Soldati Usa all'aeroporto di Port-au-Prince (Ansa)
Soldati Usa all'aeroporto di Port-au-Prince (Ansa) 

Esteri

Incidente diplomatico ad Haiti: la Francia protesta contro gli Usa per la gestione dell'aeroporto

Dopo l’incidente diplomatico che nei giorni scorsi ha visto la Francia opporsi agli Usa sulla gestione degli aiuti ad Haiti, il segretario di stato francese alla Cooperazione, Alain Joyandet, chiede lumi all’Onu sulla divisione delle competenze. Il ruolo degli Stati Uniti, che di fatto garantiscono il coordinamento dei soccorsi ad Haiti e controllano l'aeroporto di Port-au-Prince, deve essere precisato dalle Nazioni Unite secondo Joyandet.
Si tratta di aiutare Haiti, non di occuparla - "L'Onu - ha detto il ministro a radio Europe 1, al ritorno da una missione ad Haiti nel dopo-terremoto - sta lavorando. Spero che avremo una decisione. Spero che le cose siano precisate quanto al ruolo degli Stati Uniti". "Si tratta di aiutare Haiti, non di occuparla - ha proseguito Joyandet - si tratta di fare in modo che Haiti possa riprendere vita". Il segretario di stato francese ha confermato di essere dovuto personalmente intervenire presso gli americani, sabato a Port-au-Prince, per ottenere l'autorizzazione ad atterrare per un aereo con aiuti francesi.
Protesta ufficiale contro gli Usa, anzi no - Joyandet aveva detto di aver espresso una protesta ufficiale nei confronti degli americani, ma subito dopo a Parigi il ministero degli Esteri lo aveva smentito, aggiungendo che il coordinamento franco-americano si sta svolgendo "nel modo migliore possibile" sul campo.
Ue: problemi logistici all'aeroporto - La conferma dei problemi presenti all’aeroporto di Port-au-Prince arriva dall’Alto rappresentante della politica estera della Ue. Catherine Ashton ritiene essenziale risolvere i problemi logistici riscontrati all'aerostazione haitiana, dove alcuni aerei di paesi europei e di Ong hanno avuto molti problemi ad atterrare e dove si stanno ammassando tonnellate di aiuti non distribuiti. "La questione è portare gli aiuti dall'aeroporto a Port-au-Prince e nell'area vicina. Le più grandi questioni logistiche riguardano la necessità di riaprire le strade, di essere in grado di consegnare gli aiuti e di organizzarli", ha detto la Ashton, in margine al consiglio sviluppo della Ue, a Bruxelles. "Ci sono questioni reali all'aeroporto, le vie di uscita sono sovraffollate, e ci sono problemi reali relativi agli atterraggi degli aerei", ha aggiunto il ministro degli esteri Ue. La sicurezza dell'aeroporto di Haiti è garantita dalle forze Usa.
Aiuti bloccati - Due giorni fa, la Francia ha protestato con gli americani che non hanno consentito l'atterraggio di un loro aereo ospedale. Anche un aereo di "Medici senza frontiere" è stato costretto a fare marcia indietro e pure il Brasile ha chiesto spiegazioni. Il ministro degli Esteri, Celso Amorim, ha chiesto spiegazioni a Washington sulle difficoltà che gli aerei con aiuti inviati da Brasilia incontrano per poter atterrare a Port-au-Prince. Amorim ha detto di aver telefonato ad Hillary Clinton "per evitare malintesi. E' importante avere chiaro che siamo trattati con la priorità adeguata". Fonti giornalistiche sul posto riferiscono che anche un aereo da trasporto dell'esercito argentino, con materiale medico e un'unità per la depurazione dell'acqua, resta bloccato oggi in un aeroporto a 120 chilometri da Santo Domingo; che due aerei messicani hanno dovuto aspettare "due giorni e mezzo nella Repubblica Dominicana" prima di essere autorizzati ad atterrare e che 40 tonnellate di aiuti provenienti dal Perù hanno dovuto essere trasportate via terra da Santo Domingo.
Problemi di coordinamento - La gestione dell'aeroporto haitiano è stata affidata agli americani dal governo locale, ma Michel Chancy, un responsabile governativo che dirige il comitato di coordinamento di distribuzione di acqua e cibo, ammette: "Ci sono grossi problemi di coordinamento all'aeroporto. Gli haitiani non vengono avvertiti dell'arrivo degli aerei. Quando devono atterrare non c'è nessuno che se ne occupa" e diversi sono gli aerei che non hanno potuto posarsi sulla pista.
18 gennaio 2010
 
 
 
  
 

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