Gabbie salariali, ronde, dialetti, bandiere regionali, missioni militari. E' la calda estate della Lega Nord, che quest'anno ha scelto di non andare in vacanza ma di lanciare un'offensiva a tutto campo, ideando nuove parole d'ordine e monopolizzando quasi del tutto la scena politica. L'ultima "sparata" del Carroccio domenica notte: per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia - ha tuonato Umberto Bossi - bisognerebbe spendere "zero"; al che il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ha risposto che "ricordare l'Unità d'Italia , rifuggendo da ogni enfasi retorica o da una acritica esaltazione del nostro Risorgimento, dovrebbe essere un interesse e un dovere comune di tutte le forze politiche".
La calda estate della Lega - Ma è dall'inizio della stagione estiva che la Lega non lascia passare giorno senza che una delle sue proposte non metta in imbarazzo gli alleati e non indigni gli oppositori, tutti comunque costretti a confrontarsi con l'agenda dettata da Bossi, Calderoli e Maroni. E' una situazione inedita, perché , rispetto al passato, le parole d'ordine della lega Nord non sono destinate a restare confinate in eterno nel regno dei desideri: le ronde sono diventate realtà, il reato di clandestinità è in vigore, e il premier Silvio Berlusconi ha dato il suo placet alle gabbie salariali.
Segno che, sostiene l'opposizione, il governo è succube della Lega Nord o addirittura, come ritiene il capogruppo dell'Idv al Senato Felice Belisario, ne è "sotto ricatto". La situazione, secondo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, ha raggiunto il livello di allarme tale da giustificare una risposta: "La Lega - osserva il capo dei centristi - sta determinando la politica del Governo: tutto quello che fa questa maggioranza, lo fa perché lo vuole la Lega. Bisogna bloccare questa deriva e pensare di più ai problemi degli italiani".
Secondo una scuola di pensiero non limitata alla sola opposizione, se Berlusconi concede 10, la Lega è pronta a chiedere 100. Con l'obiettivo di darsi un profilo di partito "di lotta e di governo" in vista delle elezioni regionali del prossimo anno, quando, sfruttando un eventuale appannamento della popolarità del premier, cercherà di fare il pieno dei voti in tutta la Padania. Ne è convinto, in casa Pdl, l'ex coordinatore di Forza Italia in Piemonte Maurizio Crosetto: la Lega, sostiene "alza il prezzo in vista delle regionali"; ma il pdl , proprio per questo, deve fare "scelte nazionali". Crosetto non esita a bollare come "ridicole" le posizioni della Lega sulle bandiere regionali, e anche sulle gabbie salariali dice che la posizione della Lega "non serve a risolvere i problemi".
E così lo scontro tra "nordisti" e "sudisti" del centrodestra agita lo schieramento che sostiene il governo. Il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, esprime tutto il suo stupore per il sì di Berlusconi alle gabbie salariali: "Mi meraviglia questa adesione alla parola d'ordine della Lega. La parola gabbia evoca il ghetto, la separazione, l'isolamento dal resto del paese", ha detto al Corriere della Sera. Altri segni di crisi sono visibili nell'insofferenza del sindaco di Roma per le proposte leghiste. Qualche giorno fa la bocciatura delle ronde, ora la risposta a Bossi: "Roma non è ladrona, questo ritornello è solo deprecabile folklore". Nel campo del Pd, Arturo Parisi si batte contro la tentazione di scimmiottare la Lega sperando di prenderle voti: a suo giudizio va respinta "l'illusione di quanti dall'opposizione pensano di battere il leghismo concorrendo sul suo stesso terreno nel nord, nelle regioni rosse o al sud".
11 agosto 2009
Redazione Tiscali