08 giugno 2009. Il suo biglietto da visita per Strasburgo è la proposta di un metrò separato per gli extracomunitari a Milano. Matteo Salvini, 36 anni, milanese, si definisce un "comunista" leghista vicino ai lavoratori. Eletto nella circoscrizione Nord-Ovest tra le fila della Lega Nord, lascia il Parlamento nazionale e si trasferisce a Strasburgo, con una promessa: fuori i turchi dall'Europa.
Perché chiudere le porte alla Turchia?
"La Turchia deve stare fuori perché non ha niente a che vedere con noi. Diventerebbe la porta di ingresso per ondate di musulmani. Non vorremo mica islamizzare l'Europa?"
La Lega Nord alle Europee fa il botto e va oltre il 10 per cento. Come interpretare questo balzo in avanti?
"E' un buon risultato, siamo cresciuti di due punti che non è male. Ma è un buon risultato per il governo nel suo complesso. E poi mi sembra evidente che le politiche leghiste paghino, è una promozione netta per l'operato della Lega e dei suoi ministri, a cominciare da Maroni".
Bossi ha detto che nel governo non cambierà nulla. Sicuri che la Lega non chiderà ancora più peso?
"Il nostro lavoro sta procedendo, al governo dico solo: avanti così con le riforme leghiste".
Dopo questo buon risultato, aperto più che mai il contenzioso con il Pdl per la candidatura alla presidenza della regione Veneto. Berlusconi sembra risoluto: deciderà lui.
"Nessun contenzioso, è una costruzione più che altro giornalistica. Manca più di un anno alle regionali in Veneto, quindi il dialogo all'interno della maggioranza andrà avanti e si troverà un accordo".
Cresce anche la vostra rappresentanza numerica in Europa: su cosa si concentrerà la vostra politica a Bruxelles?
"Noi lavoreremo soprattutto per la promozione dei nostri prodotti, della nostra impresa nel Nord Italia, per l'agricoltura e per la nostra cultura che deve essere messa davanti a tutto. E poi le politiche di sicurezza, a cominciare dal no all'ingresso della Turchia".
La maggioranza tiene, però il Pdl frena la sua corsa e i voti mancano soprattutto al Sud: Lombardo ha preso più voti di Berlusconi. Che succede in Sicilia?
"Lascio ad Alfano, Micciché e Berlusconi il compito di risolvere problemi che per noi della Lega sono davvero lontani".