Un anno fa il governo aveva agito sull’Iva per gli abbonamenti alla pay-tv, portata di colpo al 20%, questa volta ha preso di mira la pubblicità. Secondo quanto riportato oggi dal quotidiano la Repubblica l’esecutivo Berlusconi avrebbe allo studio un decreto per ritoccare i tetti pubblicitari di Sky Italia dal 18 al 12%. Una sforbiciata che sarebbe un vero colpo per la tv satellitare di Rupert Murdoch.
Il decreto in Cdm - Lo schema di decreto messo a punto dal viceministro Paolo Romani potrebbe essere approvato dal Consiglio dei ministri già giovedì, a meno che l'incidente al premier non porti al suo rinvio. Si tratta di un provvedimento che recepisce la nuova direttiva Ue sulla "Tv senza Frontiere", per ora una bozza, ma pare fortemente voluta da Palazzo Chigi.
Colpita solo la rete di Murdoch - Un taglio che, pur riguardando tutte le emittenti a pagamento, anche Mediaset Premium e altri soggetti come Disney, Fox, Discovery, Rcs, De Agostini, colpisce in primo luogo il gruppo del tycoon australiano, visto che Mediaset Premium non supera ancora il 12%. La restrizione farebbe sì che la tv di Murdoch, che oggi può fare passare spot sui suoi canali per il 18% di ogni ora, scenda al 12. Senza considerare che il rapporto tra la raccolta di Mediaset Premium e Sky è di circa 1 a 10.
Favorita Mediaset - Gli ideatori del provvedimento, secondo Repubblica, hanno pensato pure a un ulteriore beneficio perché il tetto del 12% rappresenta un salvataggio dal rischio di "cannibalizzazione interna": evita che i canali in chiaro di Mediaset siano danneggiati non solo dalla competizione con Sky ma anche da quella con le reti a pagamento dello stesso gruppo Berlusconi. L'operatore che già raccoglie quasi il 60% della pubblicità tv, potrebbe così conservare il suo primato.
Spot selvaggio - In più, se il tetto per la Rai rimane quello già stabilito del 12%, per le emittenti private il limite viene reso più elastico: fino al 20% di spot, telepromozioni e televendite - durante una giornata - senza che la legittimità di questo mix di pubblicità sia più messo in discussione, come invece avviene oggi, anzi l'affollamento potrà spingersi fino al 22% nelle ore di maggiore ascolto.
Tutto nelle mani del governo - Per altri aspetti il provvedimento del governo va verso una più ampia liberalizzazione: passa da 45 a 30 minuti il tempo minimo di trasmissione per l'inserimento di uno spot nei film e si profilano anche "innovazioni" volte ad agevolare le reti in chiaro. Inoltre il decreto introdurrebbe un'ulteriore novità relativa ai permessi per la trasmissione via parabola: "L'autorizzazione ai servizi audiovisivi o radiofonici via satellite è rilasciata dal Ministero". Dal testo si evince quindi che le tv satellitari devono essere autorizzate dal governo e non più dall'Autorità per le Comunicazioni. In questo modo, si fa dipendere dall'esecutivo l'ingresso nel mercato tv di nuovi concorrenti dell’azienda del premier. Basti pensare al caso di "Cielo", la rete digitale di Murdoch che ancora attende l’autorizzazione ministeriale.
15 dicembre 2009