Afghanistan: ancora proteste per il rogo dei Corani, un militare afghano uccide due soldati americani
Almeno tre civili afghani e due militari americani - secondo fonti della sicurezza a Kabul - sono morti e decine di altre persone sono rimaste ferite oggi nella terza giornata di proteste causate in Afghanistan dalla distruzione di alcune copie del Corano da parte di militari della base americana di Bagram. La prima vittima è stata provocata in scontri avvenuti nel distretto di Khogyani della provincia orientale di Nangahar quando una folla adirata ha cercato di assaltare una base americana della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf, sotto comando Nato).
Nella vicina provincia di Laghman centinaia di persone hanno tentato un assalto al locale Gruppo di ricostruzione provinciale (Prt), provocando una reazione armata in cui un manifestante è stato ucciso. Un terzo civile, infine, ha perso la vita in scontri fra dimostranti e polizia nel'area di Shar-e-Jaded della provincia settentrionale di Baghlan. Da parte sua l'Isaf in un comunicato ha reso noto che due militari, che si è appreso da altra fonte sono di nazionalità americana, sono stati uccisi "da un individuo che indossava una uniforme dell'Esercito afghano nell'est del paese".
Tensione altassima in Afghanistan dopo le rivolte scoppiate ieri a seguito del rogo del Corano presso una base militare statunitense. I talebani hanno lanciato oggi un appello alla popolazione dello Stato orientale a uccidere i soldati stranieri. "Dovete attaccare con coraggio le basi dei soldati invasori, i loro convogli militari, ucciderli, catturarli, batterli e dare loro una lezione: che non devono osare mai più insultare il sacro Corano", hanno scritto in un comincato ottenuto dall'Agence France Presse.
"Dato che la protezione della vita e delle proprietà dei musulmani è dovere di tutti i musulmani, i manifestanti dovrebbero colpire gli invasori e le loro basi", aggiunge il comunicato. Il principale portavoce dei miliziani, Zabiullah Mujahid, ha però precisato che l'episodio non avrebbe influenzato il dialogo in corso con l'amministrazione americana in Qatar, destinato ad aumentare la fiducia reciproca per favorire uno scambio di prigionieri.
"Condanniamo la dissacrazione del Corano nei termini più duri, ma questa vicenda non influenzerà il processo in corso in Qatar". La protesta anti-americana è continuata per il terzo giorno consecutivo oggi, dopo che ieri nove dimostranti sono stati uccisi e dozzine feriti. Il ministero dell'Interno afgano ha accusato "guardie straniere di Camp Phoenix" di almeno una delle morti, ma la maggior parte delle vittime sono state uccise dalla polizia.
23 febbraio 2012
Redazione Tiscali
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