Lo “svuotacarceri” divide ancora una volta la politica italiana. Così quando Piero Giarda, il ministro ai Rapporti col Parlamento, ha annunciato ufficialmente in aula alla Camera l’apposizione della fiducia sul decreto legge che prevede misure per ridurre il sovraffollamento degli istituti di pena, i deputati della Lega ne hanno approfittato per inscenare la solita gazzarra (dai banchi del Carroccio si è alzato il coro “vergogna, vergogna”). La decisione del governo oltre che al partito di Bossi e Maroni (ha presentato prima di abbandonare i lavori più di 600 emendamenti in commissione Giustizia) non piace nemmeno ai “giustizialisti” dell'Idv, Antonio Di Pietro ha definito il provvedimento una “amnistia mascherata”.
Lo “svuotacarceri” non soddisfa nemmeno i pannelliani che tuttavia “per non mettersi allo stesso livello dei leghisti”, ha spiegato la deputata radicale Elisabetta Zamparutti, “si asterranno”. Marco Pannella ha chiarito l'atteggiamento: “Per i radicali parlano i numeri: nell’arco di un anno saranno posti ai domiciliari 3.300 detenuti, nelle carceri mancano, però, almeno 22.000 posti”, ha commentato. Per il partito della rosa “non è solo una questione di spazi, anche se sono insufficienti persino a custodire animali. Per non parlare dei 27.000 presunti innocenti lasciati a marcire in cella in attesa del processo”, ha rilevato con una nota Rita Bernardini, membro della Commissione giustizia della Camera dei Deputati.
Pannella non esita a ficcare il pugnale in una piaga già abbastanza purulenta: “L’Italia è stata di nuovo condannata dalla Corte europea dei diritti umani per aver sottoposto un detenuto a trattamento inumano e degradante”, conclude il leader. “Lo "svuotacarceri" è una scelta sbagliata, che non condividiamo, che mortifica il Parlamento e che ci costringe a votare no”, ha scritto nel suo blog Massimo Donadi, capogruppo alla Camera dell’Idv. L’esponente dei dipietristi ha comunque precisato che non “esiste nessuna pregiudiziale nei confronti del governo Monti, né nei confronti del ministro della Giustizia Severino, sulla quale avevamo espresso considerazione e apprezzamento”.
Hanno deciso – invece - di votare la fiducia il Partito delle Libertà e il Partito Democratico. “A differenza dei radicali”, ha spiegato Gian Piero Scanu, “che sostanzialmente mirano a un’amnistia, noi siamo più prudenti”. Il senatore del partito di Bersani si atterrà alle direttive del suo gruppo, ma non nasconde di ritenere il decreto di decongestionamento delle carceri poco esaltante nonostante le rassicurazioni di chi occupa la poltrona più alta di Via Arenula ("nessun delinquente pericoloso sarà lasciato libero di camminare per le strade italiane"): “E’ una piccola manifestazione politica, una delle solite nozze con i fichi secchi, una spruzzata di demagogia del governo Monti”. Parole nette, che meritano una spiegazione.
La prima l’hanno data i sindacati della Polizia di Stato, in particolare il Sap ritiene – è la sintesi del documento consegnato alla commissione Giustizia della Camera - l’organico insufficiente a garantire la riuscita dei dettami contenuti nel decreto. Qualche chiarimento in più lo dà Scanu: “Per sostenere le spese vengono sottratte risorse alla polizia penitenziaria (PP) e rinforzati i bilanci della polizia di Stato (PS)”. E’ la soluzione con cui il Governo ritiene di poter contrastare il fenomeno delle cosiddette “porte girevoli”, cioè dell'entrata in carcere e dell'uscita dopo due o tre giorni. “Con questa decisione – spiega ancora Scanu – la Severino sarà costretta a spostare i fondi della polizia penitenziaria a favore della polizia di Stato”.
Il decreto varato dal Consiglio dei ministri lo scorso dicembre contiene misure per contrastare il sovraffollamento e prevede l'ampliamento della possibilità di detenzione domiciliare. Altre misure introducono la possibilità dei domiciliari per gli arrestati in flagranza che siano accusati di alcuni reati minori, prevede l'utilizzo delle celle di sicurezza presso le caserme e le questure e riduce da 96 a 48 ore il tempo per la convalida dell'arresto da parte del magistrato. Il decreto assegna inoltre 57 milioni all'edilizia carceraria. "Questo è un buon punto di partenza ma è chiaro che il problema è strutturale e andrà affrontato con urgenza nei prossimi mesi", ha commentato sull’Avanti! online Luigi Iorio, responsabile Giustizia e Carceri del Psi.
09 febbraio 2012