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Strage di Denver: Barack Obama incontra i familiari delle vittime

Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama si reca ad Aurora, in Colorado, per incontrare i familiari delle vittime della strage del cinema, con almeno 12 morti ed una cinquantina di feriti durante la prima proiezione del nuovo film di Batman, nella notte tra giovedì e venerdì. Come informna la Casa Bianca, il presidente è atteso nella città alla periferia di Denver intorno alle 15:40 locali (le 23:40 italiane) e si fermerà ad Aurora poco meno di tre ore, prima di volare alla volta di San Francisco, in California.
Le 12 vittime della strage sono state tutte identificate, dopo che le autopsie sono state effettuate su tutti i corpi. "La causa della morte per tutti i casi è legata a ferite da arma da fuoco" , si legge nel referto del medico legale della contea di Arapahoe. Nel pomeriggio di sabato, dopo avere disinnescato uno o più ordigni con una esplosione controllata, gi artificieri sono riusciti a rimuovere tutti gli esplosivi che si trovavano nell'appartamento di James Holmes, 24 anni, l'autore del massacro del cinema, pronto a fare una nuova strage.
 Il killer, che comparirà in tribunale lunedì, si trova attualmente in un cellula di isolamento, per garantire la sua stessa sicurezza, nel timore che possa suicidarsi. Poche ore dopo che il quartiere era stato evacuato, i residenti dell'area circostante all'abitazione di Holmes, sono stati autorizzati a tornare nei loro appartamenti. Quello di Holmes rimane però vuoto, con ancora oggi gli inquirenti alla ricerca di altre prove ed indizi. Le autorità stanno continuando a raccogliere prove, e hanno provveduto a sostituire i vetri rotti delle finestre con sacchi di plastica scuri, per evitare che si veda all'interno.
Nei pochi minuti prima della copertura delle finestre, si era intravisto un uomo con una t-shirt Atf (Alcol, tobacco and firearms) che misurava un poster appeso a un armadio in cui veniva pubblicizzato un dvd dal titolo 'Soldiers of Misfortune'. Il poster ritraeva diverse figure che simulavano combattimenti, alcune di loro con maschere come lo stesso killer all'interno del cinema della morte. In serata, come scrive la Reuters, è in programma una veglia di fronte al municipio di Aurora, convocata per le 18:30 locali, la mezzanotte e mezza italiana di domani. E' stata organizzata dai leader religiosi e della società civile locale.
Il "fantasma di Denver" non era su Facebook - James Holmes, il 'fantasma di Denver'. Così lo hanno ribattezzato i cronisti americani che da due giorni, per saperne di più sulla vita del killer del cinema di Aurora, battono palmo a palmo i luoghi che ha frequentato negli ultimi tempi. Ma invano. Sembra che questo brillante studente, con la faccia sveglia ma di poche parole, non abbia lasciato alcuna traccia. Ed è incredibile, per un ragazzo della sua età in America, scoprire che non avesse un profilo su Facebook, su Twitter e nemmeno su altri social network. Pare che nessuno abbia avuto con lui alcun contatto umano, nessuno in questi ultimi mesi gli abbia mai rivolto la parola. Malgrado gli appelli, in questi giorni di indagini febbrili, non è spuntato nessuno che potesse spiegare cosa è accaduto nella sua mente, da quando ha abbandonato il Phd e ha cominciato a ordinare materiale on-line, chiuso in casa, dove ha preparato con estrema precisione il suo freddo disegno di morte. Le caratteristiche del luogo, del resto hanno favorito questa sorta di isolamento malato. In questo alienante spicchio di Colorado, così come capita ovunque nella sterminata periferia americana, si può fare tutto senza scendere dalla macchina. Ad Aurora, a mezz'ora appena da Denver, ci sono solo centri commerciali, negozi. Le case sono raccolte in complessi anonimi, isolati. Date le distanze, nessuno cammina. E poi anche volendo, non ci sono strade normali, ma solo autostrade. Se uno vuole un caffé, mangiare un hamburger, o prelevare dei soldi dal bancomat, lo può fare tranquillamente rimanendo seduti in auto. Basta affiancarsi a qualche fast food, o Starbucks o Banca che abbia il servizio al cliente. Lì si trova un' impiegata, sorridente per contratto, che serve direttamente attraverso il finestrino dell'auto. Ciò ovviamente non significa che siano tutti potenziali serial killer, tuttavia qui la diffusione di armi è enorme. E tra Columbine e il Cinema Century 16 ci sono solo 33 km.
22 luglio 2012
Redazione Tiscali
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