Si chiamava Giuseppe Longhitano la seconda vittima della sparatoria di ieri mattina in un bar di Hannover . L'uomo, 49 anni, era originario della provincia di Catania e, secondo quanto si apprende da fonti italiane ad Hannover, era parente di un dipendente del ristorante "Little Italy", il locale in cui lavorava anche il pizzaiolo Franco Siccu, 47 anni, prima vittima del duplice omicidio. Longhitano è morto durante la notte in ospedale dopo che le sue condizioni erano state subito subito giudicate ''gravissime''. Ancora ricercato il sospetto omicida - Holger B., un cittadino tedesco di 42 anni residente ad Hannover. Sono state diffuse via Internet alcune sue immagini mentre ritira del contante dallo sportello automatico di una banca vicino al bar in cui è stato commesso il duplice omicidio.
La famiglia sceglie il silenzio - Nella casa di Bronte, paese famoso nel mondo per il suo pistacchio, a 35 chilometri da Catania, dove vivono la sorella e la madre dell'uomo i giornalisti, almeno per il momento, "non sono graditi". Le due donne sono nella loro abitazione di viale Sardegna, nella circonvallazione del paese etneo, dove entrano e escono stretti familiari e amici fidati, senza rilasciare commenti o dichiarazioni. Giuseppe Longhinato ha un altro fratello che è emigrato anche lui all'estero 24 anni. Dal giorno della sua partenza l'uomo non era più rientrato a Bronte, tranne lo scorso anno quando ha trascorso nel suo paese d'origine alcuni giorni in ferie.
Un parente: "Tragedia per una stupidata" - "Questa tragedia è successa per una stupidata di un pazzo. Non si ammazza la gente così, a sangue freddo...": Chi seceglie di parlare è il cognato di Giuseppe Longhitano. L'uomo, che ha voluto mantenere l'anonimato - si trovava in Germania da circa 20 anni e da qualche anno faceva il pizzaiolo nel ristorante Mamma Raffaele di Hannover. "Pippo era mio cognato, era sposato con mia sorella, lavorava in questo ristorante da quando l'abbiamo aperto, a febbraio del 2008, quindi da due anni e qualche mese", ha spiegato. "Noi siamo in Germania dall'inizio degli anni Sessanta e lui era qui da una ventina d'anni - ha proseguito -. Era sposato e aveva due figli grandi, uno di 20 anni e l'altro di quasi 19, che vivono ad Hannover e anche la moglie vive qui".
Un pizzaiolo sardo la prima vittima - Si chiamava Franco Siccu, 47 anni, originario di San Vero Milis (in provincia di Oristano). Siccu era emigrato in Germania da diversi anni e lavorava nella pizzeria Little Italy. Il fratello maggiore Nino Siccu, maresciallo dell'Esercito in pensione, racconta: "Mio fratello ha sempre lavorato fin da quando era ragazzo, non sappiamo cosa sia potuto accadere davanti a quel pub, Franco era una brava persona".
"E' stata un'esecuzione" - E' il racconto di una testimone oculare intervistata dalla Bild, secondo quanto scrive oggi il tabloid nella sua versione online. "Franco Siccu, racconta, si è inginocchiato davanti al suo assassino e l'ha pregato di non premere il grilletto, ma invano: l'uomo gli ha sparato alla testa senza pietà. L'assassino, ha detto la testimone, ha sparato prima all'amico di Siccu e poi ha puntato la pistola contro il suo connazionale. "Franco si è inginocchiato davanti all'uomo, lo ha implorato "no", per favore non...", ha riferito la testimone. Ma l'assassino ha sparato per la seconda volta, anche questa volta puntando alla testa da una distanza ravvicinata. Siccu, come è noto, è deceduto in ospedale poco dopo, mentre Longhitano è morto durante la notte.
Come sarebbe nata la lite - I due italiani erano andati nel bar probabilmente la notte scorsa, dopo il lavoro, e tra un bicchiere a l'altro avevano cominciato a parlare di calcio con un altro cliente, un cittadino tedesco di 42 anni, incensurato, residente ad Hannover. Non è chiaro se gli italiani conoscessero l'uomo, ma è probabile - come ha fatto notare un portavoce della polizia, Heiko Steiner - che tutti e tre fossero ubriachi. Fatto sta che la discussione sulle vittorie mondiali della nazionale italiana si è subito trasformata in lite. Gli italiani, uno dei quali indossava una maglietta degli azzurri, come ha raccontato un testimone oculare all'agenzia di stampa Dpa, dicevano che l'Italia ha vinto quattro mondiali contro i tre della Germania. Ma sembra che l'uomo - tuttora ricercato - non fosse disposto ad accettare la verità. L'assassino non ha sparato subito: dopo la lite, ha lasciato il locale dicendo di dover prendere dei soldi e poco più di un'ora dopo è tornato armato e ha sfidato i due.
06 luglio 2010
Redazione Tiscali