"Questa notte abbiamo dimostrato al mondo che siamo un popolo ancora capace di grandi cose": questo il primo commento del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dopo il passaggio della riforma sanitaria. "Il cambiamento - ha detto - non scende dall'alto ma sale dal basso".
Obama, che ha seguito le fasi del voto alla Casa Bianca insieme ad un gruppo di medici, piccoli imprenditori e sostenitori della riforma da lui proposta, ha a lungo applaudito nel momento in cui la Camera ha raggiunto la quota dei 216 voti necessaria per il passaggio della riforma. Il presidente, accompagnato dal vicepresidente Joe Biden, in una breve dichiarazione nella East Room della Casa Bianca ha quindi pubblicamente ringraziato la Speaker della Camera, Nancy Pelosi, e tutti i deputati impegnati nel voto. "So che non era un voto facile - ha detto - ma sappiate che avete espresso un voto giusto". "Questa notte - ha aggiunto - abbiamo reso possibile ciò che gli scettici dicevano non fosse possibile".
Obama, che ha riservato un ringraziamento speciale a Nancy Pelosi, rivolgendosi ai parlamentari che hanno reso possibile "questo momento storico", ha quindi aggiunto: "Questa non è una riforma radicale, ma è una riforma importante. Questa legge non aggiusta tutto ciò che non funziona nel nostro sistema sanitario, Ma ci muove nella direzione giusta". "Per la prima volta nella storia della nostra Nazione il Congresso ha approvato una riforma complessiva del sistema sanitario. L'America aveva aspettato per cento anni questo momento. Questa notte, grazie a voi, lo abbiamo finalmente raggiunto" ha detto Obama, secondo il quale è questo il vero valore aggiunto del voto di questa notte. "Ciò che ha maggior valore è che la vittoria di questa notte va molto al di là delle leggi e dei numeri" ha detto Obama, ricordando che la riforma avrà effetti diretti su ogni famiglia americana. "E' questo - ha concluso - ciò che intendo per cambiamento".
La riforma, lungi dal creare una sanità pubblica "all'europea", in sostanza obbliga quasi la totalità dei cittadini americani a dotarsi di un'assicurazione medica, fornendo aiuti e sgravi a chi non se la può permettere. Dovrebbe anche servire ad abbassare i costi improponibili delle polizze assicurative e delle prestazioni sanitarie, mentre le aziende al di sopra dei 50 dipendenti dovrebbero aiutare gli impiegati ad assicurarsi; il costo per il bilancio statale di tutto ciò è naturalmente oneroso e verrebbe finanziato in parte con i tagli a Medicaid e in parte con nuove tasse ad hoc.
Da notare che il testo che approderà sulla scrivania di Obama è quello approvato dal Senato: con la perdita del seggio di Ted Kennedy nel Massachussets si è persa infatti la maggioranza qualificata che metteva i Democratici al riparo da qualsiasi ostruzionismo parlamentare, rendendo impossibile un'armonizzazione dei due provvedimenti già adottati dalla due Camere per una seconda lettura. Una volta promulgata la legge, così, il Senato dovrà ancora adottare alcune "correzioni" per renderla conforme ai desideri dei deputati della Camera. Questa sera abbiamo superato il peso della politica, mentre tutti gli specialisti affermavano che questo non sarebbe stato più possible", ha commentato Obama pochi minuti dopo l'approvazione del progetto di legge alla Camera. "Non ci siamo arresi al cinismo, alla sfiducia, alla paura. Abbiamo provato che restiamo un popolo capace di grandi cose", ha aggiunto il presidente.
Obama è intervenuto alla televisione dalla "East Room" della Casa Bianca. Il presidente, che ha dovuto utilizzare tutta la sua influenza politica per convincere la sua maggioranza a firmare un testo molto impopolare, ha comparato la propria vittoria con le sfide storiche degli americani. "Questa sera abbiamo risposto all'appello della storia come tanti americani hanno fatto prima di noi", ha dichiarato. "Non siamo sfuggiti alle nostre responsabilità, le abbiamo affrontate. Non abbiamo avuto timore del nostro futuro".
22 marzo 2010