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Siria, per tre milioni di abitanti è emergenza cibo. Panetta ad Amman per discutere dei rifugiati

E’ partita l’emergenza cibo per i cittadini siriani. Tre milioni di abitanti hanno bisogno di derrate alimentari e aiuti per la sussistenza: è quanto ha fatto sapere la Fao, l'Organizzazione Onu per l'Alimentazione e l'Agricoltura, citando un sondaggio delle Nazioni Unite e del governo siriano. Secondo i dati in possesso della Fao, di questi tre milioni di persone, almeno un milione e mezzo "ha bisogno urgente e immediato di assistenza alimentare per i prossimi 3-6 mesi, specialmente in aree maggiormente interessate dal conflitto e dai movimenti della popolazione" civile.
Panetta ad Amman per discutere della situazione in Siria – Anche per questo il segretario americano alla Difesa, Leon Panetta, è giunto ad Amman, per discutere con re Abdallah II del conflitto in Siria e dell'afflusso di rifugiati in Giordania. "I nostri due Paesi sono preoccupati per la situazione in Siria e per l'impatto che rischia di avere sulla stabilità della regione", ha confidato alla stampa il capo del Pentagono prima di arrivare nel regno hashemita per una visita lampo, ultima tappa di un viaggio che lo ha portato in Tunisia, in Egitto e in Israele. Gli Stati Uniti "collaborano strettamente" con i giordani per fornire assistenza umanitaria a circa 150.000 siriani che hanno trovato rifugio in Giordania, ha affermato Panetta, ringraziando le autorità per aver "lasciato la frontiera aperta ai siriani in fuga dalle violenze". Secondo Panetta, il Pentagono "ha raggiunto un livello di cooperazione senza precedenti con l'esercito giordano", che potrebbe rivelarsi utile per far fronte alla situazione in Siria.
Aperto un nuovo campo profughi a Mafrag - Un primo campo di rifugiati, in grado di accogliere fino a 120.000 persone, è stato aperto domenica a Mafraq, nei pressi della frontiera siriana, permettendo all'Organizzazione internazionale per le migrazioni di cominciare a trasferirvi i rifugiati che fino ad oggi erano in centri di transito. Più di 276.000 siriani hanno lasciato il Paese dall'inizio della rivolta nel marzo 2011, riparando prevalentemente in Giordania, Turchia e in Libano, secondo l'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu. Diversi incidenti si sono verificati negli ultimi giorni alla frontiera fra Siria e Giordania; uno dei più gravi venerdì quando un bambino di tre anni è stato ucciso da soldati siriani mentre tentava di passare in Giordania con la famiglia
La Turchia lavora per allargare i suoi campi - La Turchia sta lavorando per ampliare la capienza dei campi profughi vicino al confine siriano e raggiungere le 100mila unità, in attesa di una nuova, grande ondata di profughi se i ribelli dovessero perdere la battaglia per il controllo di Aleppo contro l'esercito del presidente Bashar al Assad. Lo scrive il quotidiano Hurriyet, specificando che i lavori termineranno nelle prossime tre settimane e che cinque nuovi campi di accoglienza verranno costruiti nelle località dell'est e del sud-est della Turchia, più vicine al confine con la Siria. In particolare, i nuovi campi sorgeranno a Gaziantep, Kahramanmaras e Osmaniye, per una capienza totale di 50mila posti che si andranno a sommare altri altri 50mila già disponibili e in gran parte occupati. Stando a quanto spiegano i media turchi, migliaia di persone sono nascoste nelle aree rurali oltre il confine, ma potrebbero decidere di riparare in Turchia se il regime vincerà la battaglia contro i ribelli. La Turchia fino a questo momento ha allestito otto campi di container e tende e ospita circa 44mila persone.
Mezzi militari turchi vicini al confine siriano - Ankara ha cominciato da un mese ad ammassare mezzi militari al confine siriano. La preoccupazione dichiarata è l'avanzata dei ribelli curdi in molte città del nord della Siria, con cui la Turchia divide un confine lungo circa 900 chilometri. Almeno cinque di queste città sono finite sotto il controllo del PYD, il Partito di unione democratica, braccio siriano della ribellione curda. Ed è di oggi la notiz,a diffusa dai media turchi, del rapimento ad Aleppo di due giornalisti di Anakra ad opera del PYD. Il timore del governo turco è che si venga a creare una situazione sul modello di quella in atto al confine iracheno, con cellule dell'organizzazione separatista turca del Pkk che trovano rifugio oltre confine, attraversando la frontiera per le operazioni di guerriglia.
Un comunicato contro il terrorismo - Per questo, ieri, il ministro degli Esteri della Mezzaluna, Ahmet Davutoglu, si è recato a Irbil, dove ha incontrato il presidente della Regione autonoma curda irachena Massoud Barzani. Dopo la fine dell'incontro è stato pubblicato un comunicato stampa, nel quale si legge che "la nuova Siria dovrà essere libera da qualsiasi gruppo estremista o terrorista" e che "ogni tentativo di sfruttare il vuoto di potere da parte di gruppo od organizzazioni violente sarà considerato una "minaccia comune".
 
02 agosto 2012
Redazione Tiscali
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