Barroso: "In Europa non c'è posto per xenofobia e razzismo". Sulla crisi: bene la ripresa, ma senza illusioni

Il messaggio è chiaro: in Europa non c'é posto per il razzismo e la xenofobia. Il monito arriva dal presidente della Commissione europea José Manuel Barroso durante il suo primo discorso sullo stato dell'Unione. "Su questioni così delicate - ha poi aggiunto Barroso accompagnato dagli applausi degli europarlamentari - tutti dobbiamo agire con sensibilità e non risvegliare i fantasmi del passato". Dopo aver ricordato che la costruzione di un'area di libertà, sicurezza e giustizia è un obiettivo "fondamentale" per l'Europa, Barroso ha sottolineato che "tutti i cittadini devono rispettare la legge e i governi devono rispettare i diritti umani, compresi quelli delle minoranze".
"Su questioni così sensibili si deve agire tutti con responsabilità". Lancio un forte appello - ha detto ancora Barroso - a non risvegliare i fantasmi del passato europeo". Gli immigrati regolari, per Barroso, troveranno un'Europa dove i valori umani sono rispettati e applicati. Ma contemporaneamente si agirà per combattere lo sfruttamento dell'immigrazione illegale. La Commissione, ha detto ancora Barroso, presenterà nuove proposte per il controllo delle frontiere esterne.
Sulla crisi: le prospettive economiche dell'Unione europea sono oggi "migliori rispetto a un anno fa" e "la ripresa sta guadagnando slancio", ma intervenendo a Strasburgo con la relazione dello stato dell'Unione il presidente della Commissione, Jose Manuel Barroso ha messo in guardia dal lasciarsi andare a "illusioni". "Chiaramente incertezze e rischi permangono", e non solo in seno all'Ue. "Il nostro lavoro non è finito - ha detto agli eurodeputati -. Non ci sono margini di autocompiacimento". E sebbene la ripresa abbia mostrato una recente accelerazione si mostra "disomogenea" tra le varie regioni dell'Ue.
Nel frattempo il tasso di disoccupazione "ha smesso di aumentare", tuttavia "resta troppo elevato", ha proseguito Barroso. Dopo i dati positivi sul Pil del secondo trimestre, in cui tutta l'Ue è stata trainata dallo scatto della Germania, ora secondo il presidente della Commissione "la crescita economica di quest'anno sarà superiore a quanto inzialmente previsto". Nel suo intervento, riportato in un comunicato della Commissione, il presidente elencato cinque grandi aree di intervento per l'Unione sul prossimo anno.
Cinque grandi sfide attendono l'Ue - "Fondamentalmente, prosegue Barroso, vedo cinque grandi sfide di fronte all'Unione sul prossimo anno". La prima consisterà nel continuare a gestire la crisi economica e sulla governance. Su questo punto la Commissione intende presentare le proposte di riforma che ritiene più urgenti già dal 29 settembre. Seconda area di intervento riguarda il "ristabilire la crescita dell'occupazione accelerando l'agenda di riforme dell'Europa sul 2020". Terzo bisogna "costruire una area di libertà, giustizia a sicurezza" e quarto vanno lanciati i negoziati per un moderno sistema di bilancio comunitario, ovvero il bilancio della stessa Ue.
Nella prima fase della crisi le misure di stimolo di hanno svolto il loro ruolo di contrasto alla contrazione dell'economia.
"Ma adesso è giunto il momento di uscire" da questa fase, ha detto Barosso. Ora bisogna puntare alle riforme strutturali "senza le quali non riusciremo a creare una crescita sostenibile. Dobbiamo utilizzare i prossimi 12 mesi per accelerare l'agenda di riforme. E' giunto il momento di modernizzare la nostra economia sociale e di mercato in modo che possa competere a livello globale e rispondere alle sfide demografiche".
"Ora è il momento di investire sul nostro futuro". Sempre ricordando, prosegue Barroso, che l'Europa "non è solo Bruxelles o Strasburgo. E' nelle nostre regioni, nelle nostre città e nei nostri paesi. Alla fine siamo tutti nella stessa barca e l'Ue non raggiungerà i suoi obiettivi senza il contributo degli stati membri. Onorevoli rappresentanti - ha concluso - i cittadini dell'Unione si aspettano che assumiamo le misure necessarie ad uscire da questa crisi".
07 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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