Il governo pone alla Camera la questione di fiducia sul decreto Ronchi, già approvato dal Senato e il cui cuore è la liberalizzazione dei servizi pubblici locali, compresa l'acqua. In precedenza l'Aula della Camera aveva bocciato le pregiudiziali di costituzionalità dell'opposizione al decreto legge. La votazione si terrà domani alle 16, trasmessa in diretta tv. Su questo tema ancora una volta si sono accesi i toni del confronto politico: "Si sarebbe arrivati subito ad un voto unanime su questo provvedimento se il governo avesse stralciato dal decreto l'articolo sui servizi pubblici locali che non ha il coraggio di discutere né di spiegare alla gente" Marina Sereni del Pd dopo che il governo ha posto per la ventottesima volta la fiducia sul voto.
Donati: "Così si umilia il Parlamento" - Durissimo anche Massimo Donadi (Idv): "Voi umiliate il Parlamento e offendete la democrazia; siete una maggioranza appecoronata felice di non lavorare per un giorno". E Michele Vietti (Udc) ha ribadito che l'aspetto tempo, denunciato dal ministro Vito come alla base della fiducia a Montecitorio sul decreto, è causato dal fatto che il testo sia stato per troppo all'esame del Senato. Una circostanza condivisa, questa, appieno da Simone Baldelli del Pdl, secondo cui "servono regole certe sui tempi certi per l'esame dei provvedimenti". Scandalizzati i toni del responsabile Ambiente del Pdci, Claudio Saroufim: "Che schifo! Privatizzano l'acqua e lo fanno con un atto d'imperio. Il governo è sempre più autoritario: riduce a brandelli i beni comuni, quelli universali, come l'acqua, e lo fa a colpi di fiducia, senza nemmeno discuterne".
Lega: "Testo da migliorare" - "Il testo che è arrivato dal Senato è migliorativo rispetto a quello originario, però la Lega sull'articolo 15 (quello sui servizi pubblici locali, ndr.) avrebbe voluto migliorarlo per farlo corrispondere con la sua posizione storica a favore dell'acqua pubblica". Lo dice il vice capogruppo della Lega alla Camera, Marco Reguzzoni, a proposito del decreto Ronchi in discussione in Aula alla Camera e sul quale è stata posta la fiducia. Il Carroccio presenterà un ordine del giorno al decreto, e non esclude la presentazione di proposte di modifiche già in Finanziaria.
Federutility: "In Italia le tariffe più basse" - L'Italia ha le tariffe dell'acqua tra le più basse del mondo. E' quanto emerge dai dati forniti da Federutility e contenuti nel Blue Book 2009, sintesi della situazione dei servizi idrici nel Paese. Il nodo di un possibile rialzo delle tariffe è fra le questioni sollevate da quanti si dichiarano contrari alle norme sulla privatizzazione dell'acqua contenute nel dl Ronchi, sui cui è stata posta la fiducia. Quest'anno la tariffa media - fa sapere Federutility, che riunisce 550 aziende italiane dell'acqua ed elettricità - è risultata pari a 1,29 euro al metro cubo. Una famiglia di tre componenti, residente a Roma, paga un importo complessivo di 177 euro per un consumo medio annuo di 200 mc di acqua. A Tokyo per la stessa quantità di paga il corrispettivo di circa 280 euro, a San Francisco poco più di 400; 430 euro a Helsinki, 560 a Bruxelles, 740 euro a Parigi, 800 a Zurigo e poco meno di 970 euro a Berlino. La città tedesca è in cima alla classifica per costi. Qui per il solo servizio di acquedotto vengono addebitati, ogni anno, 428 euro per famiglia, contro i 63 euro pagati a Roma. Invece, per la quota fissa e per fognatura e depurazione, a Berlino si pagano 510 euro annui, contro i 98 di Roma. Nella classifica di città presa in considerazione dal Blue Book, solo a Buenos Aires (37 euro l'anno), Hong Kong (102) e Miami (169), hanno tariffe più basse di Roma.
17 novembre 2009