Il "caso Ruby", l'ultimo scandalo che ha investito Silvio Berlusconi, appassiona non poco i media francesi. Largo spazio è dedicato alle ragazze dedite al "bungà bungà" (così pronunciato Oltralpe) nelle residenze del presidente del Consiglio, più che alle ricadute in termini politici. Alberto Mattioli, inviato de La Stampa a Parigi, spiega a Tiscali Notizie perché fiumi di inchiosto scorrono sulle ultime vicende del premier italiano.
Mattioli, che lettura danno i media francesi della vicenda Ruby?
"La stampa francese si sta occupando molto di questo caso. Giovedì Le Monde ha dedicato una pagina intera al caso, raccontato dettagliatamente dal corrispondente da Roma, Philippe Ridet. Lo stesso hanno fatto gli altri giornali e lo stesso fanno con molta assiduità le televisioni, specie quelle di informazione continua. L'equivalente francese di Sky Tg24, per esempio, segue la vicenda del "bungà" con spazi molto ampi. Naturalmente per noi italiani è uno sputtanamento colossale".
L'immagine dell'Italia all'estero è "compromessa", come sostengono in molti?
"Faccio un esempio. Sabato e domenica passati sono stato al congresso del Front National di Le Pen a Tours, dove c'erano tutti i colleghi francesi che seguono la politica. Quando dicevo che ero italiano tutti a chiedertmi di Berlusconi, Ruby, bunga bunga, eccetera. Devo dire che l'atteggiamento è più divertito che indignato".
In che senso?
"In Francia c'è una lunghissima tradizione di scandali sessuali dei potenti. Una tradizione molto antica che risale alla monarchia, madame de Maintenon, madame de Pompadour, madame Du Barry, che si è mantenuta anche con la repubblica, compresa la Quinta. Ci sono stati molti pettegolezzi per esempio su Giscard D'Estaing, moltissimi su Jacques Chirac. E ancora su Mitterrand che come tutti sanno aveva una doppia famiglia segreta che è saltata fuori solo alla morte. Quindi diciamo che in Francia c'è una certa tolleranza nei confronti delle vicende di letto dei politici. Tanto che lo stesso Le Pen quando gli ho chiesto cosa pensasse di Berlusconi, ridendo, ha detto che in Francia è successo anche di peggio. Racconto un aneddoto divertente".
Prego.
"Durante la Terza repubblica, Felix Faure ebbe un infarto per un eccesso di afrodisiaci mentre la sua amante gli stava praticando una fellatio. Lo scandalo fu grande anche perché lui, da morto, rimase in erezione, con l'imbarazzo di tutti".
Le vicende di Berlusconi suscitano insomma ilarità. Nessuna censura?
"C'è l'altra faccia della medaglia. Da una parte ammirazione per singole cose, singole persone, per lo stile di vita italiano, la moda, l'arte, la bellezza. L'Italia è il Paese che ha dato più bellezza al mondo. Ma contemporaneamente c'è una radicata disistima e totale indifferenza per l'Italia in quanto Stato. Cioè l'Italia non conta. E' considerato anormale, ma ci stupirebbe molto di più se le cose che fa Berlusconi le facesse un primo ministro tedesco come la Merkel. Quindi da un lato questo atteggiamento più divertito che indignato, dall'altro però sotto sotto c'è il fatto che l'Italia non sia da prendere molto sul serio".
In tempo di crisi economica, di crisi dell'euro, la stampa francese ha la percezione che le vicende politiche interne italiane possano avere ripercussioni a livello comunitario?
"Non credo. Finora la stampa francese racconta i fatti, magari facendosi quattro risate. Ma ripeto: ciò che succede in Italia a livello politico non viene recepito come importante a livello internazionale. I francesi hanno una spiccata attenzione per quello che succede in Germania, il loro punto di riferimento in Europa. L'Italia è il paese delle vacanze, non un partner politico importante".
C'è qualche giornale che, dopo quest'ultimo scandalo, vede più vicina la caduta di Berlusconi?
"Sì, soprattutto dopo la presa di posizione vaticana a cui è stato dato grande risalto. Questo è un segnale che ha colpito molto i media. Però, come scriveva ieri Ridet su Le Monde, Berlusconi è stato dato per morto talmente tante volte che bisogna essere molto cauti. Certamente Berlusconi è un personaggio che in questo Paese, dove l'intellighenzia, gli intellettuali, sono generalmente posizionati a sinistra, non è che piaccia tanto. Però, insisto, in generale viene considerata l'ennesima maschera italiana. Anche Mussolini - paragone improponibile da un punto di vista storico ma attinente - si incavolava moltissimo perché i giornali francesi non lo prendevano sul serio. Veniva considerato un 're di cartapesta', secondo la definizione che veniva data del povero Duce. Per capirci: ieri come oggi dall'Italia non ci si aspetta la serietà purtroppo".
All'interno della comunità italiana in Francia qual è il clima?
"Si tenga presente che le teste pensanti della comunità italiana sono antiberlusconiane da sempre. L'altro giorno Le Monde ha fatto una pagina intera scritta da Antonio Tabucchi che attaccava quegli scrittori di ineccepibili credenziali di sinistra sul caso Battisti dicendo: 'voi non avete fiducia nella magistratura italiana quindi vi comportate come Berlusconi'. Come dire: 'siete più berlusconiani di Berlusconi senza saperlo'. Credo che purtroppo le classi dirigenti italiane non abbiano mai saputo far fronte comune all'estero per difendere l'immagine sinistrata del Paese. Per cui gli intellettuali italiani residenti in Francia, Tabucchi, Barbarta Spinelli, Corrado Augias, per dirne alcuni sono tutti antiberlusconiani. Cosa fai se sei cittadino di un Paese il cui primo ministro è sui giornali di tutto il mondo perché fa il bunga bunga? E' chiaramente imbarazzante".
21 gennaio 2011