Sakineh: scontro a "Unomattina" fra Diaco e l'ambasciatore iraniano

Anche in Italia il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani, la 43enne accusata di adulterio e di concorso nell’omicidio del marito, continua a far discutere e a provocare tensione con l’Iran. L’ultimo caso ha avuto per protagonista l'ambasciatore iraniano in Italia Seyed Mohammad Ali Hosseini, intervistato a Unomattina Estate da Pierluigi Diaco e Georgia Luzi.
Alla domanda di Diaco se come uomo non provasse vergogna di fronte all’idea che una donna possa morire per lapidazione, Hosseini ha parlato di un efferato omicidio e di una giusta condanna. A qual punto il giornalista ha obiettato che nelle democrazie occidentali chi commette gravi reati viene punito col carcere e non con la lapidazione.
L'ambasciatore non si è scomposto e ha risposto che “in Iran vige la totale indipendenza del potere giudiziario da quello politico. L'esecuzione della sentenza è stata sospesa ed è in corso il riesame del processo.” Ma poi ha aggiunto che “se l'Iran deve annullare la pena di morte a Sakineh, condannata per un grave reato, allora tutti i Paesi che hanno fatto pressioni sulle autorità iraniane dovrebbero liberare i propri detenuti”. Provocazione alla quale Diaco ha reagito affermando che il paragone non può reggere e chiudendo il collegamento con atteggiamento piuttosto infastidito.
09 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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