Processo breve anche per mafia e terrorismo, esteso a tutti i reati, da quelli minori ai più gravi. E' il progetto al quale il Pdl sta lavorando - secondo due articoli pubblicati da Repubblica e Sole 24 ore - per rendere costituzionale il ddl depositato in Senato.
La novità più clamorosa del restyling sarebbe proprio quella secondo cui anche per i processi sulla mafia e sul terrorismo i giudici dovranno rispettare una scadenza per ogni fase dibattimentale. "Quanti anni per primo grado, appello, Cassazione? Cinque o sei come ipotizza qualcuno nel Pdl, oppure un tempo più ristretto, tra i tre e i quattro anni? È la scelta più difficile che al momento è ancora in bilico perché è legata alla scansione temporale da fissare per tutti i reati", scrive Liana Milella su Repubblica, riferendo che ne discuterà domani sera la Consulta per la giustizia del Pdl.
Secondo Repubblica, il meccanismo del processo breve "cambia faccia perché cambiano gli obiettivi di Berlusconi": "Il Cavaliere aveva commissionato una legge, due anni per ogni periodo del dibattimento, mirata esclusivamente a chiudere i suoi casi milanesi Mills e Mediaset". Ma "si è rivelata subito piena di 'bachi'", a cominciare dall'impatto "pesantissimo" sui processi in corso. Così "Berlusconi ha cambiato strategia e ha ordinato pure di cambiare la legge", visto che "non deve più guardarsi dai soli processi di corruzione, ma anche da quelli (al momento eventuali) per mafia", legati alle rivelazioni del pentito Spatuzza.
Il Pdl, sempre secondo quanto riferiscono i due quotidiani, punta ad allargare il meccanismo a tutti i delitti ma con termini di fase differenti: due anni per i reati meno gravi, due anni e sei mesi per quelli un po' più gravi, e via salendo fino a includere anche mafia e terrorismo. Cambierebbe anche la norma transitoria: finora la legge si sarebbe applicata per tutti i processi in primo grado, con estensione ai tre gradi di giudizio, ma prevederebbe anche uno spartiacque temporale tassativo. Il processo breve, per la prima e immediata applicazione, riguarderebbe i reati compiuti fino al maggio 2006, cioè quelli inseriti nell'indulto.
08 dicembre 2009