Francois Hollande con José Manuel Barroso Francois Hollande con José Manuel Barroso 
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Forte del nuovo vento che soffia da Parigi, il presidente della Commissione Ue ha rivolto un appello agli stati membri a non lasciarsi scappare questa occasione per rilanciare un'azione per la crescita in Europa, mentre il presidente del Consiglio Herman van Rompuy ha convocato per il 23 maggio i leader europei ad un vertice informale interamente consacrato alla ripresa economica e alla creazione di posti di lavoro. "Sono estremamente soddisfatto di vedere che c'è un nuovo impulso tra gli stati membri a fare ripartire il motore della crescita", ha detto Barroso con un chiaro riferimento alle priorità dichiarate del nuovo presidente socialista francese. Barroso vede in Hollande un alleato prezioso per imporre a livello europeo il tema della crescita insieme a quello del consolidamento dei bilanci, contro le reticenze della Germania ad abbandonare la linea dell'austerità a senso unico.
Angela Merkel non sembra disposta a mollare troppo. La cancelliera ha dichiarato che il 'fiscal compact' (il nuovo trattato che impone il pareggio di bilancio) non è rinegoziabile e oggi nel suo messaggio di congratulazioni ha ricordato ad Hollande che vanno prese "le decisioni necessarie per l'Ue e per l'Eurozona". La Merkel ha poi dichiarato che Berlino vuole lavorare con Parigi per un'intesa sulla crescita, ribadendo però di essere contraria ad una crescita "finanziata con prestiti, che alimenti fuochi di paglia".
Da Roma il premier Mario Monti ha "esortato" la Commissione Ue ad avere "un ruolo molto attivo di trascinamento" in Europa perché - ha ammonito - "non possiamo più solo studiare in vista di misure per la crescita", ma bisogna agire. Monti è tornato a chiedere di rivedere le regole contabili comunitarie sui debiti della pubblica amministrazione verso le imprese, prima dell'entrata in vigore del Fiscal compact. Per il commissario Ue agli affari monetari Olli Rehn, "il dibattito consolidamento contro crescita è un falso dibattito" perché "nel momento attuale di bassa crescita e alti deficit non abbiamo possibilità di scegliere: dobbiamo seguire entrambi simultaneamente".
D'accordo Barroso per il quale "è completamente irresponsabile pensare che si possa finanziare la crescita aumentando i deficit". Barroso ha messo in guardia i paesi che sono sotto programma di aiuto, in particolare la Grecia: "l'unica alternativa al consolidamento di bilancio è il default". Bruxelles non entra nel merito dei negoziati per la formazione del nuovo governo in Grecia ma si aspetta che "le riforme vengano appoggiate". Netto anche il messaggio inviato alla Spagna che deve rispettare l'impegno di rientro del deficit e fare le riforme necessarie. L'appello a non abbandonare ora la linea della stabilità è rivolto a tutti i paesi che hanno "livelli di debito astronomici", quindi anche all'Italia. In questi paesi - ha detto Barroso - sono necessari "aggiustamenti dolorosi e riforme coraggiose" perché "non ci sono ricette miracolose" e "sarebbe demagogico e non serio rilassarsi".
Per favorire la crescita in Italia "è necessario continuare lo sforzo di risanamento del bilancio sul lato della spesa, ma anche sul lato del gettito fiscale" arrivando ad una "rimodulazione del sistema tributario, assicurando una maggiore equità fiscale, che è fattore di equità sociale", ha poi detto Rehn, parlando a Roma. La ricetta di Bruxelles per una crescita sostenibile è basata su investimenti mirati e riforme strutturali. Gli ingredienti fondamentali sono i 'project-bond', che Barroso chiede di approvare al vertice Ue di fine giugno, e la ricapitalizzazione della Bei a 10 miliardi di euro per avviare un ciclo virtuoso di finanziamenti.
08 maggio 2012
Redazione Tiscali
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