E' in condizioni stabili in un ospedale del Texas la poliziotta Kimberly Munley, l'eroina della strage di Fort Hood: è stata lei a bloccare l'autore del massacro centrandolo con quattro proiettili. Munley, che a sua volta è rimasta ferita nella sparatoria, è stata portata in ospedale.
La donna, un agente del dipartimento di polizia di Fort Hood, si trovava nei pressi dell'edificio dove il maggiore Nidal Hasan, il maggiore dell'esercito che ha aperto il fuoco contro i suoi commilitoni, causando la morte di 13 persone ed il ferimento di almeno 30, è giunta con grande rapidità, insieme ad un collega, sul luogo dove era in corso la carneficina.
La poliziotta, giunta nell'edificio circa tre minuti dopo la diffusione del primo allarme, ha estratto la sua pistola ed ha aperto il fuoco contro il maggiore Hasan centrandolo per quattro volte, bloccando la sua azione omicida. “La rapidità con cui ha risposto alla emergenza è stata un fattore critico - ha affermato il comandante della base, generale Bob Cone - la sua prontezza e la sua abilità sono state notevoli".
Munley, che ricopre il grado di sergente presso il dipartimento di polizia della base, ha ricevuto un addestramento specifico per rispondere alla situazioni di crisi ed è accorsa sul luogo assieme al suo compagno. I due si trovavano nelle vicinanze dell'auditorium nei pressi del quale sono iniziati i primi spari.
Intanto, A circa 24 ore dalla sparatoria non è chiaro il movente che ha scatenato la strage. La motivazione religiosa non è ancora del tutto esclusa, sebbene le autorità proseguano sulla pista del forte stress del soldato, che per anni aveva chiesto insistentemente di essere congedato, offrendosi anche di rimborsare l'esercito per la formazione medica ricevuta. L'uomo è infatti uno psichiatra che si occupa da anni dei disturbi mentali dei reduci di guerra.
Hasan, nato in Virginia ma di origini giordane, è un osservante musulmano, abituato a pregare tutti i giorni dopo il lavoro. Le associazioni islamiche in America hanno immediatamente condannato il gesto mentre un video in suo onore è stato pubblicato su un sito jihadista mediorientale, che rientra tra quelli monitorati dall'antiterrorismo. Nel frattempo anche la famiglia di Hasan ha preso le distanze dal gesto definendolo "vile e deplorevole". Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha parlato del lutto "di tutto il paese" ordinando di abbassare le bandiere a mezz'asta, ma ha invitato a non saltare a conclusioni affrettate.
06 novembre 2009