Grecia, Verani: "Il piano di austerity è considerato ingiusto, la tensione è destinata a salire"

di Andrea Curreli
Il 2 maggio la Grecia ha annunciato  tagli alla spesa pubblica per 30 miliardi di euro entro il 2012, in cambio di un pacchetto di aiuti finanziari dell'Unione europea e del Fondo Monetario Internazionale del valore di 109 miliardi di euro nei prossimi tre anni. L'accordo non è stato accolto positivamente dall'opinione pubblica ellenica che ha risposto alle misure di austerity varate dal governo socialista con scioperi e scontri in piazza con la polizia. Federico Verani, fotografo professionista freelance, è tornato da Atene il 3 maggio dopo aver seguito e documentato le manifestazioni della Festa dei lavoratori del 1° maggio.    
Verani, i greci hanno la sensazione che il piano di austerity ricadrà su tutti senza che i diretti responsabili paghino. E' così?
"Sì, la sensazione è quella. L'opinione di tutti i greci è che dopo anni di governo corrotto, sia la gente a pagare. Ormai è chiaro a tutti che andrà a finire così, ma questo ha creato una situazione di alta tensione sociale".
L'ex governo, guidato dal centrodestra, è ritenuto responsabile del disastro economico ma i suoi voti saranno determinanti per portare avanti il piano di austerità nazionale. Voti in cambio di impunità.
"Il primo maggio, durante il corteo dei lavoratori, i sindacati più vicini a Nea Democratia sono stati duramente contestati con lanci di pietre. C'erano moltissimi cortei ad Atene, i sindacati di centrodestra avevano un palco con della musica. Sembrava un grande festa, piuttosto che una giornata di rabbia. Quando il corteo principale è passato davanti al palco è iniziato un fitto lancio di pietre sull'orchestrina e sono stati strappati tutti i loro manifesti".
Qual è la situazione ora?
"Nelle località turistiche e anche ad Atene la vita sembra scorrere normale, ma nei cinque giorni che io sono stato nella capitale ellenica ogni giorno c'è stata una manifestazione e scontri con la polizia. La tensione sta crescendo sempre di più, è in corso lo sciopero generale e il 5 maggio scenderanno in piazza studenti e insegnanti. Soprattutto gli studenti hanno annunciato che non intendono abbassare la guardia".
La polizia come sta gestendo la contestazione di piazza?
"Le formazioni più 'guerrigliere' sono comunisti e anarchici. Il corteo del 1° maggio si è diviso in due con la parte più radicale che si è spostata nella zona dell'università per non creare turbolenze sotto il Parlamento dove stavano manifestando i sindacati e le famiglie. Non ho visto però i segnali di una rivolta popolare. La gestione dell'ordine pubblico da parte della polizia è finalizzato a contenere e non a reprimere. Nonostante l'entità dei disordini sono pochissimi gli arresti. La polizia non sta utilizzando le maniere forti perché c'è il rischio concreto che ci scappi il morto, quindi si cerca di evitare che la situazione diventi ancora più esplosiva".
Data la situazione in cui si sono trovati i greci hanno la tentazione di staccarsi dall'Europa?
"Ritengono di non avere un'alternativa all'euro. Questo perché comprendono che il ritorno alla dracma sarebbe una scelta peggiore del piano di austerity proposto dal governo del Pasok di Papandreou. La Grecia verrebbe tagliata fuori da molti investimenti. Non bisogna dimenticarsi che alcuni Paesi europei cercano di salvare la Grecia perché hanno forti interessi. Ad esempio la Regione Lombardia, ma non solo, ha investito denaro nei bond greci e quindi fa pressione sul governo italiano perché venga aiutata".
La Germania ha adottato la linea del rigore
"Presto in Germania ci saranno le elezioni e la cancelliera Merkel non può dire: 'Aiutiamo i greci con i soldi nostri' perché la popolazione tedesca lo trova inconcepibile. I popoli del Nord Europa credono fortemente che chi sbaglia deve pagare e ritengono ingiusto aiutare chi sbaglia sapendo di sbagliare".      
 
   
04 maggio 2010
 
 
 
  
  

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