La gauche plurielle è tornata. "All'insegna dell'Unità", come ha sottolineato la leader socialista Martine Aubry. L'alleanza fra socialisti e verdi (Europa Ecologie, ben al 18%) ha consentito alla sinistra francese unita di conquistare il 53,85% dei voti, al secondo turno delle regionali, procurando un gran mal di testa al presidente in carica. Dopo lo schiaffo incassato, Nicolas Sarkozy, che ha visto il suo Ump arenato al 35,53%, è giustamente preoccupato. Vuole partire subito alla riconquista del Paese mettendo in campo tutte le energie. Si rende conto che il momento è decisivo a questo punto del suo mandato e non c'è tempo da perdere.
Riforme e rimpasto - Due sono le cose che vorrebbe attuare subito. Prima di tutto lo sguardo è puntato alle riforme, soprattutto a quella delle pensioni, poi prepara un rimpasto di governo. Il primo ministro Francois Fillon, che ha riconosciuto la sconfitta e le sue responsabilità, si è presentato all'Eliseo per "fare il punto". Ne è uscito dopo un'ora e venti, durante le quali è stato definito il rimpasto, sul quale sta impazzando a Parigi il toto-ministri.
Fuori il ministro del lavoro - La prima vittima eccellente è Xavier Darcos, ministro del Lavoro. Da quanto si apprende da ambienti vicini all'Eliseo, è stato sostituito dall'attuale ministro del Bilancio, Eric Woerth. Al posto di Woerth, per le stesse fonti, entra Francois Baroin, chiracchiano. Apertura anche ai fedeli di Dominique de Villepin che ha annunciato la creazione di un nuovo partito con l'ingresso nella compagine governativa di Georges Tron.
Fra chi esce e chi entra - Le ultime voci propendono per una sterzata a destra, ma con una piccola apertura anche al centro, dove si è dissolto il partito MoDem di Francois Bayrou. Dopo l'uscita Xavier Darcos, pesantemente sconfitto in Aquitania, si parla anche di Fadela Amara, viceministra per le Politiche urbane, Valerie Letard, viceministra delle "Economie Verdi" e Martin Hirsch, Alto commissario alla Solidarietà e ai giovani. Cambierebbero ministero Eric Besson (Immigrazione), accusato di aver favorito il ritorno di Le Pen con il suo dibattito sull'Identità nazionale, Rama Yade (Sport), che andrebbe alle Politiche urbane, ed Eric Woerth (Bilancio) che andrebbe al posto di Darcos agli Affari sociali.
I francesi vorrebbero uno stile più presidenziale - Gli uomini dell'Eliseo sono convinti che le riforme avranno un impatto positivo sulla popolazione, ma i francesi non sembrano tutti entusiasti della voglia di riforme del presidente. Per la maggior parte di loro (54%) Nicolas Sarkozy dovrebbe cambiare stile e rallentare il ritmo delle riforme. E' quanto emerge da un sondaggio CSA pubblicato oggi da Le Parisien. Il 54% degli intervistati vorrebbe infatti che il capo dello stato adottasse uno stile "più presidenziale" ed il 33% è favorevole ad un allentamento del ritmo delle riforme. Sarkozy può invece conservare il suo modo di comunicare per il 30% dei francesi e mantenere il ritmo delle riforme per il 28%. Solo il 21% vorrebbe un cambiamento alla testa del governo, mentre il 61% approva ancora Francois Fillon nel ruolo di primo ministro. Una grande maggioranza (60%) è invece favorevole ad aprire il governo a personalità non politiche. Secondo lo stesso sondaggio, in vista delle elezioni presidenziali del 2012, sono più numerosi quanti preferiscono l'ex primo ministro Dominique de Villepin allo stesso Nicolas Sarkozy (16% contro 14%) come candidato dell'Ump. A sinistra, Dominique Strauss-Kahn è preferito a Martine Aubry (28% contro 13%) e a Segolene Royal (12%).
Sale il gradimento per l'ex Chirac - Sale nuovamente il gradimento per Jacques Chirac, l'ex presidente che nel 2004, alle precedenti regionali subì l’onda "rosa" (24 regioni su 26 ai socialisti). Del resto alcuni leggono la sconfitta dell'attuale presidente come una conseguenza della sua "apertura a sinistra". Eletto sull’onda di una visione liberista e della rottura proprio con Chirac, Sarko, dando spazio nel governo ad alcuni ministri della gauche, ha messo mano alla crisi con una politica di stampo neokeynesiano, che ha però salvato le banche ma affossato il bilancio dello Stato. E molti francesi della droite non glielo perdonano.
I programmi della sinistra - A sinistra, invece, si fanno programmi per il futuro. Daniel Cohn-Bendit ha lanciato l'appello di una "cooperativa" in vista anche delle presidenziali del 2012, mentre la squadra vincente di Martine Aubry - tutti i presidenti di regione, tranne l'Alsazia rimasta a destra - si riunirà domani dalla leader socialista per stabilire le priorità nel governo delle regioni.
Aubry convoca i presidenti di regione - Intanto il segretario del Partito socialista francese Martine Aubry ha convocato tutti i presidenti di regione eletti con il voto di ieri, per "rendere omaggio al loro lavoro " e "discutere su come continuare a lavorare per i francesi". L'incontro, precisa una nota del Ps, si terrà nella sede del partito in rue de Solferino, alle 16. Incerta, però, la presenza di Segolene Royal, rieletta presidente del Poitou-Charentes (sudovest): "Devo gestire le urgenze della Regione, e la messa in opera delle equipe regionali" ha dichiarato la ex candidata all'Eliseo, i cui rapporti con gli attuali vertici socialisti sono notoriamente tesi.
"Aspetto Segolene" - Interrogata su questa possibile assenza dalla radio Europe1, Martina Aubry si è però mostrata conciliante:"Aspetto sempre che Segolene torni nel cuore del partito socialista, per lei c'é tutto il posto", ha dichiarato, precisando che in ogni caso "rispetto la scelta degli uni e degli altri". La Aubry si é poi detta soddisfatta del "bilancio molto buono" della Royal, e ha dichiarato di averla "chiamata al telefono" ieri sera dopo i risultati.
22 marzo 2010