Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Ansa) Massimiliano Latorre e Salvatore Girone (Ansa) 
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India: la giurisdizione è nostra. Via libera agli indennizzi alle famiglie dei pescatori. Ma i marò restano in carcere

Il caso dei due marò detenuti nel Kerala "rientra nella giurisdizione indiana". E' questa la linea che il governo di New Delhi ribadirà davanti alla Corte Suprema, chiamata a decidere sulla costituzionalità dell'arresto dei militari italiani accusati di aver ucciso due pescatori indiani scambiandoli per pirati. "Il procedimento giudiziario" che riguarda Massimiliano Latorre e Salvatore Girone "andrà avanti, e fino a quando la Corte Suprema non deciderà altrimenti questo resterà il nostro punto di vista" ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri di Delhi, Syed Akbaruddin citato dall'agenzia PTI.
India: nostra giurisdizione - Ammettendo il ricorso presentato venerdì scorso dal governo italiano, i magistrati della Corte Suprema di New Delhi hanno ascoltato la posizione di Roma - sostenuta dal principe del foro indiano Harish Salve -, e hanno chiesto al governo federale e alle autorità del Kerala di presentare le loro contromemorie nella prossima udienza, fissata per l'8 maggio. Confermando che la linea dell'esecutivo indiano non cambia, il portavoce ha dichiarato: "Fino a quando non si deciderà e disporrà del caso diversamente, la nostra opinione è che la nostra giurisdizione si estenda alla detenzione" dei fucilieri. "Certo - ha aggiunto - possono esserci persone con diversi punti di vista". A chi gli chiedeva, durante una conferenza stampa, un commento sul risarcimento pagato dal governo italiano ai familiari dei pescatori uccisi, Akbaruddin ha ribattuto che non si è trattato di un accordo fra lo stato indiano e un altro stato. "Quindi - ha proseguito - non posso fare alcun commento".
Via libera all'indennizzo - Il governo italiano e le famiglie dei due pescatori indiani morti nell'incidente del 15 febbraio, che coinvolse i marò di scorta all'Enrica Lexie, hanno firmato un accordo extragiudiziale davanti all'Alta Corte del Kerala nella città di Kochi. "Abbiamo regolato la questione del risarcimento e firmato un accordo per ritirare la denunce dei familiari con il consenso dell'alta corte del Kerala" ha confermato all'Afp un avvocato dei parenti delle vittime, confermando che la cifra versata dal governo italiano a ogni famiglia è 10 milioni di rupie (all'incirca 145mila euro). Nell'edizione online, la Bbc ha precisato che il denaro sarà pagato direttamente alla vedova e i due figli di Valentine Jalastine (45 anni) e alle due sorelle del 25enne Ajesh Binki, i due uomini rimasti uccisi da colpi d'arma da fuoco mentre pescavano nelle acque dell'Oceano indiano. Settimana scorsa il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola aveva confermato l'offerta italiana ai familiari dei pescatori definendola "un atto di donazione, di generosità, ex gratia".
Napolitano: spero tornino presto - "Auspico che i nostri due marò possano tornare presto liberi in Italia". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano concludendo il suo intervento nell'incontro al Quirinale con gli esponenti delle associazioni combattentistiche e d'arma, i ministri Cancellieri e Di Paola, i rappresentanti dell'Anpi, il sindaco di Roma, il presidente della Provincia e la presidente della Regione, in occasione delle celebrazioni per il 25 aprile.
 
24 aprile 2012
Redazione Tiscali
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