Paul Ryan correrà come vicepresidente di Mitt Romney Paul Ryan correrà come vicepresidente di Mitt Romney 
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Usa 2012: Paul Ryan conquista i delegati repubblicani attaccando Barack Obama: "Non ha leadership"

Paul Ryan ha accettato la nomination per correre come vicepresidente di Mitt Romney, che il 6 novembre sfiderà Barack Obama per la Casa Bianca. Lo ha fatto in modo trionfale, con un discorso partito sottotono e diventato man mano trascinante, davanti a un pubblico in tripudio che lo ha più volte interrotto con applausi e standing ovation (breve interruzione anche da parte di alcuni manifestanti a favore del Medicare, accompagnati fuori dal palazzetto). "Rispondo alla chiamata della mia generazione per dare ai nostri figli l'America che è stata data a noi, con opportunità per i giovani e sicurezza per gli anziani", ha detto il deputato del Wysconsin alla platea della convention repubblicana di Tampa. Parole che hanno riecheggiato "la chiamata" di cui aveva parlato John F. Kennedy nel discorso inaugurale della sua presidenza del 1961.
Ryan: Obama comunica poco - Il suo discorso, nei contenuti, è stato quello che ci si aspettava, innanzi tutto attacchi senza quartire a Barack Obama. "L'unica cosa che gli è rimasta è la paura, vi ha traditi, ha fallito, la sua presidenza è iniziata con una crisi finanziaria e finirà con una crisi finanziaria". Obama, ha detto Ryan, sostiene che "il suo errore è stato comunicare poco, non è comunicazione che manca, è capacità di leadership, dopo quattro anni non è ancora capace di prendersi le sue responsabilità". Poi sono arrivati i tanti, tantissimi, elogi all'ex governatore del Massachusetts, per tirargli la volata in vista degli scontri diretti con Obama, durante i dibattiti e poi alle urne. "Il nostro candidato è pronto, si è preparato tutta la vita a questo momento, per affrontare le sfide in un modo serio, senza scuse e mezzi termini. Dopo quattro anni, l'America ha bisogno di una svolta e l'uomo giusto per darla è Mitt Romney".
Abrogazione Obamacare  - Ryan ha poi ripercorso le promesse elettorali di Romney, a partire dall'abrogazione dell'Obamacare, la riforma delle sanità fortemente voluta e varata da Barack Obama. "Abbiamo un piano solido per la classe media, con l'obiettivo di creare 12 milioni di nuovi posti di lavoro nei prossimi quattro anni", ha detto Ryan, ricordando che, come diceva suo padre, "si può essere parte del problema o lavorare alla sua soluzione, l'attuale amministrazione ha fatto la sua scelta, noi faremo la nostra". Proprio nominando il padre Ryan si è quasi commosso, ma è alla madre, in platea, che ha rivolto il suo tributo: "il suo lavoro mi ha dato speranza, è il mio modello".
Applausi scroscianti - Interrotto varie volte dagli applausi scroscianti del pubblico, Ryan è apparso sicuro e deciso, il personaggio carismatico che serve per unire le varie anime del partito repubblicano: "il diritto che fa tutta la differenza è il diritto di scegliere i propri leader", ha detto, "e questo è l'impegno che prendiamo: non ci tireremo indietro davanti alle questioni difficili, guideremo il Paese. Non passeremo quattro anni ad accusare gli altri, ci assumeremo responsabilità, il lavoro sarà duro, ma insieme ce la possiamo fare". E Ryan è convinto che lui e Romney ce la faranno nonostante le differenze: "siamo di due generazioni diverse, siamo diversi, ma non sulle cose che contano".
30 agosto 2012
Redazione Tiscali
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