Il pastore americano Terry Jones, che aveva minacciato di bruciare 200 copie del Corano in occasione dell'anniversario degli attentati alle Torri Gemelle di New York, ha detto oggi all'emittente Abc che non "ha intenzione di farlo". Il pastore aveva già fatto marcia indietro ieri, salvo poi dire che il rogo era stato solamente "sospeso". "Al momento non abbiamo intenzione di farlo", ha detto il pastore Jones rispondendo alla domanda se fosse per caso intenzionato ad andare avanti con il suo progetto, che ha già scatenato forti proteste nel mondo musulmano. Ieri aveva detto di aver fatto marcia indietro in cambio della promessa che il progetto per la costruzione di una moschea nei pressi di Ground Zero, a New York, avrebbe cambiato sito. Ma qualche ora dopo era tornato nuovamente sui suoi passi, dopo aver appreso che i responsabili del progetto della moschea hanno smentito di aver raggiunto un accordo con lui.
Jones aveva detto di aver avuto garanzie da parte di un imam di Orlando, Mohammed Musri, che l'imam Faisal Abdul Rauf, all'origine del progetto della moschea, sarebbe stato pronto a un accordo che l'avrebbe incontrato domani a New York per parlarne.
I due uomini hanno però smentito che sia stato raggiunto un accordo sullo spostamento del sito per la moschea. "Noi pensiamo che l'imam (Musri) manterrà la parola riguardo a quello che ci ha promesso ieri", ha quindi detto oggi il pastore all'ABC. "Noi pensiamo che la sua proposta sia ancora buona. E noi pensiamo che, come ha detto e promesso, domani incontreremo l'imam (Rauf) a New York".
La Cei: sarebbe atto nazista - Contro la controversa iniziativa sono scesi in campo anche i vescovi cattolici. "Bruciare un libro è sempre un atto sacrilego - ha detto monsignor Ambrogio Spreafico, Presidente della commissione Cei per l'evangelizzazione dei popoli e il dialogo fra le Chiese e vescovo di Frosinone -. Non dobbiamo dimenticare che la prima cosa che fecero i nazisti, con la Notte dei cristalli, fu quella di bruciare i Talmud, i libri dell'ebraismo. Per fortuna - ha aggiunto monsignor Spreafico - c'è stata un'opposizione chiara da parte di tutti, anche la Santa Sede è intervenuta. E' stata una rivolta dello spirito e dell'intelligenza. Quello di bruciare il Corano è "un atto contro la religione e le religioni - ha aggiunto il responsabile Cei - si tratta del gesto di un fanatico, di un piccolo gruppo che mette in pericolo la vita di centinaia di milioni di cristiani in tutto il mondo".
Esplode la rabbia degli islamici: un morto a Kabul - C'è un morto tra i migliaia di manifestanti che hanno protestato in Afghanistan, all'esterno di una base della Nato, contro l'iniziativa del pastore Jones che avrebbe dovuto aver luogo in concomitanza con il nono anniversario delle stragi dell'11 settembre. Lo sostiene la tv satellitare britannica Sky News, mentre France Presse parla di qualche poliziotto e di un dimostrante rimasti feriti in modo lieve. Un portavoce del governo nella provincia afgana di Badakhshan, riporta Sky News, ha indicato che una folla di manifestanti ha scagliato pietre contro una base Isaf - Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, la missione sotto comando Nato in Afghanistan - controllata da soldati tedeschi a Fayzabad. Il portavoce ha aggiunto che i militari hanno aperto il fuoco e ucciso un manifestante. La protesta in Afghanistan si estende in almeno cinque province dell'Afghanistan. Diverse centinaia di dimostranti si sono radunati nella parte nord di Kabul, mentre circa 2mila persone hanno marciato verso un edificio governativo a Farah. E proteste sono in corso anche a Badghis, nel nord-ovest, a Ghor e a Herat. Tensione anche in Pakistan. Circa 600 manifestanti si sono radunati nella città di Multan, nel centro del Paese, e bandiere americane sono state date alle fiamme.
Ahmadinejad: un "complotto sionista" - Lo riferisce la televisione di stato iraniana. "C'é un complotto sionista (...)", ha detto Ahmadinejad durante una riunione con i responsabili della Repubblica islamica alla presenza della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei. "Questo tipo di azioni accelererà la caduta e l'annientamento dei loro protettori che sono sull'orlo di scomparire" ha aggiunto.
La condanna di Karzai - "Abbiamo saputo che negli Stati Uniti un pastore ha deciso di profanare il Corano. - ha detto ancora Karzai - Ora, sebbene sembri che alla fine non lo farà, noi gli diciamo che non dovrebbero nemmeno pensarlo" di poter bruciare copie del Corano. Il pastore protestante della Florida Terry Jones, che minacciava di bruciare il Corano sabato prossimo per l'anniversario dell'11/9, non ha ancora rinunciato al suo progetto, nonostante le condanne arrivate da tutto il mondo (compresa quella di Obama). Ieri aveva annunciato che avrebbe annullato l'iniziativa, dopo avere ricevuto assicurazione che non sarebbe stata costruita una moschea nei pressi di Ground Zero. Poi però, quando responsabili del centro culturale islamico di New York hanno fatto sapere di non avere raggiunto alcun accordo, Jones si è detto "deluso" e "scioccato" e ha aggiunto "potremmo essere obbligati a rivedere la nostra decisione" di rinunciare al rogo del Corano.
Ucoii: Jones non rappresenta nessuno - Lo ha detto il presidente dell'Ucoii Izzedin Elzir a Firenze a margine della preghiera di fine Ramadan, riferendosi al reverendo Terry Jones, il pastore della Florida. "Questi gesti provocatori - ha detto Elzir - dobbiamo superarli con il dialogo, perché non abbiamo bisogno di fomentare l'odio, da una parte e dall'altra". "Il mondo islamico - ha proseguito Elzir - è un miliardo e mezzo di musulmani. Quando questi vedono un sacerdote che sta compiendo un atto così terribile, pensano che lui rappresenti il mondo occidentale ma noi che viviamo in occidente e dobbiamo essere il ponte tra oriente e occidente diciamo: non è vero, questa persona non rappresenta nessuno".
10 settembre 2010
Redazione Tiscali