Il leader della Cgil Epifani con il presidente della Confindustria Marcegaglia (Ansa)
"Aprire subito un tavolo di confronto tra governo e sindacati se si è davvero interessati al superamento del problema della precarietà del lavoro". Con queste parole il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, interviene sulle dichiarazioni del ministro Tremonti che ha sostenuto che il posto fisso è un valore. Affermazione subito condivisa dal premier Berlusconi. "In considerazione delle dichiarazioni del ministro Giulio Tremonti e della nota diffusa oggi del presidente del Consiglio a proposito del valore del posto di lavoro fisso" la Cgil chiede di "avviare subito un tavolo di confronto fra il governo e le organizzazioni sindacali".
"Il tema della precarietà - sostiene il leader della Cgil - è di grande rilievo e pone gravi problemi nel settore pubblico e in quello privato; di pari gravità le questioni della crisi industriale che permane in ampie aree del paese, del sostegno ai lavoratori da molti mesi in cassa integrazione o che stanno perdendo il lavoro, in particolare del Mezzogiorno". Il leader sindacale precisa inoltre che è necessario affrontare questi temi senza perdere altro tempo: "Se il governo è davvero interessato ad affrontarli concretamente, al di là delle parole, a cominciare dal problema della precarietà, convochi subito i sindacati e passi dalle parole ai fatti".
L'appoggio di Berlusconi a Tremonti - "Completa sintonia" con Giulio Tremonti: il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi entra così nel dibattito acceso dalle parole del ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul valore del posto fisso.
Il gelo di Confindustria - E' diversa la posizione di Confindustria: per la leader degli industriali, Emma Marcegaglia, "la cultura del posto fisso è un ritorno al passato, non possibile, che peraltro in questo Paese ha creato problemi".
Per Silvio Berlusconi "la polemica della sinistra sulle dichiarazioni di Tremonti è l'ennesima conferma della malafede di molti esponenti della sinistra. Per noi, come dimostrano i provvedimenti presi in questi mesi a tutela dell'occupazione - dice il presidente del Consiglio - è del tutto evidente che il posto fisso è un valore e non un disvalore. Così come sono un valore le cosiddette partite Iva". Il governo "é a fianco dei milioni di italiani che lavorano come collaboratori dipendenti così come è a fianco di milioni di italiani che intraprendono, rischiano e producono ricchezza per sé e per i loro collaboratori, nell'interesse dell'Italià" e, dice ancora Berlusconi, "lavora per una società fatta di libertà, di sviluppo economico e di solidarietà".
Emma Marcegaglia ha indicato la posizione degli industriali sottolineando che "ovviamente nessuno è a favore della precarietà e dell'insicurezza, in un momento particolare come questo. Però - aggiunge - noi siamo per la stabilità delle imprese e dei posti di lavoro, che peraltro non si fa per legge". La cultura del posto fisso ha portato più disoccupazione, più sommerso, più assenteismo e fannulloni nella pubblica amministrazione, sostiene Marcegaglia, che ritiene invece necessaria una "flessibilità regolata e tutelata, come quella fatta con Treu e Biagi, che ha creato tre milioni di posti di lavoro".
Lo stesso Tremonti è tornato sul tema: "Ho detto una cosa scontata. Come dire, preferisco stare al caldo che al freddo", commenta dal Lussemburgo. I commenti del ministro della Pubblica amministrazione? "Brunetta non c'entra nulla. Dire di preferire il posto fisso non è una difesa dei fannulloni", risponde Tremonti, che poi ribadisce: "Non mi sembra di aver detto una cosa fantomatica. E a suo tempo ho apprezzato il pacchetto Treu che per me è stato giustissimo, perché ha introdotto stabilità nel lavoro precario". Se così stanno le cose, sottolinea quindi Epifani, il governo affronti questi temi "senza perdere altro tempo". "Il tema della precarietà -sottolinea - è di grande rilievo e pone gravi problemi nel settore pubblico e in quello privato". E d'altro canto, afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il sistema produttivo italiano "deve poter contare su lavoratori stabili, soddisfatti e ben retribuiti".
21 ottobre 2009