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Il ministro dell'Economia Tremonti, il premier Berlusconi e il sottosegretario Letta (Ansa)
Il ministro dell'Economia Tremonti, il premier Berlusconi e il sottosegretario Letta (Ansa) 

Politica

Scudo Fiscale: esclusi tutti i reati dal nuovo testo, salvi solo l'omessa dichiarazione e quella infedele

15 luglio 2009. Retrofront del governo dopo la pioggia di critiche dell’opposizione allo scudo fiscale, la controversa norma finanziaria contenuta in un emendamento al decreto legge anticrisi in commissione Bilancio e Finanze alla Camera studiata per recuperare i capitali illecitamente espertati. Nessun reato potrà più beneficiare del provvedimento. I relatori del decreto anti-crisi Chiara Moroni e Maurizio Fugatti correggono il tiro e modificano l'emendamento presentato questa mattina al decreto nel quale, invece, venivano beneficiati reati come il falso in bilancio, il riciclaggio, la ricettazione e la bancarotta. Nella nuova versione nessun reato potrà più essere “salvato” ad eccezione della dichiarazione infedele e dell'omessa dichiarazione. Il provvedimento intendeva consentire il rientro in Italia - previo pagamento di una tassa - dei capitali illecitamente esportati all'estero.
La sanatoria non è utilizzabile come prova contro l’evasore - Resta intatta però, anche nella seconda versione dell'emendamento, la parte in cui si impedisce di utilizzare la sanatoria come prova “a sfavore del contribuente”. In questo modo, infatti, l'aver regolarizzato la propria situazione facendo rientrare i capitali dall'estero non potrà mai essere usata come prova di colpevolezza, autonoma o aggiuntiva, nei confronti del cittadino che si è servito dello scudo fiscale.
Raddoppia la multa - Raddoppia inoltre la sanzione per chi nella dichiarazione dei redditi non indica l'ammontare dei trasferimenti da, verso e sull'estero, che nel corso dell'anno hanno interessato gli investimenti all'estero e le attività estere di natura finanziaria. La percentuale infatti passa da una forbice 5-25% dell'ammontare degli importi dichiarati a una forbice che oscilla tra il 10 e il 50%. La nuova misura cancella però la possibilità di "confisca di beni del corrispondente valore".
Scadenze per le regolarizzazioni - La regolarizzazione delle attività "finanziarie e patrimoniali detenute almeno al 31 dicembre 2008 o rimpatriate e regolarizzate a partire dal 15 ottobre 2009 e fino al 15 aprile 2010" partirà a settembre 2009 e non più a ottobre 2009: questo prevede la nuova formulazione dell'emendamento a firma dei relatori al decreto legge anticrisi. Per la regolarizzazione ci sarà tempo fino a aprile 2010.
Pd: il governo ci ha provato - "Il nuovo emendamento presentato dai relatori al decreto anticrisi è la dimostrazione che questa mattina il governo 'c'ha provato’, ha sondato il terreno e ha capito che non avremmo in nessun modo permesso l'introduzione di una norma di inciviltà a favore di chi non solo ha portato illecitamente denaro all'estero ma ha anche avuto condotte fraudolente come la bancarotta, il falso in bilancio, la ricettazione e il riciclaggio". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta il dietrofront del governo sullo scudo fiscale. "Dopo questa ammissione di 'colpa' - sottolinea Ferranti - il ministro Tremonti abbia almeno l'umiltà di scusarsi con il giornalista che ha insultato oggi in conferenza stampa solo perché gli faceva notare le contraddizioni dello scudo fiscale. In ogni caso - conclude - queste modifiche non cambiano il nostro severo giudizio su un inaccettabile condono a favore di chi non ha rispettato la legge".
Tremonti: ecco i benefici - "Il beneficio di questo provvedimento è chiudere la caverna di Ali Babà"'. Questo era stato il commento del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti nel presentare il provvedimento. "C'è un interesse affinchè i paradisi fiscali continuino, io sono contrario. E l'unico modo per combattere l'evasione e i paradisi fiscali è svuotare la caverna di Ali' Babà e raddoppiare le sanzioni".

Un'imposta straordinaria sui capitali che tornano in Italia - "La norma prevede - si legge nella relazione tecnica - l'istituzione di un'imposta straordinaria sulle attività finanziarie e patrimoniali, detenute fuori dal territorio dello Stato" e a "condizione che le stesse vengano rimpatriate in Italia da paesi Extraeuropei nonché regolarizzate ovvero rimpatriate perché in essere in Paesi dell'Unione europea e in Paesi aderenti allo spazio economico europeo che garantiscono un effettivo scambio di informazioni fiscali in via amministrativa".
Redazione Tiscali
 
 
 
  
 
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