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India, niente carcere: altri sette giorni di fermo per i due militari. Monti: "Impegnati ogni minuto"

I marò Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati di omicidio per la morte di due pescatori indiani, resteranno in stato di fermo per altri sette giorni e per ora non andranno in carcere. Lo ha stabilito la magistratura di Kollam. Intanto continua il pressing della diplomazia italiana nei confronti delle autorità di New Delhi mercoledì è apparso chiaro che Italia e India non hanno ancora trovato una soluzione ad una crisi diplomatica che nessuno dei due Paesi ha interesse a drammatizzare. Intanto, sempre oggi l'Alta corte del Kerala ha accolto la richiesta italiana di annullare le accuse mosse dalle autorità indiane contro i due marò, concedendo una settimana di tempo ai governi locale e centrale per presentare una loro contro-memoria.
Monti: "Il Governo è impegnato ogni minuto" - Dopo le parole del ministro degli Esteri Terzi, che mercoledì ha riferito in Senato, anche il premier tiene a sottolineare che l'esecutivo segue passo passo la vicenda. "Desidero assicurare le famiglie e la collettività - ha detto Monti - che il Governo è impegnato in tutte le sue articolazioni e in ogni minuto per consentire ai due fucilieri di Marina di sentire la vicinanza e di fruire della solidarietà concreta, attraverso ciò che ci proponiamo di conseguire per loro, della Repubblica italiana".
Intanto, il sottosegretario agli Esteri Sytaffan de Mistura si è recato oggi a Kochi per incontrare i due marò arrestati. Ha incontrato nella tarda serata di mercoledì il "chief minister" dello stato meridionale indiano del Kerala, Oomen Chandy, in merito alla vicenda dei due marò arrestati, non producendo apparentemente risultati concreti. Secondo quanto riporta oggi la televisione Ndtv, "la visita non è riuscita a sbloccare lo stallo tra India e Italia". Il politico ha ribadito alla delegazione la sua posizione, che è quella "che non c'é spazio per la diplomazia". Secondo la fonte, nell'incontro, avvenuto a Kottayam (75 km da Kochi) e durato circa un'ora, Chandy ha detto che i due pescatori "sono stati uccisi brutalmente" e che "non è disposto ad affrontare l'argomento di eventuali risarcimenti". Ha poi aggiunto che "non è il momento giusto" di incontrare le famiglie delle vittime.
Il numero due della Farnesina ha detto inoltre che l'Italia manterrà la sua posizione sulla giurisdizione nella acque internazionali e che l'incidente è avvenuto a 22,5 miglia nautiche dalla costa. In risposta a una domanda di una giornalista indiana sull'ipotesi di un risarcimento alle famiglie dei pescatori, De Mistura ha risposto che "capiamo il loro dolore e le loro difficolta" e "pensiamo che meritino assistenza".Ci potrebbe essere anche l'ipotesi che la polizia chieda ancora un'estensione dei termini perché la perquisizione della nave non è ancora avvenuta. Intanto però si viene a sapere oggi dai giornalisti indiani che un diplomatico della Farnesina ha incontrato il capo del commissariato locale per chiedere "una speciale sistemazione in carcere". La difesa ha chiesto il trasferimento nella prigione centrale del capoluogo di Trivandrum, più al riparo dalle manifestazioni anti italiane che si sono viste martedì a Kollam, dove vivevano i pescatori. Dopo il clamore mediatico dei giorni scorsi, le autorità hanno chiuso il filo diretto con la stampa.
C'è stato anche un giallo a proposito di una presunta mediazione dell'influente Chiesa locale, che ha origine antichissime, risalenti addirittura all'apostolo San Tommaso. In una dichiarazione, rilasciata all'agenzia Fides, poi in parte smentita, il neo cardinale di Kochi, George Alencherry, si era offerto di fare da paciere dicendo di avere contattato anche i ministri cattolici del governo keralese. "Non è vero, ha soltanto auspicato che si trovi una giusta soluzione", precisa Paul Thelakat, portavoce della chiesa di rito siro-malabarese, che dirige con le suore anche un bisettimanale e una grande tipografia. Un particolare non irrilevante, a questo proposito, é che il 22% dei 32 milioni di keralesi è cristiano, compresa una delle due vittime, e che proprio per questo era circolata la voce di un intervento del Vaticano.
23 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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