La stretta sulla libertà dei contenuti su Internet approderà giovedì prossimo in Consiglio dei ministri. Lo ha annunciato alla Camera durante il suo intervento sull'aggressione al premier Berlusconi in piazza Duomo a Milano, il ministro dell'Interno, Roberto Maroni. Il titolare del Viminale ha parlato di dare un freno "all'istigazione a delinquere che avviene attraverso la Rete" e ha contestualmente promesso restrizioni alle contestazioni di piazza. Parole che già fanno discutere ma sulle quali il governo intende andare avanti. Per Maroni sono necessarie infatti "misure più adeguate e urgenti" cosa che fa desumere che il governo voglia agire per decreto legge. Inoltre ha anche fatto sapere che l'esecutivo sta valutando la possibilità di estendere alle dimostrazioni pubbliche le norme contro la violenza negli stadi. "Sono misure che stiamo valutando - ha detto Maroni in Transatlantico - per garantire ai cittadini e a chi ha compiti istituzionali di poter svolgere tranquillamente la propria azione".
"Subito misure adeguate e urgenti" - Ma il ministro non è sceso nei particolari: "Ho detto che sono allo studio misure ma non ho intenzione di dire quali: lo dirò prima al Consiglio dei Ministri, essendo misure delicate, che riguardano terreni delicati come la libertà di espressione sul web e quella di manifestazione, ancorché in luoghi aperti, pubblici". Secondo Maroni è in ogni caso necessario "trovare un equilibrio tra la libertà di manifestazione del proprio pensiero in campagna elettorale e quella di manifestare la propria critica. Tutte queste sono norme che stiamo valutando, per vedere se servono e cosa serve alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni".
Oscurate le pagine di Facebook su Tartaglia - Ovviamente per Maroni l'esempio più lampante sono quei
siti e pagine di Facebook che inneggiano all'aggressione a Silvio Berlusconi. Alle parole pronunciate dal ministro alla Camera, ha fatto seguito l'oscuramento da parte dell'amministrazione del social network Facebook dei gruppi "Fan di Massimo Tartaglia" e "Sosteniamo Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia". E aveva aggiunto che "nel rispetto di chi usa i social network con finalità pacifiche, il governo sta facendo approfondimenti tecnici per una legislazione per contrastare in modo più efficace episodi di violenza nelle manifestazioni pubbliche" nel rispetto delle norme vigenti e sulla "falsariga" di quelle adottate per prevenire la violenza negli stadi". Maroni ha detto di "accogliere l'invito del presidente della repubblica, Giorgio Napolitano, perché si fermi la pericolosa esasperazione della polemica politica e si torni a un civile confronto tra le parti".
Il Pd: proposta inaccettabile e antidemocratica - La proposta del ministro però - la limitazione delle contestazioni in piazza era già stata invocata ieri dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa - non piace all'opposizione che critica l'intenzione di imbavagliare la rete e impedire il democratico confronto delle idee. Per il deputato del Pd, Sandro Gozi, la proposta "di procedere all'oscuramento dei siti internet che diffondono messaggi di istigazione a delinquere" è "inaccettabile e antidemocratica". I tentativi della maggioranza di "controllare e di dare una normativa dura ed inflessibile alla rete" sono "ingiustificati e dannosi per le potenzialità del web e per la società più in generale: si tratta di tentativi mirati esclusivamente a mantenere lo status quo delle cose e, elemento ancora più grave, ad imbavagliare la libertà di manifestazione del pensiero sancita dalla nostra Costituzione".
Casini: Internet non si tocca - Dello stesso avviso anche Pierferdinando Casini che avverte: "Guai a promuovere provvedimenti illiberali". Per il leader dell'Udc, infatti, "le leggi esistenti già consentono di punire le violazioni. Negli Usa Obama riceve intimidazioni continue su Internet - ha detto Casini -, ma a nessuno viene in mente di censurare la Rete".
15 dicembre 2009