“A noi del No Tav è sembrato, anche se non abbiamo prove certe, che la magistratura abbia voluto colpire nel mucchio con un provvedimento a orologeria. Lo pensano anche gli avvocati che in questi anni di lotta contro l'alta velocità ci ha assistito gratuitamente”. Commenta così Claudio Giorno, uno dei “soci fondatori” del movimento, il drammatico arresto di Guido Fissore da parte della Digos di Torino: il consigliere comunale di Villar Focchiardo è accusato di essere uno dei promotori degli scontri avvenuti in Val di Susa la scorsa estate (27 giugno e 3 luglio). “Abbiamo il sospetto che il governo Monti stia lanciando un avviso al Paese dicendo: cari tassisti, cari camionisti, cari pescatori, cari italiani datevi una regolata, qui bisogna salvare prima il Paese, quindi andate a lavorare, lasciate da parte le proteste, se ci sono diritti da salvaguardare saranno i vostri legali a vostre spese a dirimerli. Ma nel frattempo - comunque - vi sbattiamo in galera”.
Il pensiero di Giorno non si allontana di molto da quello espresso da Leonardo Capella, un consigliere comunale eletto in una lista civica di Meana di Susa: “Il Procuratore Capo di Torino Giancarlo Caselli è sempre pronto ad agire rapidamente quando si tratta di andare contro chi è contrario all’alta velocità. La lotta, comunque, andrà avanti e la nostra base sarà sempre rappresentata dai non violenti”. Il fermo di Fissore e di altri 26 attivisti non abbassa la guardia dei No Tav. “Esprimere un parere su un momento così convulso sarebbe un po’ come riuscire a commentare in diretta quanto è avvenuto davanti a Montecitorio quando i pescatori hanno visto la polizia sollevare i manganelli contro di loro. Hanno reagito è basta”, commenta.
In Val di Susa, gli arresti più che rabbia hanno prodotto sgomento. “Non abbiamo subito violenza fisiche, senza dubbio siamo però di fronte a una violenza psicologica molto forte, mirata", spiega ancora Giorno. La cronaca della giornata da parte del socio del No Tav è angosciante. “Sono stato svegliato alle 6.30 da una telefonata che mi avvertiva che stavano arrestando Fissore, un uomo che in tutte le occasioni di scontro ha svolto un ruolo da paciere”, spiega. Gli inquirenti dalle 6.00 del mattino stanno rovistando nell’abitazione del consigliere. “Frugare fra le cose di Fissore potrebbe anche essere lecito, non ci sta invece che quest’azione sia un corollario legato al suo arresto”.
Il gruppo di Giorno è stato il primo a giungere Villar Focchiardo. “Abbiamo così assistito all’arresto, allo svolgersi delle ultime fasi della perquisizione e al sequestro di alcuni oggetti ritenuti corpi di reato”. Nel paesino della Val di Susa è stato utilizzato "lo stesso rituale utilizzato da tutte le forze dell’ordine quando si eseguono blitz contro ‘ndrangheta, mafia o bande armate". Che cosa hanno sequestrato gli inquirenti? “Cose ridicole: gli abiti che Fissore indossava durante le manifestazioni, la stampella con cui il 27 di giugno dello scorso anno avrebbe ferito ben quattro agenti con un colpo solo”.
La reazione degli abitanti della zona è stata composta: i No Tav si sono riuniti spontaneamente in assemblea nella villa comunale di Villar Focchiardo resa agibile dal sindaco.”Il primo cittadino ha detto che il Comune intende solidarizzare con il suo consigliere”. Inoltre, sempre spontaneamente, il gruppo anti alta velocità si è riunito nel presidio, ormai storico, di Vaie, dove “abbiamo indetto una conferenza stampa per spiegare il nostro punto di vista”, spiega Capella. Stasera ci sarà una fiaccolata. Si sta occupando della vicenda anche Giorgio Cremaschi, gli operai di Fincantieri e gli esponenti di un movimento sardo”.
26 gennaio 2012