Julian Assange (Ansa) Julian Assange (Ansa) 
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Assange, l'Ecuador valuta la richiesta di asilo politico. Ma Londra lo vuole arrestare

Scotland Yard ora può arrestarlo alla prima occasione. Julian Assange, il capo di WikiLeaks, ha infatti infranto le condizioni della sua libertà su cauzione stabilite dai magistrati britannici. Uno scherzetto che potrebbe costare molto caro - oltre 200mila sterline - ai sostenitori del fondatore del sito antisegreti: l'ingente somma, depositata a garanzia dell'ex hacker australiano, potrebbe essere sequestrata dal tribunale. E tutto (forse) invano. Un funzionario del ministero degli Esteri ha infatti spiegato che sì, fin tanto che Assange resta all'interno delle mura dell'ambasciata ecuadoregna - dove si è clamorosamente rifugiato chiedendo asilo politico - la polizia non può arrestarlo.
Non può essere arrestato - Il principio vale anche se si trova "a bordo di un'automobile consolare", presumibilmente in viaggio verso l'aeroporto. "A un certo punto però dovrà scendere e allora si troverà su suolo britannico: e gli agenti lo prenderanno in custodia". Oggi il governo di Quito - per bocca del suo ministro degli Esteri Ricardo Patino - ha preso tempo: l'Ecuador sta "analizzando" la richiesta di asilo politico di Assange, "ma non abbiamo termini per definire una risposta". E tuttavia fonti di stampa locali affermano che la concessione dell'asilo é praticamente decisa ed "é solo una questione di ore". Ma a meno che manovre politiche di altissimo bordo non prendano il sopravvento, le autorità britanniche sembrano determinate a non mollare il colpo. L'interessato, però, fa spallucce.
"L'ho trovato di buon umore" - Ha detto Gavin MacFayden, direttore del Centre for Investigative Journalism della londinese City University e sostenitore della prima ora, dopo una breve visita. "La generosità che gli dimostra il personale dell'ambasciata è impressionante e commovente". Anche Vaughan Smith, proprietario del Frontline Club e ospite di Assange per quasi un anno, non gli ha fatto negare la sua simpatia. "Lo conosco bene e so che teme per la sua vita. Ha paura che se andrà in Svezia verrà poi spedito in America e basta vedere il trattamento riservato a Bradley Manning per capire perché ha ragione ad aver paura". Detto questo, non tutti i suoi sostenitori sono inamovibili nelle loro posizioni. Jemima Khan, l'ereditiera e giornalista che ha contribuito - non si sa quanto - al fondo di garanzia per la cauzione, si è infatti detta su Twitter "sorpresa come tutti da questa scelta". "Mi aspettavo - ha scritto incalzata dal Guardian - che avrebbe affrontato le accuse".
Verso l'asilo politico? - Intanto, mentre il governo guidato dal presidente Rafael Correa valuta la richiesta di asilo politico, davanti all'ambasciata si è riunito il solito gruppetto di 'duri a morire' armati dei cartelli 'Free Assange' d'ordinanza. In mattinata c'erano anche diversi agenti di Scotland Yard a tenere d'occhio la situazione. Il limite per il ricorso alla Corte dei Diritti Umani, l'ultimo appello possibile per evitare l'estradizione in Svezia, dove due donne lo accusano di molestie sessuali, sarebbe scaduto il prossimo 28 giugno. Inutile dire che ora quell'ipotesi pare tramontata del tutto.
20 giugno 2012
Redazione Tiscali
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