L'Interpol ha lanciato l’“allerta generale” ai suoi 188 paesi membri, mettendo in guardia contro la “forte possibilità di attacchi violenti”. Dalla sua sede a Lione, l'organizzazione di cooperazione fra le polizie lancia l'allarme su possibili attentati se un gruppo integralista cristiano americano porterà avanti il progetto di bruciare esemplari del Corano. “Uno dei principali compiti di Interpol è prevenire il crimine”, ha spiegato Ronald K. Noble, segretario generale dell'Interpol.
''Interpol - si legge in un comunicato - ha lanciato un'allerta globale ai suoi 188 paesi membri, su richiesta del ministro degli Interni pachistano, a causa della forte possibilità di attacchi violenti contro innocenti, se il progetto di un pastore negli Stati Uniti di bruciare esemplari del Corano si realizzerà''. ''Uno dei principali compiti di Interpol e' prevenire il crimine - ha spiegato Ronald K. Noble, segretario generale, citato nel comunicato - e quando siamo avvisati di una minaccia credibile alla sicurezza pubblica e' nostro dovere trasmettere l'informazione alle agenzie per il mantenimento dell'ordine nel mondo, affinchè prendano le misure appropriate''. ''Nonostante - aggiunge Noble - non siamo in possesso di alcun dettaglio particolare sulla forma che potrebbero prendere questi attacchi terroristici, e' chiaro che se il progetto di bruciare il Corano si realizzasse come previsto, ci saranno conseguenze tragiche, che potrebbero costare la vita a numerosi innocenti''.
Il pastore della Florida Terry Jones, che intende bruciare sabato un Corano nell'anniversario della strage dell'11/9, ha detto che un intervento delle autorità Usa potrebbe indurlo a cambiare idea. "Se lo facessero potrei essere indotto a riflettere sulla cosa - ha detto Jones al quotidiano USA Today - Non credo che potrei ignorare una loro richiesta". "Siamo preoccupati anche noi per le truppe e per i missionari - ha detto Jones - Il punto è che dobbiamo smettere di piegarci alla volontà altrui. In certe aree del nostro paese abbiamo perso la spina dorsale. Abbiamo fatto troppe concessioni". Alcuni accusano Jones, che guida una chiesa che ha solo una cinquantina di fedeli, di avere lanciato la provocazione del rogo del Corano solo per farsi pubblicità. Ma il pastore respinge l'accusa. "Non metterei mai la mia vita a repentaglio per una trovata pubblicitaria - ribatte - Ho ricevuto molte minacce di morte. Quando ho lanciato questa iniziativa non immaginavo certo che avrebbe ricevuto tanta attenzione".
Obama: un favore ad Al Qaeda - Il presidente interviene al programma "Good morning America" della Abc per chiedere al pastore battista, Terry Jones, di abbandonare il suo progetto di bruciare il Corano per il nono anniversario dell'11 settembre, perché sarebbe "una tombola per il reclutamento di al Qaeda. Per loro sarebbe come vincere alla lotteria". Il presidente degli Stati spera che il reverendo Terry Jones ascolti la gente che gli ha chiesto di abbandonare il suo progetto, definito "una trovata pubblicitaria" che avrebbe un effetto "distruttivo" e alimenterebbe il terrorismo. "In maniera molto pragmatica, voglio che comprenda che questa trovata pubblicitaria che si appresta a realizzare potrebbe mettere in pericolo i nostri ragazzi che indossano l'uniforme" ha dichiarato Obama, aggiungendo di temere "gravi violenze in Pakistan e Afghanistan". Obama ha inoltre aggiunto nell'intervista che quello che Jones propone "è completamente contrario ai valori americani. Questo Paese è stato costruito sulla libertà e la tolleranza religiosa".
I fondamentalisti: bruceremo le bandiere americane - Anjem Choudary è l'ex leader di Islam4UK, che è stato dichiarato fuorilegge dal governo britannico a gennaio", ha segnalato la tv satellitare britannica Sky News, "Sta invocando ora di bruciare bandiere statunitensi fuori dalle ambasciate americane, come risposta diretta a quello che il pastore Terry Jones sta organizzando in Florida. Afferma di aver parlato con i leader di altri gruppi islamici in Svizzera, Indonesia e altrove, che gli hanno garantito appoggio e proteste simili".
Tony Blair: bruciare il Corano è "irrispettoso e sbagliato" - L'ex primo ministro britannico Tony Blair, fondatore della Fondazione Faith per promuovere la comprensione tra le religioni dopo aver lasciato Downing Street, ha spiegato di "deplorare il gesto di bruciare il Corano". Si tratta, ha proseguito Blair, di qualcosa di "irrispettoso, sbagliato e che sarà ampiamente condannato da persone di tutte le confessioni. In nessun modo questo può rappresentare la visione di qualunque persona sensibile in occidente o in altre parti del mondo. Quanti vogliono provocare conflitti religiosi sono un numero esiguo ma spesso riescono a monopolizzare le prime pagine. Non si deve essere musulmani per condividere un sentimento di profonda preoccupazione per un modo così irrispettoso di trattare il testo sacro dell'islam".
Critiche all'iniziativa sono state inoltre rivolte dalla Casa Bianca, dal Vaticano e dal comandante delle forze internazionali in Afghanistan, il generale David Petraeus, che ha avvertito che potrebbe esporre a maggiori rischi i soldati statunitensi in missione all'estero. I sostenitori del pastore hanno cominciato a spedire copie del Corano da mettere al rogo a Gainsville, dove si trova il suo 'Dove World Outreach Centre'. Spiegando il suo progetto, Jones ha sottolineato che invece di "piegarci, forse è il momento di rialzare la testa. Forse è il momento di mandare un messaggio all'islam radicale, che noi non tollereremo il suo comportamento".
L'appello dell'Indonesia ad Obama - l presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha inviato una lettera oggi a Barack Obama, chiedendogli di adottare provvedimenti per impedire che il Corano sia bruciato ed evitare tensioni tra religioni. Lo ha indicato un portavoce della presidenza, Teuku Faizasyah. "Il progetto di bruciare il Corano suscita molte preoccupazioni perché ciò potrebbe scatenare un conflitto in ambito religioso", ha dichiarato il portavoce. La lettera è stata ricevuta dal governo americano, ha precisato. "In questa lettera, il presidente Yudhoyono scrive che l'Indonesia e gli Stati Uniti stanno costruendo un ponte tra mondo occidentale e islam. Se le copie del Corano fossero bruciate, questi sforzi sarebbero annientati", ha aggiunto il portavoce. La chiesa "Dove World Outreach Center" ha invitato a bruciare copie del Corano davanti ai suoi ingressi a Gainville, in Florida, nella data del nono anniversario delle stragi dell'11 settembre.
La reazione di Iraq e Pakistan - ll premier iracheno Nouri al Maliki ha condannato il progetto di un pastore americano di bruciare circa 200 copie del Corano, il libro sacro dei musulmani, l'11 settembre, in concomitanza con l'anniversario degli attentati terroristici negli Stati Uniti. Secondo al Maliki, questa iniziativa potrebbe essere utilizzata dagli estremisti islamici come un "pretesto" per commettere nuove violenze. Anche il presidente del Pakistan, Asif Ali Zardari, ha condannato il progetto di un pastore americano di bruciare il Corano. Zardari, in un comunicato diramato dal suo ufficio, ha parlato di iniziativa "abominevole" che rischierebbe di infiammare il mondo musulmano.
09 settembre 2010
Redazione Tiscali