
Il premier greco Lucas Papademos
Grecia: c'è l'accordo sul piano di austerità ma l'intesa non basta per convincere l'Europa
Dopo lunghe trattative, i tre partiti politici che sostengono il governo di salvezza nazionale della Grecia hanno raggiunto un accordo sulle misure di austerità supplementari richieste da Ue e Fmi in cambio di nuovi aiuti. A darne conferma è lo stesso governo greco: "I negoziati tra il governo greco e la Troika si sono conclusi questa mattina con un esito positivo e i leader dei partiti hanno accettato il piano. L'intesa raggiunta non garantisce però lo sblocco degli aiuti da parte dell'Europa. Una conferma è arrivata da Jean Claude Juncker. "Non credo ci sarà una decisione finale sulla Grecia nella riunione di stasera dell'Eurogruppo, abbiamo molti elementi di cui discutere e questo non è un disastro" ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo. Anche Angela Merkel ha accolto freddamente l'intesa di Atene. Secondo il cancelliere tedesco la Grecia deve realizzare in fretta le riforme concordate con la troika. Ma dal governo greco ellenico arriva, per l'ennesima volta, una richiesta di aiuto. "Dopo lunghi negoziati abbiamo l'accordo per un programma forte di aiuti e un accordo con i creditori privati. Ora ci serve il sostegno politico dell'Eurogruppo per compiere il passo finale" ha detto il ministro dell'Economia greco Evangelos Venizelos entrando all'Eurogruppo
Rehn: devono farsi passi credibili sulle riforme - Ad Atene "é stato trovato un accordo a livello di esperti" del governo e della troika, ma "ora tocca al governo e al parlamento convincere la Ue del loro impegno sulle riforme, con azioni e leggi", ha dichiarato il commissario europeo per gli Affari economici e monetari Olli Rehn. Per il commissario finlandese l'accordo raggiunto "é un passo avanti ma ci sono ancora molte decisioni da prendere".
Merkel: misure accettate su carta ma ancora irrealizzate - "Alcune misure urgentemente necessarie sono state accettate su carta, ma in gran parte restano ancora irrealizzate", ha detto Merkel in un'intervista che uscirà domani sul quotidiano Passauer Neue Presse. "Il debito pubblico greco deve essere ridotto al 120% del pil entro il 2020, in questo modo il Paese avrebbe con le proprie forze di nuovo una chance sui mercati", ha aggiunto. Secondo la politica cristianodemocratica la creazione di un conto speciale per la Grecia dove bloccare parte dei prestiti Ue e Fmi destinati a pagare gli interessi sul debito - idea recentemente avanzata da Francia e Germania - serve "a dire ai creditori della Grecia che il pagamento dei debiti procederà in maniera affidabile". Merkel ha anche espresso la propria comprensione per i greci, severamente colpiti dalle misure di risparmio: "So che le riforme necessarie per molti greci comportano duri tagli. E comprendo che coloro i quali personalmente non hanno causato la crisi del proprio Paese ora manifestino pacificamente". "La Grecia è membro dell'eurozona e tutti noi - ha concluso la cancelliera rinnovando il suo sostegno ad Atene affinché resti nella moneta unica.
Fmi: accordo partiti importante primo passo - L' accordo raggiunto dai partiti della coalizione del governo greco sulle misure di austerità "é un primo importante passo", a cui dovrà seguire la discussione con le altre parti coinvolte. Lo ha detto a Washington, Gerry Rice, capo delle pubbliche relazioni del Fondo Monetario Internazionale, spiegando che il direttore generale dell'Fmi Cristine Lagarde è stata informata direttamente dal premier greco Lucas Papademos dello sblocco dei negoziati ad Atene. La stessa Christine Lagarde ha ribadito lo stesso concetto entrando alla riunione dell'Eurogruppo: "E' un buon inizio, ma resta ancora molto da fare".
Si dimette viceministro greco del lavoro - Primi effetti del raggiunto accordo fra governo greco e partiti politici che lo sostengono con la troika. In apparente disaccordo con l'intesa con i creditori internazionai per ottenere il secondo pacchetto di aiuti da 130 miliardi di euro a discapito di lavoratori e pensionati, si è dimesso poco fa il vice ministro del Lavoro greco Yiannis Koutsoukous, deputato del socialista Pasok ed ex sindacalista della centrale Adedy che rappresenta i dipendenti statali. Lo ha riferito la Tv privata greca Mega senza però precisare i motivi alla base delle dimissioni.
Sull'accordo di Atene ha pesato nodo delle pensioni - A dividere le parti era stato il programma di tagli alle pensioni, in particolare quelle integrative. Dopo un incontro di quasi otto ore la scorsa notte, i leader dei tre partiti che sostengono il governo di Lucas Papademos avevano annunciato - come si legge in un comunicato del governo "un ampio accordo su tutti i punti del programma, salvo quello che riguarda il taglio alle pensioni".
Draghi non commenta ipotesi contributo taglio debiti Grecia - Il presidente della Bce non ha voluto commentare le ipotesi secondo cui l'istituzione potrebbe avere un ruolo diretto su uno dei nodi chiave dell'interminabile vicenda ellenica, quello delle trattative con i creditori privati sulla riduzione dei pagamenti effettivi dei titoli di Stato. "Non dirò nulla su questo", ha affermato durante la conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo, mentre ha spiegato di aver ricevuto una telefonata dal premier della Grecia che gli ha riferito che i partito politici che sostengono il suo esecutivo hanno raggiunto una intesa sulle nuove misure di austerità richieste.
Sindacati annunciano sciopero generale per venerdì - Intanto, per protestare contro le misure di austerità chieste da Ue ed Fmi in cambio della tranche di aiuti I due principali sindacati greci, l'Adedy (settore pubblico) e Gsee (privato) hanno proclamato uno sciopero generale di 48 ore a partire da venerdì.
09 febbraio 2012
Redazione Tiscali
Diventa fan di Tiscali su Facebook