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Flytilla: bloccati da Israele in tutta Europa attivisti filo-palestinesi indesiderati. Vauro: "Io non c'ero"

Grazie alla combinazione di energiche pressioni diplomatiche e di una forte mobilitazione delle proprie forze di sicurezza all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, Israele sta cercando in queste ore di bloccare l' iniziativa internazionale di mobilitazione chiamata 'Benvenuti in Palestina' ( Flytilla).

Erano previsti 1500 militanti - Gli organizzatori della manifestazione - che intendono evidenziare le difficoltà dei movimenti in zone da decenni sottoposte a occupazione militare - attendevano l'arrivo di 1.500 sostenitori da vari Paesi, per i quali hanno organizzato a Betlemme (Cisgiordania) una settimana di attività educative e sociali. Ma centinaia di militanti non sono riusciti a salire sui voli in partenza da Parigi, Bruxelles, Ginevra e Roma perché i loro nomi figuravano in 'liste nere' inoltrate dai servizi di sicurezza israeliani alle compagnie aeree.
Alcuni hanno superato i controlli - Malgrado il severo filtraggio ai check-in (che ha innescato anche manifestazioni di protesta) diversi attivisti sono riusciti egualmente a raggiungere l'aeroporto Ben Gurion dove fin dalla prima mattina sono in attesa oltre 600 agenti di sicurezza, per lo più in borghese. Secondo Radio Gerusalemme finora sono stati compiuti una dozzina di fermi per accertamenti. Cinque militanti sono stati ammessi in Israele, tre hanno ricevuto mandati di espulsioni, mentre per gli altri proseguono gli accertamenti.

Fermati 4 italiani: 2 espulsi - Sono quattro gli attivisti italiani fermati allo scalo di Tel Aviv. Due saranno rimpatriati nelle prossime ore. Degli altri due sappiamo solo che sono in stato di fermo". I due attivisti italiani rimpatriati sono due donne, Stefania Russo e Marie Moise, partite da Milano e Roma, ha aggiunto il coordinamento italiano della 'flytilla' sottolineando che "le due cittadine saranno rispedite in Italia domenica, coercitivamente, senza aver potuto neanche incontrare un funzionario di giustizia". Gli altri due italiani fermati - hanno ancora spiegato gli attivisti filo-palestinesi - sono due fratelli, Joshua e Valerio Evangelista, "due blogger, imbarcatisi a Kiev. Secondo le poche notizie a disposizione i due sarebbero bloccati al centro detentivo dell'aeroporto Ben Gurion, dove sarebbe in corso un interrogatorio". Due, infine, i membri della delegazione italiana della 'flytilla' che hanno superato i varchi dello scalo di Tel Aviv e che sono già entrati nei Territori. Entrambi sono partiti questa mattina da Fiumicino, in quanto non inseriti nella 'black list' che ha invece bloccato gli altri 7 membri del gruppo partito oggi da Roma.
Critiche al governo israeliano - Desta intanto polemiche una lettera, messa a punto da un funzionario dell'ufficio del primo ministro Benyamin Netanyahu, che invita gli attivisti in arrivo in Israele a dimostrare piuttosto per il rispetto dei diritti civili in Siria, in Iran e a Gaza. Su alcuni mezzi stampa israeliani si afferma in merito che per Israele sarebbe stato molto più saggio accogliere amichevolmente gli attivisti di 'Benvenuti in Palestina' ed aiutarli a raggiungere Betlemme senza impedimenti. Critiche respinte comunque dal ministro Ghilad Erdan (Likud) secondo cui "quelli non sono pacifisti, sono attivisti visceralmente anti-israeliani e forse anche antisemiti". Per cui, ha concluso, Israele ha deciso di bloccare il loro ingresso
Vauro: non ero nella lista nera - "Io nella lista nera?. Ma io non ero a Fiumicino, sono già a Gerusalemme, sono arrivato qui travestito da suora pellegrina". Così, con la consueta ironia, il vignettista Vauro Senesi, ha commentato all'ANSA l'inserimento del suo nome nella lista dei 7 italiani esclusi, "su direttiva dello Stato di Israele", dal volo di domenica mattina in partenza da Roma e diretto a Tel Aviv, dove la delegazione italiana avrebbe dovuto unirsi a centinaia di attivisti in partenza da tutta Europa per dar vita alla ' flytilla'. Il nome di Vauro figurava, assieme a quelli di altri 6 cittadini italiani, nella lista di persone per le quali era stato previsto il diniego d'imbarco. Il vignettista, tuttavia, per motivi di lavoro, non ha potuto presentarsi comunque allo scalo romano. "Mi sono travestito da serva del Signore e così ho aggirato i controlli. Si vede che il Mossad non è così efficiente", ha poi spiegato con una battuta Vauro, convinto che "il senso di queste manifestazioni sia dimostrare, comunque, che i palestinesi sono abbandonati dai governi ma non dalla società civile".
 
15 aprile 2012
Redazione Tiscali
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