L'autobomba che ha scosso il quartiere residenziale di Wazir Akbar Khan a Kabul ha causato almeno otto morti e una quarantina di feriti. Lo hanno reso noto fonti ufficiali nella capitale afghana che ha anche fatto sapere che l'azione terroristica è stata già rivendicata dai talebani. Un loro portavoce, Zabihullah Mujahid, ha detto che obiettivo era una residenza dell'ex presidente Burhanudin Rabbani.
Nessun italiano coinvolto - L'attentato è avvenuto in una zona sede di ambasciate e non lontano da quella d'Italia, che si trova a poco più di due chilometri di distanza. Fonti della Farnesina hanno riferito che l'ambasciata d'Italia a Kabul ha escluso che cittadini italiani siano rimasti coinvolti nell'esplosione, solo i vetri di alcune finestre di abitazioni del personale sono andate in frantumi. Significativamente i talebani sono entrati in azione poche ore dopo un colloquio fra il presidente afghano Hamid Karzai e l'ammiraglio Michael Mullen, capo degli stati maggiori Usa e poco prima dell'inaugurazione da parte del capo dello Stato di una conferenza sulla corruzione.
Nel tremendo scoppio ha riportato danni anche l'Heetal Hotel, uno dei principali alberghi di Kabul, frequentato da occidentali. In un primo momento si pensava che gli attentatori puntassero alla residenza di Ahmad Zia Massud, che ha avuto l'incarico di primo vicepresidente nel primo governo nato dalle elezioni del presidente Hamid Karzai dal dicembre 2004 al novembre 2009.
In effetti fra le vittime c'è anche uno dei segretari di Masud. Poi però la rivendicazione dei talebani ha concentrato l'attenzione su una villa di Rabbani, membro del Parlamento e capo dello Stato afghano fra il 1992 e il 1996, che è alleato dell'ex candidato presidenziale Abdullah Abdullah.
15 dicembre 2009