Dopo le polemiche sulla trasmissione Annozero, la sospensione del vignettista Vauro e l'obbligo per Michele Santoro di "riequilibrare" i servizi sul terremoto in Abruzzo, scende in campo il popolo anti-censura. Un sit-in di protesta è stato organizzato questa mattina davanti alla sede Rai di viale Mazzini a Roma da Sinistra e Libertà per dire "no" al "bavaglio all'informazione".
Manifestazione "contro tutte le censure" - La manifestazione, è stato spiegato, è stata promossa dopo la sospensione di Vauro e contro tutte "le censure". "Un nuovo anatema colpisce la trasmissione di Santoro, giornalista reo di libertà d’informazione per aver posto legittime domande sulla strage in Abruzzo, unica voce fuori dal coro di celebrazione mediatica dell’operato del governo", si legge sul sito della formazione politica. Ma in piazza ci sarà anche Sabina Guzzanti che questa sera, durante la puntata di Annozero orfana di Vauro, si esibirà nello spazio finale della trasmissione, quello fino a giovedì scorso occupato dalle vignette.
Le polemiche - Dopo le dure critiche di Berlusconi e Fini, seguite dal
provvedimento disciplinare del dg Masi - il verdetto definitivo del Cda arriverà solo la settimana prossima - Santoro
con una lettera ha respinto tutte le accuse dicendosi "certo di aver esercitato con i miei collaboratori la professione di giornalista con grande correttezza. Inoltre - ha scritto Santoro in una lettera indirizzata al dg -, faccio presente che alla mia redazione non sono pervenute richieste di rettifica o annunci di iniziative legali da parte di alcuno. Le ricordo come la stessa Rai abbia recentemente riconosciuto che l'autonomia del giornalista non può essere menomata, nemmeno dall'editore".
Stasera la risposta tv di Santoro - E per la puntata di questa sera, che sarà aperta dal corsivo di Marco Travaglio tutto dedicato alla censura nella storia della Rai, Santoro promette nuovi collegamenti esterni dalle terre martoriate dal terremoto, dove inviato sarà Sandro Ruotolo, e una serie di servizi firmati dai suoi collaboratori. Così il conduttore intende rispondere alle misure disciplinari dell'azienda pubblica, con il suo spazio di informazione faticosamente riconquistato a suon di sentenze del giudice del lavoro dopo l'epurazione seguita all'editto bulgaro.