Mahmud Ahmadinejad (foto Ansa)
Mahmud Ahmadinejad (foto Ansa) 

Esteri

Iran, avviata la produzione di uranio arricchito al 20%

Come preannunciato nei giorni scorsi, l'Iran ha avviato oggi le operazioni per l'arricchimento dell'uranio al 20%, nonostante le proteste dell'Occidente e la preoccupazione espressa dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Il capo dell'Organizzazione iraniana per l'energia atomica, Ali Akbar Salehi, ha detto che fra i 3 e i 5 chilogrammi di uranio arricchito al 20% saranno prodotti ogni mese, almeno il doppio quindi di quanto necessario per alimentare un reattore con finalità mediche a Teheran, che necessita di 1,5 chilogrammi di materiale fissile al mese. Per le operazioni viene impiegata una catena di 164 centrifughe supersoniche nell'impianto per l'arricchimento di Natanz, nella provincia centrale di Isfahan.
Arricchimento sotto supervisione Aiea - L'arricchimento dell'uranio avviene sotto la supervisione dell'Aiea, l'agenzia per l'energia atomica dell'Onu. Lo dice la tv di stato iraniana. "Oggi abbiamo iniziato a produrre combustibile nucleare arricchito al 20%...alla presenza di ispettori dell'Aiea", ha dichiarato un funzionario alla tv di stato iraniana in lingua araba Al Alam. L'Aiea ha confermato quanto dichiarato da Teheran: "Posso confermare che degli ispettori sono presenti oggi a Natanz", ha dichiarato da Vienna un portavoce dell'Aiea, aggiungendo che è ancora presto per fornire dettagli su quanto da loro osservato. "Ciò che (gli ispettori) avranno trovato e gli elementi osservati saranno l'oggetto di un loro rapporto al consiglio dei governatori", ha aggiunto il portavoce.
Un braccio di ferro internazionale - Questa decisione è stata presa, secondo Teheran, a causa del blocco dei negoziati con il Gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna, Germania) sulla fornitura del combustibile arricchito al 20% di cui dice di avere bisogno per un reattore di ricerca medica. In risposta l'Occidente moltiplica i suoi sforzi per adottare sanzioni contro Teheran. Dopo una settimana di dichiarazioni contraddittorie da parte della Repubblica islamica, la strada verso un accordo sullo scambio di combustibile nucleare sembra essere sbarrata e il braccio di ferro si inasprisce ulteriormente.
Accordo fallito - L'Iran aveva rifiutato nel novembre scorso un accordo proposto in ottobre da Usa, Russia e Francia in base al quale Teheran avrebbe ottenuto dall'estero l'uranio arricchito al 20% per il reattore di Teheran in cambio della consegna del 70% delle sue scorte di uranio arricchito al 3,5%.
Sanzioni internazionali - Lunedì Stati Uniti e Francia hanno detto di essere impegnate a preparare un nuovo pacchetto di sanzioni contro l'Iran da presentare al Consiglio di Sicurezza dell'Onu. Ma oggi la Cina, che ha diritto di veto, ha fatto capire di rimanere contraria a questa ipotesi, invitando con urgenza tutte le parti a lavorare a una nuova proposta di accordo da sottoporre all'Iran.
Da Washington l'annuncio iraniano è stato definito "una mossa provocatoria" che "sfida le risoluzioni delle Nazioni Unite". E da Parigi il presidente francese Nicolas Sarkozy e il segretario di Stato Usa alla Difesa, Robert Gates, secondo quanto si è appreso a margine di un loro incontro, hanno concordato sulla necessità di "sanzioni forti" da imporre contro il programma nucleare dell'Iran pur "nella speranza di riprendere i negoziati".
Dal canto suo il ministro della Difesa francese Hervé Morin ha precisato che Parigi e Washington intendono "lavorare" in seno al Consiglio di sicurezza dell'Onu per ottenere sanzioni contro la Repubblica islamica. Mentre il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, ha parlato di un vero e proprio "ricatto" da parte dell'Iran, mettendo tra l'altro in dubbio l'effettiva capacità di Teheran di produrre combustibile a partire da uranio arricchito al 20%.
Ma anche la Russia, finora contraria all'inasprimento delle sanzioni, è intervenuta per affermare che l'arricchimento dell'uranio iraniano deve avvenire all'estero. L'Iran ha rifiutato un accordo proposto in ottobre da Usa, Russia e Francia in base al quale Teheran avrebbe ottenuto dall'estero l'uranio arricchito al 20% in cambio della consegna del 70% delle sue scorte di uranio arricchito al 3,5%. In questi ultimi mesi varie autorità iraniane hanno parlato di diverse controproposte, che però non sono state concretizzate in un documento scritto all'Agenzia internazionale per l'energia atomica.
Ciò ha rafforzato tra i Paesi occidentali il convincimento che l'Iran intende solo guadagnare tempo per evitare l'imposizione di dure sanzioni, soprattutto in seguito alle numerose prese di posizione contraddittorie dell'ultima settimana, che hanno alternato segnali di apertura a nette chiusure. Dalla sua sede di Vienna l'Aiea, nel confermare la notifica ricevuta da Teheran, ha espresso inquietudine dato che la decisione iraniana va contro gli sforzi che si stanno facendo per salvare la bozza d'accordo sul nucleare redatta lo scorso ottobre dalle potenze occidentali del 5+1.
Martedì scorso Ahmadinejad, in un'intervista televisiva, aveva detto che il suo Paese era pronto ad un accordo. Venerdì il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki ha affermato che un'intesa era ormai vicina. Il giorno dopo il presidente del Parlamento ed ex negoziatore sul nucleare, Ali Larijani, ha detto che uno scambio di uranio sarebbe stato "un imbroglio" dell'Occidente. Domenica scorsa, nel dare l'annuncio dell'avvio dell'arricchimento, ancora Ahmadinejad ha aggiunto che la porta rimaneva aperta per una possibile 'cooperazione'' con la comunità internazionale. Una posizione che ha ribadito, sottolineando però che "l'Occidente deve mettere fine alle sue politiche coloniali".
"Non possiamo più accettare questa tendenza a prendere tempo", ha detto il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini, che ha ricevuto Robert Gates a Roma. Mentre Kouchner ha invitato la comunità internazionale a "non essere troppo sensibile alle diverse dichiarazioni contraddittorie" delle autorità iraniane
 
09 febbraio 2010
 
 
 
  
 

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