Lancio di lacrimogeni contro la folla, università sotto l’assedio della polizia, scontri con gli studenti e una decina di madri di giovani morti nelle manifestazioni di protesta dell'estate scorsa arrestate. È il bilancio temporaneo delle tensioni vissute a Teheran in occasione della “giornata dello studente”. Le forze di sicurezza iraniane hanno utilizzato lacrimogeni e sparato in aria vicino all'Università per disperdere i manifestanti anti-governativi. I testimoni parlano di feriti tra i giovani studenti.
Scontri dentro e fuori l'università di Teheran - Scontri tra polizia e dimostranti sono segnalati dentro l'Università di Teheran e fuori, su varie piazze intorno all'ateneo. Gli incidenti più gravi sono in corso sulla Piazza Vali Asr, dove le forze di sicurezza si scontrano con i manifestanti. Altri episodi simili sono segnalati sulla Piazza Enghelab. All'interno dell'Università si affrontano gli studenti dell'opposizione e quelli membri dei Basiji, le milizie dei volontari islamici. Secondo le stesse fonti, dall'interno dell'Università alla quale le forze di sicurezza vietano l'accesso ai comuni cittadini da questa mattina, giungono grida di “Allah Akbar” (dio è grande) e slogan anti-governativi scanditi dagli studenti. Stesse scene sono segnalate all'università Sharif, l'ateneo scientifico più prestigioso dell'Iran. Le forze di sicurezza sono presenti in maniera massiccia anche in altri punti dell'area centrale di Teheran, specialmente sulla Piazza Haft Tir, da dove nei mesi scorsi sono partiti cortei dell'opposizione. Moltissimi sono gli agenti in borghese.
Arrestate le madri dei morti dell’estate scorsa - Oltre una decina di madri di giovani morti nelle manifestazioni di protesta dell'estate scorsa in Iran sono state arrestate mentre si radunavano come ogni settimana in un parco di Teheran. Lo scrive oggi il sito riformista Mowjcamp. Le madri, precisa il sito, sono state affrontate dalla polizia durante un raduno che tenevano sabato nel Parco Laleh, nel centro della capitale. Gli agenti hanno cercato di farle sgomberare, ma quando le donne hanno opposto resistenza, diverse di loro sono state arrestate. Da mesi, ormai, le madri delle vittime nella repressione delle proteste, accompagnate da altre donne attiviste, si riuniscono ogni sabato al Parco Laleh per chiedere giustizia.
Polizia schierata per prevenire manifestazioni - Ingenti forze anti-sommossa erano state schierate dalle prime ore di oggi attorno alla principale università di Teheran, nel centro della capitale, per prevenire manifestazioni dell'opposizione in occasione della “giornata dello studente”, celebrata ogni anno ufficialmente dal regime.
Siti web oscurati - A partire da questa mattina, come già successo due giorni fa, l'accesso a molti siti internet stranieri è bloccato o reso molto difficoltoso. Un espediente già usato dalle autorità in occasione delle proteste degli ultimi mesi, apparentemente per contrastare la diffusione di immagini di raduni e scontri riprese dagli stessi manifestanti con i cellulari.
Nelle ultime settimane i siti riformisti hanno dato notizia degli arresti di diversi dirigenti studenteschi volti a prevenire manifestazioni e la polizia aveva avvertito che avrebbe agito "severamente" contro qualsiasi manifestazione "illegale", in particolare se gli studenti avessero cercato di uscire dalle università e riversarsi nelle strade. Attraverso la rete della controinformazione sono circolati negli ultimi giorni appelli ai cittadini comuni perché si riuniscano all'esterno degli atenei per esprimere solidarietà agli studenti.
La ricorrenza - La giornata dello studente si osserva ogni anno in Iran il 7 dicembre, anniversario dell'uccisione di tre universitari in incidenti scoppiati a Teheran nel 1953 durante una visita dell'allora vice presidente Usa Richard Nixon. Una ricorrenza normalmente celebrata nelle università con manifestazioni ufficiali del regime dai toni anti-americani. Quest'anno, tuttavia, l'opposizione ha deciso di approfittare dell'occasione per tornare a fare sentire la propria voce.
07 dicembre 2009