C'è chi parla di un classico caso di "profezia che si autoavvera", chi del primo vero autogol del leader dell'Idv. Certo è che, parafrasando le affermazioni a caldo di Enrico Letta (Pd), Di Pietro avrebbe fatto meglio a starsi zitto. Oltre i commenti, un fatto: le parole pronunciate dall'ex magistrato di Mani Pulite solo tre giorni fa e che paventavano il rischio di “azioni violente” di “scontri di piazza”. A chi gli fa notare la coincidenza con quanto "annunciato" l’11 dicembre, Di Pietro replica: "Io ho segnalato l’esasperazione che ho avuto modo di notare nelle piazze, durante le manifestazioni". Si difende, certo, ma quelle parole pesano ormai come macigni. Il Pdl lo attacca, il Pd prende le distanze. Lui replica ancora: "Sono contro la violenza, ma Berlusconi la istiga".
Crosetto: "Denunceremo Di Pietro" - La "minaccia-promessa" del sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto è quella che meglio sintetizza il clima che si è innescato nei confronti del leader dell'Idv Antonio Di Pietro considerato colpevole non solo di aver creato un clima "di odio" verso il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, ma anche di averlo indicato, subito dopo l'aggressione subita a Milano, come "l'istigatore" della violenza. I primi a prendersela con l'ex pm sono i militanti del Pdl in PIazza Duomo, nell'immediatezza dell'attentato: "Tutta colpa di Di Pietro", gridano i militanti che assistono al lancio del souvenir contro il Cavaliere. "La galera a Di Pietro" è la reazione a caldo della gente.
E Di Pietro rincara: "Lui istiga alla violenza" - E' soprattutto il primo commento dopo l'aggressione che fa andare su tutte le furie il centrodestra e suggerisce al Pd di prendere le distanze dal leader Idv: "Sono contro la violenza, ma Berlusconi con il suo comportamento e il suo menefreghismo istiga alla violenza". Le dichiarazioni di Di Pietro, tuona il presidente della Camera Gianfranco Fini, "sono inaccettabili. Non si può in alcun modo giustificare un atto di violenza". E ancora: "Trovo rivoltante la dichiarazione giustificazionista di Di Pietro", commenta il governatore della Lombardia Roberto Formigoni poco prima riconfermato dal premier candidato alle regionali per il Pdl.
Ma il coro anti-Di Pietro è praticamente unanime - Secondo il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, la colpa è tutta del leader dell'Idv che "ha fatto in questi giorni un invito alla violenza" (il riferimento è allo sciopero della Cgil venerdì a Roma, quando Di Pietro avvertì della possibilità di atti violenti nelle piazze). "La sua reazione - afferma il ministro degli Esteri Franco Frattini - fa vergogna all'Italia". E' "un guappo" taglia corto il coordinatore del Pdl Denis Verdini. Basta con i "cattivi maestri come lui" che riportano al clima degli anni '70, dice il vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e scrive il periodico online della finiana Farefuturo.
Il leader dell'Idv prova ad abbassare i toni, ma è inutile: "E' chiaro che il gesto lo condanniamo - spiega - Ci mancherebbe altro! Però io lo avevo detto nei giorni scorsi che ci sarebbe stato il rischio che a qualcuno saltassero i nervi" puntando il dito così contro il "disinteresse mostrato dal governo per i bisogni dei cittadini". Quindi aggiunge che, con il suo intervento a Piazza Duomo, il presidente del Consiglio "conferma il suo disegno eversivo, fascista e piduista". E conclude osservando che "chi semina vento raccoglie tempesta". Parole che scatenano l'offensiva del centrodestra.
Il Pd per il momento non lo attacca direttamente, ma ne prende le distanze esprimendo subito tutta la solidarietà al premier per l'aggressione subita. Un "gesto inqualificabile che va fermamente condannato", è il commento a caldo del segretario del Pd. La violenza, gli fa eco il presidente dei senatori Anna Finocchiaro, "é in ogni caso ingiustificabile e inaccettabile". Da tutti i Democratici arriva insomma una condanna senza se e senza ma. Come ad approfondire il solco tra i due partiti di opposizione. Un "senza se e senza ma" a cui si richiama anche il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini per esprimere la propria solidarietà al Cavaliere.
Enrico Letta: "Era meglio se Di Pietro stava zitto" - "Le sue parole aiutano solo l'opposizione a rimanere opposizione, sono un regalo a Berlusconi", dice Enrico Letta. "Il nostro interesse principale è invece quello di uscire da questo clima e fare in modo che gli appelli di Napolitano trovino una forma di concreta applicazione". Letta parla di "atmosfera irrespirabile che richiede una condanna piena e totale dell'aggressione, come ha fatto Bersani".
Follini: "Rompere con Di Pietro è doveroso" - "Ho sempre pensato che la rottura con Di Pietro fosse per il Pd una libera scelta politica controversa ma per me auspicabile, ha commentato il senatore del Pd, Marco Follini. Da ieri penso che sia qualcosa di più: un inderogabile dovere civile. Sono convinto che Bersani non indugerà".
Merlo (Pd): "Ora il Pd interrompa l'alleanza con l'Idv" - "Vorrei fare una sola domanda ai dirigenti del mio partito: come è possibile continuare una alleanza politica e programmatica con Di Pietro? Lo squadrismo verbale, la demonizzazione personale e la demolizione dell'avversario non appartengono alla cultura, alla prassi e alle modalità politiche ed organizzative del Partito democratico". Così il deputato Pd Giorgio Merlo sostiene che sia "opportuno che il Pd adesso parli chiaro e non si limiti ad un generico ed astratto appello al ritorno del confronto civile e democratico". "Servono fatti politici concreti - sostiene Merlo - per evitare di essere involontariamente complici di questo clima insopportabile che si vive nel paese".
14 dicembre 2009