"L'Italia intercetta migranti e richiedenti asilo africani sui barconi e, senza valutare se possano considerarsi rifugiati o siano bisognosi di protezione, li respinge con la forza in Libia, dove in molti sono detenuti in condizioni inumane e degradanti e vengono sottoposti ad abusi". E' quanto afferma Human Rights Watch (Hrw) nel rapporto "Scacciati e schiacciati". "La realtà è che l'Italia sta rimandando questi individui incontro ad abusi - ha detto Bill Frelick, direttore delle politiche per rifugiati di Hrw e autore del rapporto -. I migranti che sono stati detenuti in Libia riferiscono categoricamente di trattamenti brutali, condizioni di sovraffollamento ed igiene precaria".
I soprusi italiani - "Gli italiani - prosegue il rapporto Hrw - usano la forza nel trasferire i migranti dai barconi su imbarcazioni libiche o li riportano direttamente in Libia, dove le autorità li imprigionano immediatamente. Alcune delle operazioni sono coordinate da Frontex, l'agenzia dell'Ue per il controllo delle frontiere esterne. La politica dell'Italia costituisce un'aperta violazione dell'obbligo di non commettere refoulement, il rinvio di individui con la forza verso luoghi dove la loro vita o libertà è minacciata o dove rischierebbero la tortura o un trattamento inumano o degradante". "L'Italia viola i propri doveri legali - ha detto Frelick -. L'Ue dovrebbe esigere che l'Italia rispetti i propri doveri ponendo termine a tali rinvii verso la Libia. Altri Stati membri dell'Ue dovrebbero rifiutare di prendere parte ad operazioni di Frontex che sfociano in rinvii di migranti ed abusi".
Le interviste - Sono stati sentite 91 persone con migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Italia e a Malta, condotte principalmente nel maggio 2009 e su un'intervista telefonica con un migrante detenuto in Libia. Human Rights Watch ha visitato la Libia in aprile ed ha incontrato funzionari governativi, ma le autorità libiche - si legge ancora nella nota - non hanno permesso all'organizzazione di intervistare i migranti in condizioni di riservatezza né di visitare alcun centro di detenzione per migranti. Tra le interviste citate dal rapporto anche quella di 'Daniel', un eritreo di 26 anni ascoltato a maggio in Sicilia, che ha denunciato di essere stato picchiato dai libici che avevano riportato in Libia il suo gruppo intercettato e respinto dalle autorità maltesi.
Non ci sono prove - "La clausola sui diritti umani nel prossimo accordo quadro tra Ue e Libia, così come qualunque altro accordo da esso derivante, dovrebbe includere un riferimento esplicito ai diritti dei richiedenti asilo e dei migranti come prerequisito per qualsiasi cooperazione nei piani di controllo sulla migrazione", ha detto Frelick. Human Rights Watch, spiega il rapporto, non ha prove tali per fare una stima di quanti migranti che si trovano in Libia, o che cercano di entrare nell'Unione Europea attraverso l'Italia o Malta, possano riconoscersi come rifugiati. Ma, secondo dati forniti dall'organizzazione per i diritti umani, il tasso di accoglimento delle domande di asilo nel 2008 è stato, per tutte le nazionalità, del 49% in Italia e del 52,5% a Malta. Trapani, che ha competenza anche per Lampedusa (il punto d'entrata per la maggior parte degli arrivi di barconi dalla Libia), ha accolto, dal gennaio all'agosto del 2008, il 78% delle domande d'asilo.
21 settembre 2009
Redazione Tiscali