Benedetto XVI firmerà questo venerdì, festa di San Giuseppe, la lettera ai fedeli irlandesi sui casi degli abusi sui minori. Lo ha annunciato lo stesso Benedetto XVI, rivolgendosi in inglese ai pellegrini di quella lingua durante l'udienza generale. "Come sapete - ha detto il Papa salutando i pellegrini irlandesi nella festa di San Patrizio -, negli ultimi mesi la Chiesa in Irlanda è stata severamente scossa in conseguenza della crisi degli abusi sui minori". "Come segno della mia profonda preoccupazione - ha aggiunto il Pontefice - ho scritto una lettera pastorale che tratta di questa dolorosa situazione. La firmerò nella solennità di San Giuseppe, il Guardiano della Sacra Famiglia e patrono della Chiesa universale, e la manderò presto". "Vi chiedo - ha concluso il Pontefice - di leggerla voi stessi, con cuore aperto e spirito di fede. La mia speranza è che aiuti nel processo di pentimento, guarigione e rinnovamento".
Anche il cardinale Brady chiede scusa - L'annuncio della lettera di Benedetto XVI arriva poco dopo che il capo della Chiesa cattolica irlandese, cardinale Sean Brady, ha chiesto pubblicamente scusa per non non aver denunciato alla polizia i comportamenti di un sacerdote pedofilo, Brendan Smyth, a metà anni Settanta. Il fatto è emerso qualche giorno fa. Brady, rivolgendosi ai fedeli nel giorno di San Patrizio, ha anche detto che "rifletterà" sul suo futuro ruolo e pregherà. Questo in risposta alle insistenti richieste di dimissioni avanzate da più parti dopo il terremoto scoppiato intorno allo scandalo pedofilia in Irlanda.
Le responsabilità del cardinale - Tra le accuse sollevate a Brady, c'è anche il ruolo che avrebbe svolto durante un incontro, avvenuto nel 1975, durante il quale a due bambini abusati da padre Brendan Smyth fu chiesto di fare voto di silenzio, come parte di un'indagine interna della Chiesa. I vertici ecclesiastici rimossero Smyth da alcuni compiti sacerdotali e raccomandarono trattamenti psichiatrici. Ma secondo molti, la mancata denuncia alla polizia fu il fattore principale che consentì a Smyth di abusare minori per altri 18 anni. E proprio per questo parlando ai fedeli alla cattedrale di San Patrizio a Armagh, Brady si è scusato con coloro che si sono sentiti delusi o abbandonati: "Questa settimana un doloroso episodio del mio passato è tornato alla mia attenzione - ha detto il cardinale - Ho ascoltati le reazioni delle persone sul mio ruolo negli eventi di 35 anni fa. Voglio dire a chiunque si sia sentito ferito dalle mie mancanze, che mi scuso con tutto il cuore. Voglio anche scusarmi con coloro che si sono sentiti delusi da me. Guardando indietro, mi vergogno di non aver sempre rispettato i valori che professo e nei quali credo".
I vescovi tedeschi: garantiremo chiarezza e trasparenza sugli abusi - Anche in Germania intanto il dibattito interno alla Chiesa cattolica è aperto, dopo lo scandalo delle decine di casi di pedofilia in alcuni collegi. Il presidente della Conferenza episcopale tedesca, Robert Zollitsch, ha assicurato oggi ai capigruppo dei partiti rappresentati al Bundestag che la Chiesa cattolica si impegna a garantire "chiarezza" e "trasparenza" sul tema degli abusi sessuali su minori. Secondo un comunicato dei vescovi, Zollitsch ha incontrato questa mattina i capigruppo dei liberal democratici, Stefan Ruppert (Fdp), dei Verdi, Josef Winkler, dei social democratici, Siegmund Ehrmann (Spd), e dei conservatori, Maria Flachsbarth (Cdu-Csu). I leader parlamentari, sottolinea la nota, hanno concordato che il problema degli abusi sessuali non riguarda solo la Chiesa, ma tutta la società, una posizione - questa - che in mattinata era stata espressa anche dalla cancelliera tedesca, Angela Merkel (Cdu).
Il teologo Kung: il Papa faccia mea culpa - Ma sono diverse le posizioni all'interno della Chiesa che chiedono una nettainversione di tendenza sulla tolleranza dei casi di pedofilia tra il clero. Che il Papa dovrebbe fare "mea culpa" sui casi di abusi sessuali su minori che stanno scuotendo la Chiesa cattolica è l'opinione del teologo riformista di Tubinga, Hans Kung, 82 anni venerdì, che è intervenuto oggi su questo tema con un articolo pubblicato sul quotidiano Sueddeutsche Zeitung. "Cinque anni di pontificato senza cambiare affatto queste pratiche fatali - ha sottolineato il teologo -. La sincerità richiederebbe che il principale responsabile dell'insabbiamento (di questi casi) avvenuto per decenni, nel caso specifico Joseph Ratzinger, facesse il proprio mea culpa". Già lo scorso ottobre Kung era stato molto critico nei confronti del Papa, definendo l'attuale politica del Vaticano - in un'intervista al settimanale Stern - "un tentativo di riportare la Chiesa al Medioevo, con il risultato che si sta svuotando".
Le responsabilità di Ratzinger - Probabilmente Kung fa riferimento ai fatti del 2001 quando Ratzinger, allora a capo della Congregazione della Dottrina e della fede,
firmò una lettera rivolta a tutti i vescovi cattolici che richiamava il documento
Crimen sollicitationis e imponeva a tutti i vescovi il silenzio su fatti relativi all'abuso di minori, pena la scomunica.
17 marzo 2010