Mentre continuano a imperare le polemiche sullo slittamento di Ballarò, le pastoie burocratiche spuntate sulla strada di Annozero e la mancata copertura legale di Report, giunge la notizia che anche la puntata di Matrix prevista per martedì 15 sarà rinviata (unitamente a quella del 18). La giustificazione ufficiale giunta da Mediaset è che “ci sono dei problemi tecnici”. Tra decisioni dei vertici Rai e “casi del destino”, alla fine, la puntata di Porta a Porta di Bruno Vespa, dedicata alla consegna delle case ai terremotati d’Abruzzo da parte del presidente del consiglio Silvio Berlusconi non avrà, in pratica, concorrenti, non solo all’interno dei canali pubblici ma anche di quelli Mediaset.
Stando a quanto annunciato da Mediaset le ragioni tecniche che hanno determinato lo slittamento di Matrix sarebbero relative all’allestimento del nuovo studio e alla realizzazione della nuova scenografia. Le puntate del programma andranno in onda a partire da lunedì 21 settembre nella consueta collocazione di seconda serata su Canale 5. Le due puntate slittate verranno recuperate durante la stagione autunnale.
Secondo alcune indiscrezioni pubblicate da Repubblica e riprese da Dagospia anche Vinci avrebbe minacciato di dimettersi. I problemi tecnici infatti, in altre occasioni, erano stati superati brillantemente dalla redazione di Matrix. Ora, invece, la trasmissione salta. I più maliziosi ovviamente dicono ci sia dell'altro. “La puntata di Matrix in programma stasera avrebbe dovuto affrontare il "caso Boffo", l´ex direttore dell´Avvenire dimessosi dopo l´attacco di Vittorio Feltri dal Giornale. Ospiti: lo stesso Vittorio Feltri, Maurizio Gasparri, Paolo Gentiloni, il direttore dell´Unità Concita De Gregorio. Un caso in parte archiviato e dunque non esplosivo che è diventato d´improvviso scivolosissimo da rievocare, invece, alla luce di quanto avvenuto nelle ultime 24 ore. Il nuovo editoriale-avvertimento di Feltri all´indirizzo di Gianfranco Fini, la guerra legale che stavolta il presidente della Camera ha deciso di scatenare contro il giornale della famiglia Berlusconi, il premier che stavolta non ha preso le distanze da Feltri, insomma, la resa dei conti nel Pdl. Tutta roba che in tv non avrebbe giovato affatto alla causa del presidente del Consiglio”.
Intanto continuano ad arrivare le prese di posizione polemiche dopo la decisione di rinviare la puntata iniziale del
programma di Giovanni Floris. Tagliente il commento del segretario del Pd Dario Franceschini: "Penso che anche Ceausescu avrebbe avuto un pò di coraggio nel dire no a una rappresentazione così. Il programma per la consegna delle case ai terremotati andava fatto ma non c'era bisogno di trasformarlo in uno show mediatico", ha dichiarato Franceschini secondo il quale siamo di fronte a un "reality in cui i terremotati sono trasformati in comparse. Berlusconi andrà dentro le case, aprirà il frigorifero, e dirà: che meraviglia. Non si capisce - ha concluso l’esponente della sinistra - perché utilizzare così il dramma delle persone".
Sul caso ha preso posizione anche il presidente della commissione di Vigilanza Rai Sergio Zavoli. “E’ stata una decisione grave”, sostiene Zavoli, che giudica ''grave'' la decisione di rinviare la partenza di Ballarò su Raitre per fare spazio a uno speciale di Porta a Porta e annuncia di aver anticipato a mercoledì alle 12.45 la convocazione dell'ufficio di presidenza della commissione. Allo stesso tempo Zavoli stigmatizza ''la pletorica invadenza di Miss Italia, la cui durata ha indotto addirittura alla cancellazione di un telegiornale''.
Intanto Michele Santoro, attacca Berlusconi, “che continua ad agire vigliaccamente nell’ombra”, e si dice pronto a dare battaglia per il suo programma. E mentre Vespa assicura che non è stato il premier ad autoinvitarsi né a pretendere alcunché. Berlusconi è previsto come ospite in seconda serata ma Vespa sottolinea come “la necessità sia stata quella di seguire un evento eccezionale”.
Sulla puntata di Porta a porta interviene anche l’ex direttore del TG5 Enrico Mentana con una intervista alla Stampa. "La questione non è Ballarò, è che si fa per la prima volta una trasmissione ad hoc per mostrare l'amministrazione all'opera nelle sue realizzazioni sul terremoto. E' una cosa mai vista. Dalla riforma della tv pubblica del '75 io non ricordo un evento mediatico simile, la tv che si fa celebrazione''. Sostiene Mentana, secondo cui "si è superato un confine oltre il quale c'é la tv consolatoria. Si sono sempre fatti interventi dell'ultimo minuto sui palinsesti, ad esempio per una tragedia o per un congresso di partito. Ma qui stiamo parlando di tutta un'altra cosa. Occorre far vedere qualcosa al Paese, che lo stato è vicino, e cosa si decide? Di costruire una trasmissione apposita. Questo – prosegue - riporta a una tv edificante e consolatoria, una tv che si credeva, nonostante tutto, appartenere ad altri Paesi. Televisione il cui scopo consiste nel mostrare che lo Stato esiste, fa qualcosa, si occupa del popolo”.
15 settembre 2009
Redazione Tiscali