06 luglio 2009. Si accende la polemica attorno al ddl sulle intercettazioni. Sulla questione è scontro tra il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro e quello del Pd Dario Franceschini. Quest'ultimo attacca Di Pietro, che sulla vicenda intercettazioni continua a chiamare in causa il capo dello Stato. "E' intollerabile - afferma il segretario del Pd in una nota - che il leader dell`Idv coinvolga il presidente della Repubblica nella polemica politica. Il Presidente sta svolgendo con intelligenza la sua funzione di garante delle regole e degli equilibri istituzionali. Di questo - conclude Franceschini - l'intero paese deve essergli grato".
Di Pietro: "Franceschini capisce fischi per fiaschi" - "Nessuno - replica in una nota il leader di Idv - se la prende con il presidente della Repubblica, al quale semmai abbiamo rivolto una supplica, non certo una critica. Noi ce la prendiamo e ce la prenderemo sempre con un governo che vuole, attraverso un provvedimento di legge, bloccare le intercettazioni e mettere il bavaglio all`informazione". Insiste Di Pietro: Ma, come al solito, Franceschini guarda al dito e non alla luna, criticando chi denuncia lo scandalo e non chi lo commette. Ce lo ricorderemo alle prossime regionali".
La lettera a Napolitano - "Signor Presidente, lei sta usando una piuma d'oca per difendere la Costituzione dall'assalto di un manipolo piuttosto numeroso di golpisti". Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro, nel suo blog, critica Giorgio Napolitano rimproverandogli di aver aperto la strada, con il suo incontro con il ministro della Giustizia Alfano, a semplici a "modifiche di facciata" al ddl sulle intercettazioni.
Di Pietro: il ddl deve essere ritirato - Questo anche a costo di arrivare allo scontro con il governo. "Oramai - sottolinea il leader dell'Italia dei Valori - non è più possibile evitare lo scontro con un governo che ha agito esclusivamente nell'interesse di pochi, spesso di una sola persona, a colpi di fiducia, di cene carbonare, di vili attacchi verbali, negando la realtà, la crisi del Paese, insultando la dignità dei cittadini ed usando la menzogna come strumento sistematico di propaganda. Affidarsi al buon senso della maggioranza accettando solo modifiche al ddl sulle intercettazioni non basta, bisogna ritirarlo. In una legge, dove il 90% del testo è da rifare, non si può parlare di ritocchi.
Inevitabile lo scontro - E visto che chi ha fatto questa legge ha bisogno di quel 90% lo scontro è inevitabile". "La storia di questo governo - dice ancora Di Pietro - ha insegnato che aprire linee di credito a questa maggioranza non produce alcun risultato, anzi. Quindi la legge va ritirata, poiché non interessa al popolo italiano, che non l'ha chiesta, non la vuole, e produrrebbe effetti devastanti e un aumento vertiginoso della corruzione e degli atti crimini
"Aderirò allo sciopero del 14 luglio" - "Il 14 luglio aderirò allo sciopero dei blogger contro il bavaglio alle intercettazioni e all'informazione, promosso dalla legge criminale del ministro Alfano, e contro la norma del diritto di rettifica entro 48 ore per tutti i siti, norma ribattezzata dalla Rete ammazza Internet".
Redazione Tiscali