Bocche cucite a Palazzo Chigi, in attesa del voto alle regionali. Ma i senatori ecodem del Pd non ci stanno e promettono battaglia su un tema che promette di infuocare gli animi dei più, il ritorno al nucleare. E allora quali sono i siti che il governo ha individuato per la realizzazzione delle nuove centrali? E' vero, come si vocifera, che Montalto di Castro e l'area alla confluenza di Tevere e Nera tra Orte e Magliano Sabinà sono stati indicati come luoghi nei quali sorgeranno i primi impianti?
Bocche cucite sui siti - Queste nella sostanza le domande che Roberto della Seta e Francesco Ferrante, senatori ecodem laziali, hanno posto in un'interrogazione parlamentare urgente al ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, presentata giovedì scorso al Senato. I due onorevoli laziali sono sicuri che il disegno di rilancio del nucleare parta proprio dalla loro Regione. Ma dal ministero di via Molise non si sbilancia nessuno: bocche cucite fino al 15 febbraio quando verranno rese note le
mappe con le macro aree idonee. Già durante il question time di martedì scorso il governo, rispondendo a un'interrogazione di Ermete Realacci, si era rifiutato di fornire al Parlamento la mappa dei siti, 40, ritenuti adatti allo scopo. "Decideranno le imprese interessate allo svuluppo del nucleare", vanno ripetendo dalla sede di via Molise.
"Due centrali nel Lazio" - Ma "il governo - ne sono convinti i due ecodem - non ha smentito che la lista in via di predisposizione ricalchi quella definita nel 1979 dal Cnen". Cosa che riporta direttamente alle ipotesi fatte dagli ecodem: nella mappa degli oltre 40 siti già stilata anni fa, due punti fermi sarebbero quelli laziali perché "la zona costiera di Montalto di Castro, già scelta trent'anni fa per costruire una centrale atomica" e l'area alla confluenza del Tevere e del Nera tra Orte e Magliano Sabina, "sono siti che soddisfano i requisiti richiesti dal nucleare, a cominciare dall'ampia disponibilità di risorse idriche".
Il governo: la mappa dei siti non c'è - Una mappa dei siti che ospiteranno centrali nucleari in Italia "non c'é e non ci sarà neanche tra un anno", ha risposto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, rispondendo alla Camera ad un' interrogazione di Rodolfo Viola del Pd. "Dai criteri e dalle caratteristiche che emergono dallo schema di decreto legislativo si può predisporre una mappa dell'Italia, individuando le macroaree che sono idonee, secondo il Governo, ad ospitare una centrale, ma non certo a localizzare un singolo sito o un singolo comune", conclude Saglia.
L'accusa: silenzio in vista delle regionali - Ma che i siti siano ben noti lo ha confermato indirettamente anche l'amministratore delegato dell'Enel, Fulvio Conti, dicendo che "nemmeno sotto tortura avrebbe rivelato la lista". Partendo da questo assunto dunque il pressing dei parlamentari dell'opposizione va avanti. "Tutti i presidenti delle Regioni governate dal Centrosinistra dichiarino che il loro territorio rifiuta le centrali nucleari. E lo facciano entro il 20 di gennaio", è l'appello di Angelo Bonelli, leader dei Verdi, che si schiera con i parlamentari teodem.
"Le Regioni di centrosinistra dicano no" - Secondo il leader del movimento ecologista è il momento per prendere nettamente le distanze dal progetto energetico del governo e impedire che su questo argomento delicato ci possano essere posizioni incerte. "I presidenti di regione del centrosinistra ancora in carica possono fare qualcosa subito: con un atto di governo o una legge regionale possono impedire che il governo perseveri in un errore che graverebbe solo sulle tasche dei cittadini". "Il governo e tutto il centrodestra la smettano di giocare a nascondino per paura di un boomerang elettorale alle regionali e rendano pubblica la lista dei siti: i cittadini hanno il diritto di sapere se nella loro regione verrà costruita una centrale nucleare", conclude l'ecologista ricordando che la raccolta di firme per il referendum abrogativo va avanti.
Legambiente: il nucleare entri nel dibattito elettorale - Anche Legambiente scende in campo e chiede che ogni presidente di Regione dica "sì o no alla centrale nucleare nella mia regione". Quello che manca in Italia in questo momento di campagna elettorale, dice Legambiente, è un confronto serio sulla questione nucleare. "I cittadini italiani non possono essere costretti a escludere la questione atomica dalle loro valutazioni", dice il presidente Vittorio Cogliati Dezza.
15 gennaio 2010