Marea nera, con l'operazione "Top kill" la falla nel pozzo è stata chiusa. Obama: "Non ci sono garanzie"

L'operazione "Top kill", lanciata nel disperato tentativo di chiudere il pozzo petrolifero nel Golfo del Messico "non ha garanzie di successo". Le parole, che suonano come una doccia fredda dopo l'annuncio dell'Ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento, sono di Barack Obama. Si tratta di una operazione molto vasta - spiega il presidente in una conferenza stampa nella East Room della Casa Bianca - in cui "gli errori sono possibili: speriamo il meglio ma siamo pronti al peggio". Quindi ha ribadito che la British Petroleum "è responsabile di questo orribile disastro e deve pagare fino all'ultimo centesimo per i danni che ha provocato".
L'annuncio di Allen - Grazie all'operazione 'Top Kill'  la fuoriuscita di greggio si è per il momento fermata, ha detto poco prima l'ammiraglio. Lo ha detto l'Ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento, precisando però che è troppo presto ancora per cantare vittoria. Alla tv della Lousiana WWL, Allen ha indicato che "hanno fermato il flusso di idrocarburi, sono stati in grado di stabilizzare la testa del pozzo e stanno immettendo fanghi" con forte pressione. Se l'operazione andrà in porto dopo i fanghi, la Bp intende immettere cemento per chiudere definitivamente il pozzo che ha provocato una delle maree nere più devastanti della Storia.
Dal pozzo della Bp sono fuoriusciti tra i 12 e i 25mila barili di greggio. La stima è dei Servizi Geologici Usa (Usgs), secondo cui al 17 maggio il petrolio fuoriuscito nel Golfo era di una quantità stimata tra i 130 e i 270 mila barili di greggio. La marea nera dell'Exxon Valdez, in Alaska nel 1989, una delle più devastanti aveva riversato nel Prince William Sound e sulle coste una quantità di greggio stimata in 250mila barili.
Intanto è stata licenziata la responsabile dell'Us Minerals Management Service (Mms) Usa, Elizabeth Birnbaum, capo dell' agenzia che dà il via libera alle trivellazioni petrolifere. Come indicano i media americani, il licenziamento della Birnbaum è da legare alla marea nera nel Golfo del Messico, e sarebbe stata deciso dal presidente Usa Barack Obama in persona, convinto che l'Mms non ha svolto il suo lavoro correttamente e che i vertici devono essere sanzionati.
Presto il presidente degli Stati Uniti annuncerà comunque nuove regole per un più forte controllo sulle trivellazioni petrolifere offshore e una moratoria di sei mesi sui permessi di trivellazione in acque profonde. Lo ha detto un consigliere della Casa Bianca. Mentre resta in atto la moratoria di sei mesi una commissione presidenziale sulle trivellazioni offshore continuerà a investigare, ha detto il consigliere della Casa Bianca.
"Il presidente ha aperto gli occhi sui rischi delle trivellazioni", ha detto una fonte alla AbcNews. Saranno rinviate, in attesa dei risultati dell'inchiesta, le controverse concessioni per lo sfruttamento del petrolio al largo dell'Alaska, mentre sono state cancellate nuove concessioni in programma nel Golfo del Messico e al largo della Virginia, ha detto la fonte rimasta comunque anonima. Sulle esplorazioni in Virginia si era detto contrario anche il Dipartimento della Difesa Questi passi sono il frutto di una revisione di 30 giorni ordinata da Obama al ministro dell'interno Ken Salazar. Salazar ha informato Obama delle sue conclusioni ieri nell'Oval Office. Il rapporto Salazar prevede il blocco delle concessioni nell'Artico fino al 2011 per permettere nuovi studi sulle tecnologie e le misure di sicurezza delle esplorazioni petrolifere in quelle acque: Shell doveva cominciare trivellazioni esplorative nei mari di Chucki e Beaufort a circa 200 chilometri dalle coste.
Le 125 barche da pesca che partecipano alle operazioni di ripulitura della marea nera al largo della Lousiana sono state richiamate poiché alcuni membri degli equipaggi si sono ammalati. Secondo quanto dichiarato da fonti della guardia costiera almeno quattro marinai a bordo di tre imbarcazioni "hanno detto di aver avuto problemi di nausea, vertigini, mal di testa e dolori al petto". Il capo della guardia costiera locale, Robinson Fox, ha precisato anche che "nessun altro membro degli equipaggi ha segnalato analoghi sintomi, ma abbiano deciso di richiamare le barche per precauzione".
Paura per l'inizio della stagione degli uragani - Con l'arrivo della stagione degli uragani cresce la paura per le possibili conseguenze ambientali.  Una stagione particolarmente intensa come quella che sta per cominciare, infatti, potrebbe ulteriormente danneggiare l'area interessata dal disastro. C'è chi dice, ma è una congettura per ora, che gli uragani potrebbero spingere il greggio a riva. Secondo il pronostico della Noaa, l'agenzia meteorologica americana, per il Golfo del Messico si prepara una stagione alla Katrina: nel 2010 ci potrebbero essere fino a 14 uragani. La stagione degli uragani comincerà martedì prossimo: secondo la Noaa ci saranno da 14 a 23 tempeste tropicali di cui da otto a 14 con il potenziale di trasformarsi in uragani. Da tre a sette di questi dovrebbero essere di categoria 3 con venti di oltre 177 chilometri all'ora.
27 maggio 2010
Redazione Tiscali
 
 
 
  
  

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