I ministri dell'Ambiente dei Ventisette si riuniranno oggi a Bruxelles in un Consiglio straordinario per mettere a punto le posizioni dell'Ue per il vertice Onu sul clima che si terrà a Copenaghen dal 7 al 18 dicembre. Dopo il ridimensionamento delle ambizioni di firmare un nuovo trattato internazionale, a seguito del recente vertice Usa-Cina, l'Unione europea è scesa in campo per difendere le prospettive di arrivare almeno un "accordo politico vincolante" a Copenaghen. Il 'pressing' dei leader dell'Ue è cominciato con un conferenza stampa, giovedì a Bruxelles, del presidente francese Nicolas Sarkozy, del cancelliere tedesco Angela Merkel e del premier danmese Lars Lokke Rasmussen, è continuato veneredì con un intervento, sempre a Bruxelles, del presidente della Commissione José Manuel Barroso, e proseguirà domani, con il Consiglio Ambiente straordinario.
Alla ricerca di un accordo "completo, ambizioso e vincolante" - Nella convocazione della riunione, il ministro svedese dell'Ambiente e presidente di turno del Consiglio, Andrea Carlgreen, indica che l'Ue lavorerà affinché a Copenaghen si giunga a un accordo "completo, ambizioso e vincolante, e che comporti impegni chiari da parte di tutti i paesi del Pianeta". Il 20 novembre Barroso aveva detto di non attendersi affatto un fallimento della conferenza sul clima, ma piuttosto "un accordo operativo" che preveda una serie di impegni politici vincolanti da parte dei paesi convenuti, anche se per la formalizzazione di questi impegni in un vero e proprio trattato internazionale bisognerà aspettare ancora qualche mese.
Tra riduzione delle emissioni e finanziamenti ai paesi in via di sviluppo - Rispondendo ai cronisti durante un breve incontro stampa, Barroso ha detto che a Copenaghen dovranno essere decisi gli impegni cifrati per gli obiettivi di riduzione delle emissioni sia da parte dei paesi ricchi che da parte delle economie emergenti; inoltre, ha detto, dovranno essere messi sul tavolo anche i finanziamenti del mondo industrializzato ai paesi in via di sviluppo, per aiutarli a ridurre a loro volta le emissioni e ad adattarsi alle conseguenze del riscaldamento globale. Si tratterà, ha assicurato, di impegni vincolanti perché presi al massimo livello politico, quello dei capi di Stato e di governo, che sono stati invitati dal premier Rasmussen per un summit mondiale il 17 e 18 dicembre, giorni finali della conferenza.
La distanza dagli Stati Uniti - "A Copenaghen non sarà possibile concludere un vero e proprio trattato vincolante, non perché noi europei non siamo pronti, ma perché non lo sono altri nostri partner (l'allusione riguarda soprattutto gli Usa, ndr). Si dovrà, per questo posporre tutto? No, l'alternativa è di approvare un accordo operativo al livello più alto, con gli impegni e le cifre sulla riduzione delle emissioni, anche per le economie emergenti, e sui finanziamenti per i paesi in via di sviluppo; successivamente, lavoreremo per iscrivere questi impegni il più presto possibile in un trattato internazionale", ha detto il presidente della Commissione.
La situazione del "vertice senza accordo" - Barroso ha spiegato la situazione del "vertice senza accordo" ricorrendo a un esempio noto alla stampa di Bruxelles: quello dei vertici dei capi di Stato e di governo ('Consiglio europeo), che prendono regolarmente decisioni vincolanti, ma che hanno bisogno poi di essere trasferite in atti del Consiglio Ue a livello ministeriale per essere messe in pratica . "Nessuno può dire che quelli del Consiglio europeo non siano impegni vincolanti, ma è poi il Consiglio Ue ad attuarli con i testi legali", ha concluso il capo dell'Esecutivo comunitario.
23 novembre 2009