"La decisione di Sarkozy? Una vergogna". Moni Ovadia risponde agli utenti Tiscali sull'immigrazione

La decisione di Nicolas Sarkozy di espellere trecento Rom che hanno commesso reati o in posizione irregolare, verso la Bulgaria e la Romania, patrie d’origine, ripropone in tutta la sua crudezza il tema dell'integrazione degli immigrati e riaccende gli animi di coloro che invece vedono nel "diverso" una risorsa, un fratello da accogliere, un altro essere umano a cui non voltare mai la faccia. E' il caso di tanti lettori Tiscali che sulla scia delle polemiche seguite al giro di vite sugli immigrati disposto dalla Francia si interrogano sul perché la società moderna sia sempre più incline alla intolleranza, se ci siano dei responsabili in questo, quale debba essere ad esempio il ruolo della scuola, dell'informazione. A risponder loro, attraverso delle video interviste, è Salomone "Moni" Ovadia, artista dedito costantemente al recupero e alla rielaborazione del patrimonio artistico, letterario, religioso e musicale degli ebrei dell'Europa orientale.
La decisione di Sarkozy? Una vergogna per la Francia - "Moni" Ovadia nelle risposte date ai nostri lettori non fa mistero della sua contrarietà rispetto alla discussa decisione di Sarkozy. Parla dunque di "un'operazione di strumentalità politica, messa in atto per raccogliere consensi, grave perché la Francia è sempre stata paese dell'accoglienza". Insomma, "una vergogna per tutta la Francia". "Ricorda le politiche dei nazifascisti - sottolonea Ovadia - ed è ancor più grave perché Sarkozy ha un origine ebraica.
Anche i media hanno le loro responsabilità - Moni Ovadia conferma ad un nostro lettore che l'informazione spesso distorta di tv e giornali sia spesso fondamentale nel costruire un’opinione pubblica che vede l’extracomunitario solo come un delinquente. "Le grandi catene di informazione - risponde lapidario - mirano al profitto, essendo aziende, quindi tendono ad essere autoreferenziali, a dare notizie che permettono loro di alzare l'audience. Non c'è interesse - dettaglia - ad informare sulle contraddizioni della nostra società".
Mancano leggi severissime contro i razzisti  - "Se guardiamo lo skyline di Sydney, osserva Ovadia rispondendo ad un lettore che gli domanda che cosa direbbe provocatoriamente ad un leghista bergamasco - l'80% è nato da un'idea di un architetto friulano, dunque un emigrato. E così pure - prosegue - il 60% degli argentini sono di origine italiana. Mica gli argentini - sottolinea sarcasticamente - rispediscono in Italia il 60% degli abitanti".
La scuola può fare molto - Quanto influisce una buona formazione, in una scuola pubblica efficiente e multietnica, nel far conoscere ai figli dei migranti i propri diritti e doveri?. "Più che le tre i (Inglese, internet, impresa) - spiega l'artista ad un altro lettore - la scuola pubblica dovrebbe insegnare la costituzione e così la democrazia". E poi ancora: "E' un truffa parlare di libertà senza parlare di uguaglianza. E questo dovrebbe essere insegnato a scuola".
Ma ecco nel dettaglio le dieci risposte di Moni Ovadia ai lettori Tiscali

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02 settembre 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  
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