Il premier Silvio Berlusconi,
aggredito domenica sera in Piazza Duomo, ha trascorso la seconda notte all'ospedale San Raffaele e secondo l'ultimo bollettino medico le sue condizioni non destano preoccupazione. Stando a quanto riferito dal suo medico personale, Zangrillo, dovrebbe lasciare l'ospedale domani. L'autore dell'aggressione, Massimo Tartaglia, ora ricoverato nel centro neuropsichiatrico del carcere di San Vittore, gli ha scritto una lettera porgendo le sue scuse. Andrea Di Sorte, coordinatore dei Club della Libertà: "Ero lì, qualcuno ha passato all'aggressore l'oggetto usato per colpire il premier". Dal presidente della Repubblica, Napolitano, giunge intanto una forte condanna per il gesto. Il ministro dell'Interno Maroni: "La magistratura valuterà se oscurare i siti che incitano alla violenza". Gentiloni del Pd: "Internet resti libero".
La cronaca della giornata:
20.00 - Testimoni: "Hanno passato un oggetto a Tartaglia" - Per Andrea Di Sorte, coordinatore coordinatore dei Club della Libertà, a Massimo Tartaglia qualcuno ha passato la miniatura del Duomo di Milano con cui l'uomo ha colpito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. "L'ho visto mentre faceva il gesto, inconsueto, di prendere qualcosa da dietro. Non ho visto la persona fisica che gli passava l'oggetto" dice Di Sorte. Conferma anche la sua versione uno dei due fratelli testimoni dell'aggressione a Berlusconi, sentiti ieri da Striscia la notizia. In precedenza aveva dichiarato di aver riferito ad un agente di aver visto un uomo con atteggiamenti sospetti prima dell'aggressione al premier. Ma precisa di non aver mai fatto il nome di Tartaglia dinanzi al poliziotto, avendolo riconosciuto soltanto la sera guardando i telegiornali. Sottolinea, inoltre, di non aver voluto firmare il verbale - come dichiarato oggi dal ministro Maroni - non solo perché la loro voleva essere una semplice segnalazione, ma anche per non dover subire alcun tipo di ripercussione.
19:35 - Maroni: "Il Web al vaglio della magistratura" - Saranno i magistrati a valutare se vi siano dei siti web o dei gruppi in rete che istigano alla violenza. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso dell'informativa al Senato sull'aggressione a Berlusconi. Il titolare del Viminale è ritornato sull'annuncio fatto questa mattina che il prossimo consiglio dei ministri valuterà misure per impedire che si ripeta la proliferazione su internet di siti violenti. "Stiamo studiando una norma - ha detto Maroni - che dia potere effettivo alla magistratura, che credo sia l'organo più competente per decidere non se ci sono semplicemente dei messaggi violenti, ma dei messaggi che integrano dei veri e propri reati, per interromperne la commissione".
19.18 - Tartaglia nel centro psichiatrico - Da solo, nella cella numero 4 del centro di osservazione neuropsichiatrica del carcere di S. Vittore, Massimo Tartaglia legge, scrive e guarda la tv. Un 'lusso', quest'ultimo, non concesso a tutti i 15 detenuti distribuiti nelle dieci celle del centro clinico del penitenziario milanese. Il 42enne che domenica scorsa ha colpito al volto il premier Silvio Berlusconi con una statuetta del Duomo di Milano appare tranquillo. Un agente lo sorveglia a vista: il fatto che con il passare delle ore sia divenuto taciturno potrebbe essere indicativo di un rischio suicidario, a detta dello psichiatra che lo ha visitato, Quando gli è stato portato il pranzo a base di risotto allo zafferano, pollo con patate e una arancia, Tartaglia ha sgranato gli occhi e, stupito, ha chiesto: "Ma così tanto ne date?" Senza ancora sapere che a cena il menù del carcere prevede pasta e piselli, pesce, insalata verde e frutta a volontà. Parla poco Tartaglia, ma - riferiscono fonti penitenziarie - guardando in tv e sui giornali il volto del premier insanguinato avrebbe ammesso: "Certo che l'ho colpito proprio bene..." I genitori, per il momento, non gli avrebbero fatto visita.
18.45 - Bindi: "Solidarietà senza ombre" - "Affermare che ci sono mandanti morali di quel gesto grave che è avvenuto domenica sera a Milano (l'aggressione al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, Ndr), vuol dire veramente strumentalizzare un fatto che invece deve farci riflettere e invitare tutti a un di più di responsabilità". Lo ha detto, stasera a Bari, il vicepresidente della Camera e presidente del Pd, Rosy Bindi, incontrando i giornalisti in occasione della presentazione del suo libro 'Quel che e' di Cesaré. "Sono rimasta molto impressionata - ha aggiunto - dall'intervento del presidente Cicchitto alla Camera, oggi. Credo che Bersani abbia usato le parole giuste nel dire che è facile travestirsi da pompieri per poi fare gli incendiari".
18:28 - Chiesto il ricovero per Tartaglia - "Si basa sull'articolo 286 del codice di procedura penale l'istanza avanzata oggi al gip Cristina Di Censo dai difensori di Massimo Tartaglia, l'uomo arrestato per aver aggredito Silvio Berlusconi domenica dopo il comizio in piazza Duomo. Gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, ritenendo che il loro assistito debba essere "curato", hanno chiesto, ferma restando la custodia cautelare, il trasferimento temporaneo di Tartaglia in un ospedale psichiatrico in attesa che la comunità terapeutica individuata dai due legali possa accoglierlo. La disponibiltà c'è a partire dal prossimo 4 gennaio.
18.15 - Barbara Berlusconi: "Non parlo" - "Scusatemi, non voglio parlare". Sono state queste le uniche parole rilasciate da Barbara Berlusconi all'uscita dall'ospedale San Raffaele, dove è ricoverato il padre Silvio.
18.00 - Landolfi: "Manifestazione contro la violenza" - "La proposta di organizzare a febbraio una grande manifestazione nazionale a Napoli, è un'ottima idea sulla quale il coordinamento regionale della Campania è pronto a dare il proprio contributo per poterla rendere praticabile". Lo ha dichiarato, come riporta una nota diffusa a Napoli, il deputato Mario Landolfi, vicecoordinatore regionale del Pdl in Campania riguardo all'idea del deputato Amedeo Laboccetta del Pdl che ha proposto una manifestazione a Napoli incentrata su un tema: 'La violenza non passera'' per l'aggressione subita a Milano dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
17.20 - De Magistris: "Internet resti libero" - "Se l'obiettivo del Governo è quello di controllare la Rete, strumento prezioso di informazione e democrazia, allora va contrastato con forza. A poche ore dalla criminale aggressione di cui è stato vittima Berlusconi, il rischio è che l'esecutivo prenda a pretesto la nascita di esecrabili gruppi che inneggiano alla violenza, per altro con un numero di iscritti ridicolo rispetto a 13 milioni di internauti, per commissariare l'intera Rete", è qiesto il parere di Luigi de Magistris, europarlamentare dell'IdV.
17.15 - Gentiloni: "No a provvedimenti illiberali sul Web" - "No a progetti illiberali contro internet. Le norme attuali e l'azione della Polizia postale sono sufficienti per colpire i comportamenti criminali in rete. Non vorrei che in nome di questo obiettivo, il governo pensasse invece a norme che limitino la libertà di internet. Sarebbero velleitarie oltre che sbagliate. Per colpire chi guida ubriaco a 200 all'ora non si chiudono le autostrade". Lo dichiara Paolo Gentiloni, presidente del forum Comunicazioni del Pd.
17.00 - Bruno: "Ora rischio di emulazione" - Il premier potrebbe essere esposto a nuovi attentati: ne è certo il criminologo Francesco Bruno, Docente di Criminologia e di Psicopatologia Forense all'Università la Sapienza presso la Facoltà di Medicina. "Se fossi un suo consigliere gli impedirei ogni bagno di folla per serie questioni di sicurezza. Il clima che si sta respirando in Italia è pericoloso". E per Bruno attentati da parti di persone "instabili possono prevedere azioni da parte di persone che lucidamente organizzano delle vere e proprie congiure". La maggiore cautela, secondo l'esperto, sarebbe necessaria per tutta una serie di considerazioni: il rischio di emulazione, la presenza fra le folle di molte persone come Massimo Tartaglia, l'uomo che domenica sera è riuscito a superare la cortina di sicurezza che difendeva Berlusconi, colpendolo. "Ci sono tante persone come lui in giro - ha detto Bruno - bombe che possono esplodere in qualsiasi momento. Malati che è impossibile curare in questo momento nel nostro paese con un'assistenza psichiatrica che è una barzelletta".
16.15 Letta: "Berlusconi mi ha detto di andare avanti" - Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, "mi ha detto di andare avanti e di raddoppiare il nostro impegno". Lo ha affermato, secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti al tavolo sulla formazione in corso a Palazzo Chigi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, spiegando che, dopo quanto accaduto al premier a Milano, era stato valutato un rinvio dell'incontro di questo pomeriggio.
16.12 Farinone (Pd): "No a liste di proscrizione" - "La lista di proscrizione stilata in aula stamane dal capogruppo del Pdl è inquietante. La libertà di stampa e d'espressione è elemento intangibile di ogni democrazia". Lo afferma il deputato del Pd Enrico Farinone.
16.09 Der Spiegel: "L'Italia scopre il suo amore per Berlusconi" - Il settimanale tedesco Der Spiegel titola così un articolo, pubblicato sul proprio sito Internet, secondo il quale - dopo l'aggressione al presidente del Consiglio - gli italiani avrebbero messo da parte le loro differenze politiche.
16.06 Bersani contro Cicchitto: "Si traveste da pompiere ma fa l'incendiario" - "Dopo l'aggressione a Berlusconi, c'é il rischio che ci sia chi si traveste da pompiere ma fa l'incendiario. Mi pare che nel dibattito di oggi alla Camera ci sia stato questo rischio e il capogruppo del Pdl ha dato un forte contributo". Così il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, parlando con i cronisti alla Camera, evidenzia come l'intervento in Aula del presidente dei deputati del Pdl e la scelta di lasciare l'aula quando ha parlato il leader Idv Antonio Di Pietro non vada nella direzione indicata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di mettere fine all'esasperazione dei toni.
16.01 Il Gip di Milano decide domani su Tartaglia - Il Gip di Milano, Cristina Di Censo, chiamata a decidere se Massimo Tartaglia deve rimanere in carcere o se può essere trasferito temporaneamente, in regime di detenzione, in un ospedale psichiatrico, ha acquisito agli atti la relazione della psichiatra che aveva in cura l'uomo. Potrebbe arrivare già domani il provvedimento del Gip di Milano, Cristina Di Censo, che dovrà decidere se tenere in carcere Massimo Tartaglia o ordinare il suo trasferimento temporaneo, in regime di detenzione, in un ospedale psichiatrico, come chiesto dai suoi difensori. Da quanto si è saputo, l'orientamento del giudice, salvo imprevisti, sarebbe quello di depositare l'ordinanza domani.
16.00 L'Aduc contro i censori sconclusionati - "Dopo l'atto di violenza fisica al presidente del consiglio Berlusconi e la scontata comparsa in Internet di messaggi ad esso inneggianti, ecco che i censori di sempre e quelli nuovi si fanno risentire. E come tutti i censori, spinti dalla foga di imporre il loro giusto contro l'altro cattivo, sono irrazionali e sconclusionati. Stiamo parlando di persone del calibro di ministri come Andrea Ronchi e Angelino Alfano, che hanno subito trovato la disponibilità del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, ad affrontare con urgenza il problema": lo afferma Vincenzo Donvito, presidente Associazione per i diritti degli utenti e consumatori (Aduc). "L'irrazionalità della necessità di intervenire sta nel fatto che il nostro codice penale offre solo la difficoltà della scelta - spiega l'Aduc -. Ci sono decine di reati d'opinione, a partire dall'istigazione a delinquere, che possono essere utilizzati per tappare la bocca agli incantati dalla violenza fisica come metodo politico. Il dato sconclusionante è che alcuni hanno avanzato la proposta di abolire l'anonimato in Rete".
15.47 Cacciari: Riconoscere la complessità della democrazia - Per il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari si deve combattere l'avversario politico con la politica e riconoscere la complessità del gioco della democrazia. Cacciari ha ribadito che "l'aggressione a Berlusconi va condannata", anche se "per fortuna non ha niente di terroristico", ma è solo l'azione di "un pazzo" senza nessuna organizzazione dietro a sé. "Però il clima è questo", ha sottolineato, e per uscirne è necessario che "da una parte si riconosca che la battaglia deve essere programmatica e politica". Poi al resto ci penseranno i giudici, ha proseguito il sindaco, "ma il centro sinistra non può pensare di superare Berlusconi attraverso via giudiziarie, perché è profondamente sbagliato politicamente".
15.40 Zaccaria: "Non proceda all'oscuramento di internet " - Roberto Zaccaria, vicepresidente della commissione Affari costituzionali di Montecitorio, alle comunicazioni del responsabile del Viminale sull'aggressione al presidente del Consiglio boccia "Suona solo come un pretesto per un giro di vite delle libertà democratiche: il governo si fermi, non proceda all'oscuramento dei siti internet anche di quelli che diffondono messaggi di istigazione a delinquere".
15.35 Vita (Pd): "No a leggi speciali per la Rete" - "Il Ministro dell'Interno Maroni ha manifestato l'intenzione di portare al Consiglio dei Ministri del prossimo giovedì la richiesta di adottare provvedimenti straordinari per arginare gli episodi di istigazione a delinquere in Rete. Attenzione. C'é già nelle direttive europee e nello stesso nostro ordinamento la possibilità d'intervenire, supportata assai efficacemente dalla Polizia delle Comunicazioni". Afferma il senatore del Pd Vincenzo Vita, vicepresidente della commissione Cultura. "Non si cada, volendolo o meno - chiede l'ex sottosegretario alle Comunicazioni - nella censura. Il Ministro dovrebbe, tra l'altro, spiegare come sia possibile oscurare intere piattaforme di comunicazione in ragione del loro utilizzo per la pubblicazione di contenuti illegittimi. E' semplicemente impraticabile, perché in contrasto con i più elementari principi costituzionali e con lo stato di diritto".
15.30 Laboccetta propone una manifestazione del Pdl a Napoli - "Propongo di organizzare a febbraio una grande manifestazione nazionale a Napoli, nella stupenda Piazza del Plebiscito, luogo simbolo per le manifestazioni dei grandi leader che hanno fatto la storia d'Italia. Il tema che suggerisco è: 'La violenza non passerà'". E' quanto sostiene Amedeo Laboccetta, deputato napoletano del Pdl, componente del direttivo a Montecitorio.
15.10 - Facebook: via le minacce ma è luogo di libertà - "Esamineremo molto attentamente tutte le richieste di intervento con contenuti relativi al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e reagiremo tempestivamente per rispondere, eventualmente cancellando ogni tipo di contenuto che minacci direttamente una persona". Su Facebook non è permesso promuovere o pubblicare contenuti violenti e minacciosi": così, in una dichiarazione ufficiale, il social network Facebook prende posizione e risponde alle sollecitazioni del governo in merito ai gruppi pro e contro il premier. "Detto questo - aggiunge la nota -, vogliamo anche che Facebook sia un luogo dove le persone possano discutere apertamente ed esprimere le proprie opinioni, rispettando nel contempo i diritti e i sentimenti degli altri.
15.10 - Galan gli telefona: "E' moralmente scosso" - E' così che descrive Berlusconi il governatore del Veneto, Giancarlo Galan, che l'ha sentito stamane al telefono. Sottolineando di non essersi recato personalmente al San Raffaele per lasciare il premier più tranquillo - "so che quando si è ricoverati è meglio non ricevere visite", ha aggiunto - Galan ha osservato che la reazione di Berlusconi è fisiologica, "perché psicologicamente, subire un'aggressione così volgare fa male al cuore". "Siamo arrivati ad un livello di barbarie ignobile - ha proseguito Galan - perché questo dà uno spettacolo vergognoso del nostro Paese all'estero.
15.00 - Schifani: "Il Natale aiuti ad abbassare i toni" - "Mai il Natale è sopraggiunto in un momento così opportuno. Auspico fortemente che il clima natalizio possa essere un acceleratore per l'abbassamento dei toni che invochiamo tutti, e in prima persona il presidente Napolitano". L'auspicio è del presidente del Senato, Renato Schifani, che è intervenuto in diretta telefonica alla trasmissione di Rai Radio 1 "Start. La notizia non può attendere".
14.50 - Famiglia Cristiana: "Frutto dell'odio e del disprezzo" - Così Famiglia Cristiana interviene, con un editoriale politico, sull'aggressione al premier. "Adesso tutti quelli che si dividono il campo della politica italiana dicono che bisognava aspettarselo", scrive il settimanale, ma "fino a due minuti prima dell'aggressione contro il presidente Berlusconi nessuno di loro avrebbe rinunciato a lanciare la propria pietra (metaforica, ma non meno pesante e deliberata di quella reale, scagliata da uno psicopatico) sul suo viso o sui suoi oppositori". La scorsa settimana - prosegue - "titoli da grand guignol, vignette minacciose (fino alla ghigliottina), commenti offensivi pieni di dileggio avevano impazzato sui giornali opposti, senza il minimo ritegno".
14.25 - Sabina Guzzanti: "Mi ha fatto molta pena" - "Ho visto il volto insanguinato. Ho visto un vecchio ferito. Quando è uscito per vedere in faccia il suo aggressore ho provato anche stima per la fierezza e ho visto anche un politico credo per la prima volta": lo scrive Sabina Guzzanti sul suo blog, commentando l'aggressione subita dal presidente del Consiglio in piazza Duomo a Milano. L'attrice dice di aver "provato pena, anche se quest'uomo è quello che ci avvelena la vita da vent'anni e ha distrutto il mio paese. Provo pena nonostante tutto perché sono umana.
14.22 - Telefonata di Putin: hai avuto coraggio - Il premier russo ha telefonato oggi al presidente del consiglio Silvio Berlusconi, al quale ha espresso appoggio e solidarietà per l'aggressione subita domenica e, secondo quanto riferito dal portavoce russo, Putin ha anche detto a Berlusconi che "si è comportato con coraggio in una situazione estrema". In base a quanto riferito dal portavoce del premier russo, Dmitri Peskov, Putin - che ha chiamato Berlusconi in una pausa dei colloqui oggi a Mosca con il premier vietnamita Nguyen Tan Dung - ha fermamente condannato l'aggressione subita dal premier italiano. "Vladimir Putin, conoscendo il carattere forte di Silvio Berlusconi, si è detto certo su una sua rapida ripresa e sul suo pronto ritorno al lavoro", ha aggiunto Peskov precisando che il colloquio telefonico fra Putin e Berlusconi è durato circa cinque minuti.
14.20 - Tartaglia: chiesto ricovero in ospedale psichiatrico - La difesa di Massimo Tartaglia, l'uomo che ha aggredito il premier, ha chiesto al Gip il ricovero del proprio assistito in un ospedale psichiatrico, in attesa che sia disponibile un posto in una comunità terapeutica, già individuati. Gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino hanno spiegato di aver avuto la disponibilità del ricovero in una comunità terapeutica per il loro assistito "perché riteniamo necessario che venga curato. La comunità terapeutica - hanno proseguito - ci ha dato però la disponibilità dal 4 gennaio". Per questo i legali hanno chiesto al gip "il ricovero del nostro assistito presso un ospedale psichiatrico. Restiamo in attesa dell'ordinanza del gip".
13.50 - Berlusconi: grazie per l'affetto, l'amore vince sull'odio - "Grazie di cuore ai tantissimi che mi hanno mandato messaggi di vicinanza e di affetto. Ripeto a tutti di stare sereni e sicuri. L'amore vince sempre sull'invidia e sull'odio": questo il messaggio del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che appare sulla prima pagina del sito ufficiale del Pdl (www.pdl.it). Il messaggio è datato 15 dicembre. Sul grande banner che contiene il messaggio del premier si alternano anche altri 'messaggi' (come quello di Bondi o quello che invita all'iscrizione al Pdl) insieme all'invito ad andare sul sito www.forzasilvio.it dove è possibile registrarsi e inviare un messaggio di solidarietà per il premier.
13.49 - Zanda: da Chicchitto rara carica di violenza verbale - "Questa mattina alla Camera l'onorevole Bersani ha condannato in modo chiaro e inequivocabile l'aggressione subita da Silvio Berlusconi. Con molta serenità, vorrei invece dire all'onorevole Cicchitto che il suo intervento di oggi contro tutta l'opposizione, la libera stampa, la televisione e la magistratura aveva una rara carica di violenza verbale agli antipodi di quanto auspicato dal Capo dello Stato". Lo dichiara il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda.
13.30 - Iannacone: "Vittima di un clima di odio" - "Berlusconi ha subito, anche se non commesso da un terrorista, un attentato terroristico per le finalità, un tentativo di omicidio dal quale si è salvato per pura fatalità. Un gesto maturato in un clima di odio, alimentato da una opposizione incapace di aprire un vero confronto democratico e parlamentare". Lo ha sottolineato Arturo Iannaccone, parlamentare e responsabile del dipartimento Welfare del Mpa.
13.10 - Tartaglia ammette le sue responsabilità - L'uomo che ha aggredito l'altroieri il premier in Piazza Duomo, interrogato oggi dal Gip, Cristina Di Censo, ha confermato le sue responsabilità durante l'interrogatorio di convalida dell'arresto. Lo hanno dichiarato i suoi avvocati, Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino.
13.05 - Bonaiuti: "Per farlo riposare dovremo legarlo" - Il maggiore problema del ricovero di Silvio Berlusconi dopo l'aggressione subita domenica è, nelle parole del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Paolo Bonaiuti, quello di far riposare il premier come consigliato dai medici: "Sarà un'impresa difficile, gigantesca. Cercheremo di tenerlo fermo per il suo bene ma lo dovremo legare perché le sue due passioni sono l'attività lavorativa e il contatto umano con la gente". Bonaiuti ha quindi aggiunto scherzando: "Meno male che ci sono le feste natalizie".
12.55 - Bonelli: "No a bavagli alla Rete" - "L'aggressione a Silvio Berlusconi, che tutti condanniamo, ha dichiarato il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, non giustifica in nessun modo l'idea di mettere il bavaglio alla rete. A nessun paese democratico al mondo è mai venuto in mente di vietare ai cittadini di esprimersi liberamente su internet: la libertà di espressione non può essere limitata in nessun modo".
12.40 - Bondi: "Da un male bisogna saper trarre un bene", come spesso ho sentito ripetere da Silvio Berlusconi. L'atto di violenza contro il Presidente del Consiglio deve diventare l'occasione per mettere alle nostre spalle una lunga fase di contrapposizioni e disconoscimenti, e per costruire le fondamenta di una democrazia pacificata", ha detto il coordinatore del Pdl. "Su questa sfida necessaria si misura soprattutto l'esistenza di una classe politica capace di guardare agli interessi veri del Paese al di là degli interessi di parte e di quelli contingenti", conclude.
12.30 - La Russa: "Giro di vite su contestazioni organizzate" - "Nessuna norma speciale, io intendo colpire l'intento organizzato di chi vuole impedire di parlare", ha detto durante il suo intervento il ministro della Difesa. "Una norma c'é già - dice - e va attualizzata". Estendendola, a suo avviso, quantomeno alle elezioni amministrative, visto che al momento è relativa solo alle politiche, e magari anche a tutto l'anno visto che "é stata pensata per un tempo in cui fuori dalla campagna elettorale non c'era questo problema". "Non voglio vietare i fischi - puntualizza il ministro - ma colpire chi sistematicamente impedisce di parlare".
12.24 - Iervolino: "Terrorismo nato da schermaglie" - Mantenere alta l'attenzione e abbassare i toni, condannando la violenza 'senza se e senza ma': é l'invito rivolto dal sindaco di Napoli, Rosa Russo Iervolino, a margine della seduta del Consiglio comunale, in merito all'aggressione subita dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. "Sono contro la violenza in modo più assoluto e per l'episodio di domenica esprimo una condanna assoluta senza se e senza ma e lo ribadisco", ha detto il sindaco. "Dovremmo tutti fare uno sforzo per abbassare i toni - ha proseguito Iervolino - ho visto nascere il terrorismo: all'inizio sembravano schermaglie, poi alla fine è finito come è finito. Forse nemmeno chi ha iniziato aveva la più pallida idea di come potesse andare a finire". Pur sostenendo di "non intravedere il pericolo per ora", il sindaco ha invitato tutti alla massima attenzione. "Sull'episodio di domenica - ha concluso Iervolino - esprimo assoluto disprezzo".
12.20 - Alfano: "Clima odio non causato equamente" - "Riteniamo che questo clima cosiddetto di odio non sia stato equamente determinato dalle parti in campo - ha dichiarato il Guardasigilli - perché noi abbiamo solo difeso il presidente del Consiglio. Ma siamo chiamati alla responsabilità di ripristinare in Italia un dibattito politico fondato sul merito delle questioni e non sulla contrapposizione tra bene e male". Il ministro ha spiegato che oltre al clima d'odio "esiste una cosa che è più pericolosa: un clima di contrapposizione tra bene e male che può ingenerare la tentazione di considerare l'estinzione di Berlusconi come la soluzione dei problemi italiani". L'odio - ha aggiunto Alfano - "si può instillare nella mente di un pazzo che non può essere un caso isolato, ma può attecchire sulla mente di altri".
12.10 - Letta e De Gennaro: "Episodio isolato e scollegato da soggetti politici" - E' quanto confermato davanti al Copasir dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, ed dal capo del DIS (Dipartimento delle informazioni per la Sicurezza), Gianni De Gennaro, nel corso di un'audizione questa mattina a Palazzo San Macuto, in merito all'aggressione subita dal presidente del Consiglio domenica al Duomo di Milano. Lo ha riferito il presidente del Copasir, Francesco Rutelli, al termine dei lavori del Comitato.
11.42 - Rotondi: "L'ho sentito sereno e determinato" - "Il premier ha rischiato, ma ieri l'ho sentito sereno e determinato, ha raccontato il ministro per l'Attuazione del Programma di Governo. Paradossalmente, questo giorno orribile sta portando una consapevolezza diversa nella classe politica".
11.40 - Daul (Ppe): "E' molto scosso" - A riferirlo è il capogruppo del Ppe all'Europarlamento, Joseph Daul, che in una conferenza stampa ha spiegato di avere parlato ieri sera col premier per esprimergli la sua solidarietà. "L'attacco a un capo di governo è un atto brutale", che, ha sottolineato Daul, non deve riportare "ad una situazione già conosciuta in Italia". "Questi sono atti da reprimere", ha aggiunto Daul.
11.30 - Pd non credibile se resta con Di Pietro - "Va detto con chiarezza e con nettezza al Pd, afferma Daniele Capezzone, portavoce del Pdl.: chi resta alleato con Di Pietro non è credibile. L'Italia dei Valori, come testimonia l'intervento di Di Pietro alla Camera, fomenta odio contro Berlusconi, contro il Pdl e contro la maggioranza democraticamente espressa dagli italiani".
11.30 - Presidente Ue: attacco brutale e gratuito - "E' con costernazione che ho appreso del vile attentato di cui Silvio Berlusconi è stato vittima, scrive il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy . Si tratta di un attacco brutale e gratuito che ci ha choccato". Van Rompuy ha quindi augurato a Berlusconi "una pronta guarigione e un ritorno rapido alla guida dell'Italia".
11.25 - Ex 007 di Reagan: ecco i tre errori della sicurezza - "L'aggressione a Silvio Berlusconi é avvenuta perché il servizio di sicurezza ha commesso tre errori". Ne è convinto Joseph LaSorsa, nel servizio segreto del presidente Usa ai tempi dell'attentato a Ronald Reagan, secondo cui "i responsabili della scorta di Berlusconi passeranno ora un periodo lungo e difficile di riesame delle procedure". L'errore più grave, spiega LaSorsa in un'intervista alla Stampa, è "la carenza di controllo della folla che si trovava nella piazza. Quando un leader è in posti affollati devono esserci attorno a lui spazi e corridoi che consentono agli agenti di tenere a debita distanza le persone". Il secondo, prosegue, è "l'assenza di un percorso protetto verso l'auto del premier. Una delle maggiori vulnerabilità è nel momento in cui sale o scende dall'auto". Per questo "si posiziona l'auto in un posto sicuro, come ad esempio dietro un palazzo o, meglio ancora, sotto un tendone per impedire alla gente di vedere dove si trova la macchina" Ultimo errore, conclude l'ex 007, "la mancanza di controlli, perquisizioni o metal detector attraverso cui filtrare le persone che si avvicinavano a Berlusconi".
11.15 - Casini: "Solidarietà ma no a intimidazioni e censura" - "La solidarietà è doverosa", ma no alle "strumentalizzazioni o alle intimidazioni" che rischiano di alimentare "nuove campagne di odio", ha detto in Aula alla Camera il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, in seguito all'informativa del ministro Maroni. Casini dice no anche all'ipotesi di censura del web: "Sarebbe sbagliatissimo - afferma - e ancora più sbagliato sarebbe la censura sui giornali. Leggiamoli - è invece l'invito - e vedremo dai giornali di destra a quelli di sinistra quali campagne di odio si fanno. E chi è senza senza peccato - sottolinea allora - scagli la prima pietra". Il leader dell'Udc ribadisce poi la "incondizionata solidarietà e la vicinanza" al premier, le cui immagini "hanno fatto il giro del mondo" offrendo "l'immagine di un Paese sull'orlo della guerra civile". Occorre "isolare i violenti senza se e senza ma e - aggiunge - 'doppiopesismi' e ambiguità non sono consentiti. Occorre invece riprendere a lavorare con sobrietà".
11.10 - Lombardo: "Con lui colpita la democrazia" - La presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Claudia Lombardo, in apertura di seduta, ha condannato "senza esitazione" l'aggressione subita domenica dal premier Silvio Berlusconi. "Non è un leader politico di parte ad essere colpito ma il cuore del sistema democratico - ha detto Lombardo - è un monito perché tutta la classe dirigente riprenda la strada maestra per un sano e corretto confronto democratico. Bisogna rigettare con ferma determinazione qualunque tentativo di imbarbarimento della vita politica". L'appello è rivolto anche alla classe dirigente locale: "Nel nostro piccolo mondo dobbiamo rimuovere le cause di una politica urlata e involuta che cerca la ribalta mediatica, che sfocia in una litigiosità diffusa che suscita sconcerto nei cittadini".
11.10 - Il primario: "Non si capacita del gesto" - "Il presidente Berlusconi è una persona buona. Non si capacita ancora dell'aggressione e ripercorre continuamente quel momento": lo ha affermato rispondendo a una domanda dei cronisti sulle condizioni psicologiche del presidente del Consiglio, a margine della conferenza stampa per il bollettino medico, Alberto Zangrillo, primario dell'ospedale San Raffaele di Milano e medico di fiducia del premier.
11.05 - Angeletti: "Clima politico è pessimo" - I sindacati - ha detto il leader della Uil, Luigi Angeletti - hanno fatto "della democrazia una specie di vangelo. Riteniamo che il clima politico sia pessimo e bisognerebbe che tutti contribuissero a un suo miglioramento, come il presidente della Repubblica ci ricorda tutti i giorni". Secondo Angeletti "bisogna cambiare il modo di fare la lotta politica. Ma in Italia c'é una vasta area di persone che considera la lotta politica come una dominazione dell'avversario".
10.50 - Bersani: "Ci sono incendiari vestiti da pompieri" - "I discorsi sul famoso clima nell'immediatezza di questi fatti sono scivolosi. Il rischio è che qualcuno si vesta da pompiere per fare l'incendiario, e che cominci un gioco di criminalizzazione tra noi, che va oltre il segno". Lo ha detto Pierluigi Bersani, intervenendo al dibattito seguito alle comunicazioni del ministro Maroni. Il segretario del Pd ha detto di non condividere le affermazioni del capogruppo del Pdl, Fabrizio Cicchitto, e ha chiesto al governo di dare risposta al disagio del paese: "E' possibile che la pentola a pressione di un Paese che è in difficoltà deve avere una valvola. Pensiamo di andare avanti tutta la legislatura con 26 voti di fiducia all'anno? Parlo di qualcosa ce non c'entra con questi fatti, ma che riguarda di un processo democratico che dobbiamo garantire".
10.42 - L'Avvenire: "E' tempo di disarmo" - Il quotidiano cattolico si augura che "prima che accada qualcosa di irreparabile, maturi una nuova e condivisa responsabilità". Perché, sostiene in un editoriale il direttore Marco Tarquinio, "é sempre più evidente che nell'Italia del bipolarismo furioso è necessario e urgente che venga, finalmente, il tempo del 'disarmo'". "Quel disarmo - precisa Tarquinio - che evoca il presidente della Repubblica , quando chiede che si ponga fine ad ogni esasperazione della polemica". "Quel letterale disarmo che, con sereno amore per il Paese e con razionale allarme - prosegue -, continuano a invocare da mesi le voci più autorevoli della Chiesa e del mondo cattolico italiano".
10.45 - Maroni: "Basta con istigazione a delinquere in Rete" - Il governo interverrà per porre fine a quella che è "una vera e propria istigazione a delinquere" attraverso internet, "con effetti che tutti, purtroppo, abbiamo visto". E' uno dei passaggi del discorso del ministro dell'Interno nel corso dell'informativa alla Camera. Subito dopo l'aggressione, ha sottolineato infatti Maroni, è "ripresa la proliferazione sui social network, come Facebook, di gruppi che inneggiano all'aggressione del premier. E, come già accaduto in passato, incitano alla violenza nei confronti di Berlusconi". Dunque "stiamo valutando ogni possibile iniziativa legislativa per procedere all'oscuramento di quei siti che diffondono messaggi di vera e propria istigazione a delinquere, con effetti che tutti, purtroppo, abbiamo visto".
10.40 - L'ultimo bollettino medico - " Il presidente Berlusconi ha trascorso una notte tranquilla, si legge. Le condizioni cliniche non destano preoccupazioni. Permangono i problemi legati alla sintomatologia dolorosa dovuta agli esiti del trauma subito, e in particolare alla riacutizzazione della cervicalgia che nei mesi precedenti aveva afflitto il presidente in più di una circostanza. La dimissione dall'ospedale è prevista per la giornata di domani con la raccomandazione di astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane".
10.35 - Al via l'interrogatorio di Tartaglia - Inizierà tra pochi minuti l'interrogatorio dell'aggressore di Silvio che ora si trova in carcere a San Vittore. L'uomo per quel gesto ieri ha fatto pervenire al premier una lettera di scuse. Nel carcere milanese sono arrivati da poco il gip Cristina Di Censo e gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino, i due difensori di Tartaglia, per l'interrogatorio di convalida dell' arresto. Il giudice inoltre dovrà decidere se accogliere la richiesta del procuratore di Milano Armando Spataro di custodia cautelare in carcere. I due legali non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.
10.30 - Maroni: "Campagna contro il premier pericolosa" - "Finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa" - ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni nel corso dell'informativa del governo alla Camera sull'aggressione al premier. "L'asprezza dei toni che la dialettica politica recentemente ha raggiunto - ha sottolineato il titolare del Viminale - e in particolare la progressiva, crescente campagna contro la persona del presidente del Consiglio dei ministri, in molti casi travalica le regole del legittimo confronto democratico, finisce spesso per innescare una pericolosa spirale emulativa".
10.20 - Sarà dimesso domani - Il premier - ha detto il medico personale del presidente del Consiglio, Alberto Zangrillo - dovrebbe essere dimesso domani, "con la raccomandazione di astenersi da impegnative attività pubbliche per almeno due settimane". "Non sappiamo con precisione - ha aggiunto Zangrillo - ma il premier dovrebbe essere dimesso nel primo pomeriggio". Esiste un rischio stress, ha aggiunto, per le continue visite "e questo un po' ci preoccupa ma lo aiutano a rimanere informato". "Sta riprendendo - ha anche detto - con gradualità le sue normali condizioni e non abbiamo preoccupazioni". Alla domanda se rimarrano cicatrici, Zangrillo ha risposto "no, non credo" e "i denti verranno ricostruiti". Per quanto riguarda l'alimentazione, il premier si nutre ancora "con un po' di fatica ma c'é una evoluzione positiva del quadro di questo aspetto".
10.15 - Prodi: stop a parole come armi di offesa - "In queste difficili ore che seguono questa azione sciagurata - ha commentato l'ex presidente del Consiglio Romano Prodi in un'editoriale sul Messaggero - è iniziata una doverosa riflessione se questo sia un episodio isolato o se segni l'inizio della diffusa violenza politica che già in passato ha insanguinato l'Italia. Vorrei che evitassimo di dividerci anche su questa previsione, perché l'uno o l'altro esito dipendono solo da noi, dalla nostra moderazione e dalla nostra capacità di regolare i nostri comportamenti e di moderare le nostre parole".
10.00 - A breve l'interrogatorio di Tartaglia - Sarà il gip Cristina Di Censo, a sentire Massimo Tartaglia, l'uomo che ha colpito Silvio Berlusconi. Gesto che lui stesso in una lettera di scuse fatta pervenire al premier ha definito "superficiale, vigliacco ed inconsulto" e nel quale non si riconosce. Nei confronti dell'uomo a cui è stato contestato il reato di lesioni pluriaggravate, il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro ha chiesto la convalida dell'arresto e la custodia cautelare in carcere.
09.55 - Bonaiuti: Temiamo altre aggressioni" - Tutti noi "temiamo altre aggressioni, spiega il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, glielo abbiamo detto anche altre volte. Ma se si toglie a Berlusconi il contatto con la gente, questo contatto umano che lo rende irripetibile rispetto ad altri leader politici, siamo di fronte all'impossibilità di avere il Berlusconi leone combattente che è sempre stato".
09.58 - Il Pdl lascia l'Aula - La maggior parte dei deputati del Pdl hanno lasciato l'Aula della Camera nel momento in cui il leader dell'Idv Antonio Di Pietro ha iniziato a parlare dopo l'informativa del ministro dell'Interno sull'aggressione a Silvio Berlusconi.
09.55 - Di Pietro: "La violenza del premier non si cancella" - "Non dimentico che Berlusconi qualche giorno fa voleva strozzare gli autori delle fiction sulla mafia, che criminalizza i magistrati che fanno il loro dovere, che irride e deride gli organi di garanzia, che pretende di non essere giudicato perché è stato eletto dal popolo. Non é giusto fare finta di niente e non accetto che con un colpo di spugna si faccia il lavacro di una politica menefreghista". Così il leader dell'Idv Antonio di Pietro, che in un'intervista a Repubblica torna a distinguere "il gesto inconsulto di un matto da legare che va condannato", da "un'Italia esasperata".
09.50 - Bocchino: ora distanze ridotte con Fini - L'aggressione di domenica scorsa "accorcerà molto le distanze di questi mesi" tra Fini e Berlusconi, e "potrà far passare in secondo piano alcuni dissidi ridando slancio all'unità interna", sostiene il vicecapogruppo finiano del Pdl alla Camera, in un'intervista alla Stampa. "Se l'aggressione ha una conseguenza immediata sul piano politico, è quella di aver fatto fallire, prima di nascere, l'ipotesi prospettata da Casini di dar vita a un fronte democratico a difesa delle istituzioni", dice Bocchino. "In questo momento, se ci fosse la necessità di un fronte comune, non potrebbe che essere per la pacificazione nazionale. Tanto che dovrebbe spingere lo stesso Casini a passare con noi, anziché pensare ad eventuali alleanze con Di Pietro". "Mentre si sa che l'ex Pm è un avvelenatore di pozzi - prosegue Bocchino - non riesco a comprendere le strategie del Pd che non lo isola, cercando di riannodare un filo di dialogo con la maggioranza".
09.30 - In corso l'audizione al Copasir - Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l'Intelligence, Gianni Letta, e il direttore del DIS, Gianni De Gennaro, sono a S.Macuto per essere ascoltati dal Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica. Al centro dell'audizione, innanzitutto le questioni relative alla sicurezza del presidente del Consiglio, dopo l'aggressione al Duomo di Milano dell'altro ieri. Tante le domande che i componenti del Copasir, guidato da Francesco Rutelli, hanno intenzione di rivolgere a Letta e De Gennaro, in merito al gravissimo episodio di cui è rimasto vittima il presidente del Consiglio.
09.20 - Formigoni: "Dargli del mafioso ha alimentato l'odio" - "Nei confronti di Silvio Berlusconi - ha detto il Presidente della Regione Lombardia - c'é stata una campagna d'odio che mirava a delegittimarlo. E allora può saltar fuori il pazzo. E' il clima sociale che arma chi si arroga poi il diritto di 'rappresentare il bene'. Gli hanno dato del mafioso un giorno sì e un no, anche questo alimenta l'odio".
09.10 - Don Verzè: ha già perdonato l'aggressore - "Fisicamente in ripresa. Psicologicamente umiliato, terrorizzato. Non tanto per il dolore, quanto per aver provato sul suo corpo l'odio". A parlare, in una intervista a Il Corriere della Sera, è don Verzè, fondatore del San Raffaele, dopo la visita di ieri al premier. E assicura che Berlusconi ha già perdonato il suo aggressore. Il problema, dice don Verzè, non è Berlusconi: "lui si è già ripreso, la forte emozione che ha provocato è già alle spalle. L'ho rivisto all'ora di pranzo e il suo ottimismo aveva già preso il sopravvento". Il problema, spiega, "è l'odio. Quanto al suo aggressore, conclude don Verzè, "l'ha già perdonato. Non mi stupirei che chiedesse di incontrarlo".
09.10 - Striscioni ultrà fuori dall'ospedale - Sono numerosi i cartelli e gli striscioni che, all'esterno dell'ospedale, esprimono solidarietà al presidente del Consiglio. Sui cancelli dell'ingresso principale della struttura è stato appeso un grande striscione con scritto: "Forza presidente", firmato dalla Curva sud Milano. Numerosi i cartelli, tra cui uno che recita: "La mia famiglia crede in te, presidente non darla vinta a quei balordi". Fuori dal nosocomio, intanto, è sempre massiccia la presenza delle forze dell'ordine e delle televisioni.
08.30 - Bonaiuti: altre visite mediche - Il sottosegretrio alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, in collegamento telefonico da Milano con il Tg1, informa sulle condizioni di salute del presidente del Consiglio ancora ricoverato all'Ospedale San Raffaele. Ad una domanda sui rischi che il Cavaliere corre stando a contatto con la folla, Bonaiuti spiega che sarà una "lotta titanica cercare di tenerlo lontano dalla gente, perché e 'uno della gente e si trova bene in mezzo alla gente''. "E' la chiave del suo successo personale e del suo carisma", aggiunge sollineando che se si toglie al premier "questo contatto umano siamo di fronte all'impossibiltà di avere il Berlusconi leone combattente che è sempre stato".
08.25 - Bonaiuti: sarà difficile tenerlo fuori dalla folla - "Sarà quindi una lotta titanica tra chi cercherà di dirgli 'attento, prudenza', e lui che invece cercherà sempre di parlare con tutti e di dare attenzione a tutti". Il presidente ha ripreso a lavorare? Viene chiesto a Bonaiuti. "Anche questo è un problema perché tenere lontano dal lavoro Berlusconi è un qualcosa di estremamente difficoltoso, è come quando arrivano le visite e si cerca di limitarle: lui vorrebbe vedere tutti e salutare tutti. Con il lavoro è uguale: lui ha vissuto tutta la vita lavorando, è un lavoratore nato, quindi togliergli la possibilità di lavorare- conclude - significa togliergli qualche cosa che gli sta molto a cuore".
08.00 - Il premier sveglio da presto - Silvio Berlusconi si è svegliato molto presto anche stamani nella sua stanza al settimo piano dell' ospedale San Raffaele di Milano, dove ha passato la sua seconda notte di ricovero dopo l'aggressione subita domenica in Piazza Duomo. Secondo quanto si è appreso, il presidente del Consiglio, si é svegliato all'incirca alle 6 e 30 e, esattamente come ieri, la sua prima richiesta è stata quella di poter leggere i giornali.
07.35 - Appello di Napolitano: si evitino le esasperazioni - "Impediamo subito risolutamente che rinascano forme di violenza, che l'Italia in un passato non lontano ha già conosciuto e duramente pagato" ha detto Giorgio Napolitano, in un'intervista al Tg2. "E' mia convinzione che ci sia stata una esasperazione pericolosa della polemica politica. Bisogna fermarla. E' stato colpito e ferito il presidente del Consiglio e, anche se verrà verificato che si è trattato di un gesto di uno sconsiderato, dobbiamo essere tutti egualmente allarmati". E infine, Napolitano ha aggiunto "In questo momento non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. Bisogna rispettarsi reciprocamente, misurare le parole ovunque si parli".
07.30 - La Russa: "Problemi di piazza? Io c'ero, Maroni no - I problemi nella gestione della piazza ci sono stati "perché sono stati fatti entrare decine di contestatori" durante il comizio di Berlusconi, mentre non c'é nulla da dire nella sicurezza garantita al premier Silvio Berlusconi al momento dell'aggressione". Lo afferma a Porta a Porta il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che a Bruno Vespa che gli evidenzia come il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non abbia denunciato alcun problema, replica: "Maroni non c'era, io c'ero".
07.20 - Tartaglia si scusa - Massimo Tartaglia, l'uomo arrestato per l'aggressione al premier, ha inviato una lettera di scuse a Berlusconi in cui esprime il suo dispiacere "per un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto". La lettera di scuse al presidente del consiglio è stata inoltrata tramite i difensori di Tartaglia, gli avvocati Daniela Insalaco e Gian Marco Rubino. Tartaglia, esprimendo il proprio "sentito dispiacere", come si legge in una nota firmata dai suoi legali - "ha dichiarato di non riconoscersi" in quello che lui stesso nella missiva ha definito come "un atto superficiale, vigliacco ed inconsulto".
07.20 - Bonaiuti: non ho visto la lettera - "No, non l'abbiamo ancora vista". Così il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti, risponde, in diretta a Porta a Porta, alla domanda se il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha ricevuto la lettera di scuse da parte del suo aggressore Massimo Tartaglia. Alla domanda di Bruno Vespa se Berlusconi s'interroga sul perché lo odiano, Bonaiuti ha precisato: "No, Berlusconi non si chiede 'perche' mi odianò ma perché quella persona l'ha fatto. Non riesce a capacitarsi del gesto. Lui è uno della gente, con la gente e non capisce come possa corrispondere un atteggiamento di violenza". Il portavoce del presidente del Consiglio ha poi spiegato che Berlusconi non ha voluto rivedere le immagini dell'aggressione: "Ieri sera per un momento ha avuto la possibilità di accendere la tv, ma ha detto che non le voleva vedere più; in sostanza, un rifiuto".
15 dicembre 2009