
Un'immagine di Sakineh
Sakineh salva, l'Iran sospende l'esecuzione della condanna alla lapidazione
La sentenza di lapidazione contro Sakineh Ashtiani, la donna iraniana condannata a morte per adulterio su cui si è mobilitata l'opinione pubblica mondiale, è stata sospesa per un riesame del caso. Lo ha confermato oggi il portavoce del ministro degli Esteri Ramin Mehmanparast, che già ieri lo aveva indicato, attaccando i paesi occidentali e protestando contro quelle che aveva definito come "ingerenze".
"La sentenza sospesa già da giorni" - "La sentenza per adulterio sulla signora Ashtiani è stata sospesa e il caso è in corso di riesame, il giudizio su di lei per complicità nell'assassinio è in corso", ha detto Mehmanparast secondo quanto riportato dalla Cnn. Già una settimana fa, Mehmanparast aveva risposto alle pressioni internazionali sostenendo che la sentenza è in corso di riesame da diverse settimane. "In questo caso, l'attuazione della sentenza è stata bloccata ed è in via di riesame da parte del potere giudiziario", aveva detto il portavoce all'Agence France Presse lo scorso 28 agosto. Ahmad Fatemi, attivista iraniano del Comitato internazionale contro la lapidazione, interpellato al telefono da Apcom, ha spiegato che le dichiarazioni di oggi "sono cose vecchie", e che sul caso per il momento non ci sono novità di rilievo.
Risoluzione di condanna contro l'Iran del Parlamento europeo - La vicenda di Sakineh ha suscitato negli ultimi giorni numerose iniziative di solidarietà. Poco prima dell'annuncio di Teheran, ad esempio, il Parlamento europeo aveva approvato ll'unanimità una risoluzione che chiedeva proprio la revisione della condanna a morte per la donna e un processo giusto. Molti parlamentari sono arrivati in aula indossando magliette con l'immagine della donna. Nel testo si esprime "costernazione" perché l'Iran continua a essere uno dei pochi Paesi al mondo che mantiene la lapidazione e invita il Parlamento di Therean a vietare la pratica.
Inoltre su Zahra Bahrami, la donna con cittadinanza iraniana e olandese arrestata a Teheran nel dicembre scorso, con l'accusa di aver agito contro la sicurezza nazionale, gli europarlamentari chiedono che "sia immediatamente garantito l'accesso di un avvocato e assistenza consolare, che la donna sia rilasciata o che sia garantito un regolare processo e che l'Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune europea Catherine Ashton sollevi il caso con le autorità iraniane". Dopo aver espresso "grave costernazione" per il fatto che l'Iran sia uno dei pochi Paesi al mondo dove ancora esiste la pratica "crudele e disumana" della lapidazione, i deputati europei chiedono a Teheran anche di bloccare l'esecuzione del 18enne Ebrahim Hamidi, accusato di sodomia.
08 settembre 2010
Redazione Tiscali
