge".
12.55 Letizia Moratti (Pdl): "Rispettata la democrazia" -  "L'iniziativa presa dal governo e dal Capo dello Stato rispecchia il senso più profondo della democrazia nel nostro Paese". Ad affermarlo è stato il sindaco di Milano, Letizia Moratti, in riferimento al decreto legge interpretativo approvato ieri dal governo e vidimato dal Quirinale, "In democrazia - ha osservato il sindaco di Milano a margine dell'inaugurazione del teatro Elfo Puccini - si devono poter confrontare schieramenti opposti: non avrebbe senso una competizione senza uno degli schieramenti". La riammissione delle liste è ora affidata al responso dei tribunali amministrativi della Lombardia e del Lazio: "Mi auguro che si chiarisca tutto", ha concluso il primo cittadino del capoluogo lombardo.
12.50 Manifestazioni di protesta anche a Milano - Decine di persone si sono fermate di fronte alla prefettura milanese bloccando il traffico per far sentire le loro ragioni e ribadire la propria contrarietà al decreto. Alla guida dei manifestanti, che sventolano bandiere di Rifondazione comunista, del Partito socialista europeo, del Cub e del popolo viola, c'é Vittorio Agnoletto, candidato presidente in Lombardia per la Federazione della Sinistra. Alcuni manifestanti, compreso lo stesso Agnoletto, si sono seduti a terra sulla strada di fronte alla prefettura incatenandosi simbolicamente e mostrando un volantino listato a lutto per 'la morte della democrazia'. Prima di iniziare il corteo, Agnoletto ha spiegato ai partecipanti che l'iniziativa è legata alla protesta per un "decreto che viola la Costituzione e la legge. Quando Berlusconi e i suoi ministri sono entrati in carica - ha osservato - hanno letto un giuramento alla Repubblica, garantendo di lavorare per l'interesse dei cittadini: siamo qui, invece, per denunciare che questo giuramento non è stato rispettato e hanno agito per l'interesse dei loro partiti e per i loro interessi personali". In aggiunta, ha proseguito Agnoletto, "non possiamo tacere sul fatto che Napolitano non ha impiegato neanche un'ora per controfirmare questo decreto che noi riteniamo illegale e incostituzionale". Davanti alla prefettura i manifestanti hanno inoltre scritto con della farina sulla strada 'Legge truffa'.
12.45 Sit in del popolo viola davanti a Montecitorio - I manifestanti viola chiedono spiegazioni a Napolitano. Il Popolo Viola chiede al ''Pd di concordare una manifestazione unitaria: non devono decidere solo i partiti ma anche i cittadini''. Tra gli slogan anche ''Presidente Napolitano non abbiamo capito'' e ''Questo governo ha venduto la democrazia per un panino''.I dimostranti sono decisi a rimanere in piazza fin quando non avranno ottenuto una risposta.
12.40 Violante (Pd): "Di Pietro parla a vanvera" - "Di Pietro? Qualche volta parla a vanvera". Luciano Violante, ad Ascoli Piceno per un convegno di giurisprudenza, è stato avvicinato da un cronista e ha risposto così a una domanda sulle esternazioni del leader dell'Idv sull'impeachment al presidente Napolitano per il decreto salva-liste. L'ex presidente della Camera non è poi voluto entrare nel merito del decreto, respingendo cortesemente la richiesta di un commento.
12.35 Franceschini (Pd): "In piazza per difendere la democrazia violentata" - Il capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, afferma: "Un decreto che calpesta le regole senza vergogna. Subito in piazza e in Parlamento contro il governo e per difendere la democrazia violentata".
12.31 Lupi (Pdl): "La sinistra urla per coprire i suoi errori" -"L'opposizione ha gettato la maschera. Le reazioni al dl interpretativo del governo dimostrano la concezione di democrazia che hanno. Non si vincono le elezioni conquistando il voto degli elettori facendosi giudicare per quello che si è fatto o proponendo un'alternativa di governo, ma eliminando l'avversario a tavolino sperando in qualche burocrate zelante che interpreta le norme a proprio piacere". Lo afferma il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi (Pdl) in una nota. "Le urla di oggi - aggiunge - servono solo per coprire i disastri del governo delle 11 Regioni di sinistra. Cari Bersani e Di Pietro, vi siete già dimenticati dei rifiuti della Campania o del disastro della sanità nel Lazio, in Puglia o in Calabria?".
12.30 Bonaiuti (Pdl): "Il Pd critica Di Pietro ma marcia con lui" - "E' troppo facile prendere le distanze da Di Pietro e poi marciare insieme! Ci chiediamo come faccia una sinistra che si proclama riformista e moderata a restare, nei fatti, alleata per le elezioni regionali con chi attacca perfino il Capo dello Stato". E' quanto afferma in una nota il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti.
12.21 Finocchiaro (Pd): "Grave responsabilità del Governo" - "Siamo arrivati al limite. Questo che viene spacciato per un decreto interpretativo altro non è che un provvedimento di urgenza che modifica le norme di legge. Un tentativo di scrivere a favore della destra una sentenza sulle gravi irregolarità commesse al momento di presentare le liste". Lo afferma il presidente dei senatori del Pd Anna Finocchiaro in una nota. "Non ci stiamo a farci prendere in giro - aggiunge - ci troviamo di fronte all' irresponsabilità politica e istituzionale di un governo che copre le divisioni, i pasticci, gli errori di una maggioranza che non ha più alcun senso delle regole e della democrazia. La responsabilità ricade per intero sulle spalle del governo e della maggioranza: i cittadini italiani ne sapranno tener conto".
12.19 Casini (Udc): "Il messaggio che passa è devastante" - "Alla fine posso essere anche contento che abbiano riammesso le liste, ma il messaggio che passa al paese è devastante. Il messaggio è che le regole valgono solo per i deboli, mai per i forti". Il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, a Parma per una manifestazione elettorale a sostegno del candidato centrista per le elezioni regionali in Emilia-Romagna, ha ribadito la propria posizione sul cosiddetto decreto 'salva liste' firmato ieri sera dal governo. "Ora ci devono spiegare - ha concluso Casini - perché noi dobbiamo essere i fessi che rispettano le regole e, se non le rispettiamo, perché manca ad esempio un timbro, siamo esclusi dalle elezioni di Trento e invece chi fa il forte va sempre avanti. Per loro c'é sempre il nemico. Ma qui dove è il nemico? Dove sono i giudici comunisti? Il complotto contro Berlusconi? Non c'é stato nessun complotto. E' solo che hanno litigato sino all'ultimo per cambiare i posti nelle liste e sono arrivate fuori tempo".
12.18 Capezzone (Pdl): "Di Pietro scherza conl fuoco" - "Gli insulti, le minacce, le evocazioni cupe che vengono dal signor Di Pietro confermano la pericolosità e l'ambiguità della linea politica dell'Italia dei Valori e di tutta la sinistra, che - da Bersani a Bonino - non osa dissociarsi dall'ex pm". Lo afferma il portavoce del Pdl Daniele Capezzone in una nota. "Fallito il tentativo di privare milioni di italiani del diritto di voto - aggiunge - ora qualcuno vorrebbe alzare i toni, agitare le piazze, minacciare il Capo dello Stato. Spero che tutti ricordino che la semina di odio contro Berlusconi ha prodotto i fatti di Milano del 13 dicembre, e l'attentato di Tartaglia. A qualcuno non è bastato? Si vuole ancora scherzare col fuoco?".
12.00 Fini: "Il decreto è il male minore" - "La prima cosa che non si deve fare è tirare in ballo il Capo dello Stato". Lo afferma il presidente della Camera, Gianfranco Fini. "Mi sembra che il decreto sia la scelta del male minore - ha aggiunto  Fini - per tutto quello che è stato detto e che si sarebbe verificato in mancanza di un' interpretazione autentica della legge e per garantire a tutti la possibilità di partecipare al voto e agli elettori il diritto-dovere di pronunciarsi anche in ragione di quello che è il programma e di quelli che sono i comportamenti che hanno contraddistinto le parti".
11.00 Di Pietro invoca l'impeachment per Napolitano - Antonio Di Pietro ritiene necessario "capire bene il ruolo di Napolitano" sul dl 'salvaliste', una "sporca faccenda", per "valutare se non ci siano gli estremi per promuovere l'impeachment nei suoi confronti per aver violato il suo ruolo e le sue funzioni". "Appena ho saputo che Napolitano aveva firmato la legge salva Pdl, che permette a chi ha violato la legge di essere riammesso alla competizione elettorale - afferma il leader di Italia dei valori -, ho pensato tra me e me, come già è avvenuto per le altre leggi ad personam, che il presidente della Repubblica si era comportato da Ponzio Pilato, lavandosene le mani. Poi, stamattina, dalla lettura dei giornali ho appreso che il Colle avrebbe partecipato attivamente alla stesura del testo. Se così fosse sarebbe correo visto che, invece di fare l`arbitro, avrebbe collaborato per cambiare le regole del gioco mentre la partita era aperta".
06 marzo 2010
 
 
 
 
  
 

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