Via libera ai provvedimenti legislativi che introducono tempi certi nel processo, a condizione che siano "adeguatamente potenziate" le risorse umane e materiali per realizzare i tempi brevi. Lo sottolinea, nella sua relazione alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, il procuratore generale della Cassazione, Vitaliano Esposito. Devono essere "accolte con favore tutte le iniziative - ha detto Esposito - volte a contenere la durata del processo entro termini ragionevoli, secondo i parametri indicati dalla Corte di Strasburgo".
Il Pg ha ricordato iniziative parlamentari sia nell'attuale legislatura che nella precedente. "Senza entrare nelle soluzioni tecniche elaborate si deve affermare che ogni intervento in tale direzione, se non vuol restare sul piano di una mera enunciazione d'intenti e produrre guasti maggiori dei benefici auspicati, deve essere necessariamente preceduto da una radicale riforma strutturale dei sistemi sostanziali e processuali, oltre che da un adeguato potenziamento delle risorse umane e materiali".
Stop ai contrasti politica-magistratura - Ma forte è anche il richiamo di Esposito ad interrompere immediatamente i contrasti "non più tollerabili, tra foro e magistratura e tra magistratura e classe politica". "E' necessario - ha ricordato Esposito, usando le parole del capo dello Stato - che si fermi la spirale delle tensioni, non solo tra le parti politiche ma tra le istituzioni. E ha ritenuto indispensabile che vi sia autocontrollo delle parti politiche nelle dichiarazioni pubbliche, e che quanti appartengono all'istituzione giudiziaria si attengano rigorosamente alla loro funzione".
Il sistema non garantisce giustizia - "La pretesa punitiva dello Stato è vulnerata dall'intollerabile numero delle declaratorie di estinzione del reato per prescrizione. E la situazione civile è ancora più grave. L'imputato diventa vittima e la collettività paga i danni" osserva il Pg. E a ben vedere, prosegue, "oggi il problema della non ragionevole durata dei singoli procedimenti ha già ceduto il passo a quello, ben più radicale, del diniego di giustizia". Per questo il Pg chiede riforme urgenti per snellire i tempi della giustizia e assicurarla ai cittadini.
Intercettazioni invasive ma utili - Le intercettazioni telefoniche e ambientali sono "certamente invasive e tuttavia utili per il contrasto a diversi fenomeni criminali", specie in un periodo "in cui il contributo dei collaboratori di giustizia si è sensibilmente ridotto", sottolinea ancora Esposito che precisa pura come i costi si potrebbero ridurre "in modo consistente se le Procure disponessero di impianti adeguati".
Difficile attuare pacchetto sicurezza - Critiche anche al “pacchetto sicurezza” che crea problemi "di particolare criticità" nella sua attuazione in alcune zone del Paese, come la Sicilia, la Calabria e la Puglia. Questa misura - sostiene Esposito - ha delle "ricadute sull'organizzazione del lavoro" per "l'introduzione di nuovi reati e nuove aggravanti, per l'aumento delle pene per determinate condotte e l'ampliamento dei casi di arresto, che si traducono in un maggior impegno, soprattutto per gli uffici requirenti".
Giustizia-lumaca e aumento dei risarcimenti - Esposito precisa pure che a causa della lentezza dei processi le richieste di risarcimento danni “in soli tre anni sono aumentate dell'84%". "Questi numeri - avverte Esposito - costituiscono solo la punta dell'iceberg dovuto ai tempi intollerabilmente lunghi della giustizia italiana".
La mafia continua a distorcere l’economia - Nel capitolo dedicato alle attività della Direzione nazionale Antimafia, il Pg sottolinea la persistente pericolosità delle organizzazioni criminali storiche" delle quali rimane "confermata la tendenza ad una riorganizzazione, resasi necessaria per l'efficacia delle azioni di contrasto". Il Pg sottolinea l'incisività delle indagini svolte in Puglia e ricorda la centralità del traffico di sostanze stupefacenti nel business dei clan. "I clan mafiosi condizionano la libera concorrenza e le regole del mercato" determinando "una riduzione della competitività d'impresa e modifiche nelle dinamiche concorrenziali e del mercato".
La cerimonia solenne si svolge nell'Aula Magna della Corte di Cassazione, a Roma. Esposito ha parlato davanti al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e delle massime autorità dello Stato, tra cui il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. le relazioni rese durante la mattina, come ogni anno, "fotograno" lo stato della giustizia in Italia.
Sabato "sedie vuote" - Non sarà inscenata nessuna protesta questa mattina, fanno sapere i vertici dell'Anm, per rispetto nei confronti del Capo dello Stato. Ma domani, quando l'anno giudiziario si aprirà nei 26 distretti di Corte d'Appello, i magistrati hanno deciso che abbandoneranno in massa le aule durante l'intervento dei rappresentanti del governo. Sedie vuote dunque ma non dovunque.
La protesta dell'Anm divide i giudici - Si allargano le divisioni nelle correnti della magistratura sulla protesta organizzata dall'Associazione nazionale magistrati in programma sabato nel corso delle cerimonie di inaugurazione dell'anno giudiziario nelle corti d'appello. Magistratura Indipendente, il gruppo più moderato delle toghe e l'unico all'opposizione della giunta guidata da Luca Palamara, ha ribadito oggi il proprio dissenso sull'iniziativa, segnalando il rischio che il gesto di lasciare le cerimonie quando parlerà il rappresentante del ministero della Giustizia si presti a "strumentalizzazioni" che indeboliscono la magistratura; e sottolineando, con il consigliere del Csm, Cosimo Ferri, che "molti" giudici sono su questa posizione.
A Napoli le toghe protesteranno ma senza abbandonare l'aula - A Napoli infatti, pur condividendo le motivazioni della protesta, i giudici non abbandoneranno la cerimonia. A dirlo è il presidente della Corte d'Appello della città partenopea, Antonio Bonajuto, che ne ha parlato con i giornalisti durante la conferenza stampa che ha anticipato i dati sull'andamento della delittuosità nel distretto che saranno resi noti il prossimo sabato 30. "Non potrò che prendere atto della protesta e continuare quello che il programma dell'inaugurazione dell'anno giudiziario. Un programma - ha detto il presidente Bonajuto - che viene fissato dalla legge, dall'ordinamento giudiziario e dal Csm".
29 gennaio 2010