Il ddl sul processo breve approda al Senato, presentato dal gruppo Pdl e sottoscritto dalla Lega. Il ddl, composto da 3 articoli, prevede, tra l'altro, la prescrizione dei processi in corso in primo grado per i reati "inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione" se sono trascorsi più di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza. Il provvedimento entra in vigore il giorno dopo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Non più di 6 anni per i processi - Tutti i processi - penali, civili e amministrativi - non dovranno durare nel complesso più di 6 anni (due anni in primo grado, due in secondo, e altri due per il giudizio di legittimita' cui si aggiunge un altro anno se viene disposto il rinvio), termine oltre il quale il cittadino puo' reclamare un risarcimento danni dallo Stato per violazione della ragionevole durata del processo. E' quanto in sostanza prevede il primo dei tre articoli. La norma prevede in sostanza una modifica, in più punti, della "legge Pinto" del 2001 sull'equo indennizzo per ingiusto processo. ''L'obiettivo - e' scritto nella relazione illustrativa al ddl - è quello di rendere più certi i presupposti, la procedura e la quantificazione dell'equo indennizzo, nel quadro di un generale contenimento degli effetti, anche economici, derivanti dalla ragionevole durata dei processi''.
Imputato può rifiutare la prescrizione - L'imputato puo' non avvalersi dell'estinzione del processo prevista nel caso in cui questo duri troppo a lungo. E' quanto stabilisce il Ddl messo a punto dal legale del premier e deputato del Pdl Niccolo' Ghedini e presentato al Senato dai capigruppo del Pdl e della Lega. La dichiarazione dell'imputato di non volersi avvalere della prescrizione dovra' essere formulata personalmente in udienza oppure dovra' essere presentata anche a mezzo del suo legale con una richiesta autenticata.
Prescrizione sospesa se c'è impedimento - I termini della prescrizione del processo stabiliti dal ddl Ghedini, appena presentato al Senato, in due anni saranno sospesi nel caso in cui ci sia un impedimento dell'imputato o del suo difensore. Oppure su richiesta dell'imputato o del suo difensore, ''sempre che la sospensione o il rinvio non siano stati disposti per assoluta necessita' di acquisizione della prova''. Il corso dei termini sara' sospeso anche nel caso in cui venga chiesta l'autorizzazione a procedere, o nel caso in cui ci sia un deferimento della questione ad altro giudizio. Oppure anche quando la sospensione del processo penale ''e' imposta da una particolare disposizione di legge''.
Bersani: legge incostituzionale - E scoppia la polemica politica. La legge sul processo breve, che dovrà fare da "scudo" a Berlusconi, "rischia" di essere incostituzionale. Lo ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, parlando con i giornalisti al termine di un incontro con il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Bersani ha detto che se la maggioranza tenterà una forzatura in Parlamento sarà inevitabile uno "scontro". "Il mio slogan - ha detto Bersani - é 'processo breve, purché ci sia'. Norme per snellire i processi sono auspicabili, ma se si vuole usare delle norme titolate 'processi brevi' per non fare i processi o per non fare qualche processo, allora essa diventa non accettabile per l'opinione pubblica. La maggioranza se ne convinca". "Se ci sarà uno scontro - ha proseguito Bersani - sia chiaro che non è colpa nostra, perché questo tipo di riscontro ci viene sempre imposto. Per noi è prioritario che i cittadini abbiano chiaro che la Legge è uguale per tutti".
E l'Idv annuncia il referendum. Il disegno di legge "sul 'processo breve' "dice che dopo due anni il processo non si deve fare più e per questa ragione migliaia di processi dei maggiori scandali italiani andranno tutti dichiarati estinti. E' la più grossa amnistia mascherata della storia e ancora una volta l'Italia dei valori, dal 5 dicembre si impegnerà a raccogliere le firme per un nuovo referendum perché anche questa volta questa legge è incostituzionale, immorale e contro gli interessi del Paese". Lo dice il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, parlando con i giornalisti a Montecitorio".
12 novembre 2009